Tutte le strade portano a “quella persona”…indizi

Ogni volta che si parla di Candy e anohito, mi viene in mente una frase di una vecchia canzone degli U2: “All roads lead to where you are…” Sta bene ad entrambi! Come del resto tutto il testo.

Dal 2010, data di pubblicazione di Final Story in Giappone, i forum dedicati hanno iniziato a speculare su chi fosse questa “misteriosa” persona che Candy, presumiamo, ha sposato. Attraverso le traduzione ufficiose prima e la prima traduzione ufficiale italiana poi, si sono evidenziate le parti del romanzo che parlano direttamente di anohito, spesso indicate come “indizi”. Credo sia sviante considerare alcuni contenuti del romanzo come indizi, perché apparrebbero come costruiti appositamente per confondere.

Io penso che semplicemente la Nagita, come anche dichiarato, abbia seguito la sua storia, la stessa che ha dato i natali al manga. Le immagini nella sua mente narrate nel romanzo portano a raccontare di anohito in maniera spontanea e non artefatta. L’ambiguità si costruisce, se vogliamo, in maniera naturale perché entrambi i personaggi in lizza per essere anohito, sono stati o sono molto importanti per Candy e di conseguenza possono aver condiviso alcuni luoghi ed emozioni.

Ma sono anche convinta che ci sia una chiave di lettura, ovvero che come dichiarato dall’autrice durante una intervista del 2009, il romanzo Final Story non è un sequel, cioè non è una nuova storia narrata e che si origina dal manga. Final Story si basa unicamente sulla storia originale da cui è nato il manga.

Così come nella precedenti edizione del romanzo, la Nagita nella postfazione di CCFS ci raccontando delle varie edizioni del romanzo negli anni, dichiarndo di aver potuto inserire degli elementi che non aveva potuto inserire nel manga grazie al fatto di aver trasformato la terza parte in una sequenza di lettere, inserite con una cronologia tra l’altro imprecisa, per non corrompere il finale che doveva rimanere in attesa come è il finale del manga.

Anche per queste informazioni mi sento di escludere completamente l’idea di un “terzo” pretendente…Semplicemente non c’è.

Vediamo allora un elenco di questi “indizi”, che verranno approfonditi nei futuri articoli, seguiteci! che dal 2010 hanno scatenato discussioni e fatto riempire pagine e pagine nei forum di tutto il mondo:

Indizi che fanno parte del carattere del personaggio
Amare la natura
Lavori manuali
Occuparsi della sicurezza e della felicità di Candy
Mercatino delle pulci
La cartolina di Susie

Il quadro di Slim
L’espressione più intensa e bella del romanzo Final Story e dell’amore di anohito per Candy.

Il carillon della felicità
Il carillon della felicità edizione francese
Il regalo di Stair, simbolo del loro inconsapevole addio.

Il portagioie
Il portagioie part. 2
Dono di anohito, è tramandato da generazioni nella sua famiglia. È un oggetto femminile e lui non sa che farsene… A chi sarà appartenuto prima di Candy?

Lo studio
Una stanza che racconta molto del suo proprietario.

Il rientro dall’Inghilterra all’America
Candy affronta un avventuroso viaggio imbarcandosi su di una nave da clandestina.

Il filo invisibile
Il legame invisibile e indissolubile che lega Candy ad Albert

La villa sull’ Avon
La terrazza
I narcisi
Le rose
Shakespeare

La voce di Anohito
Bentornato a casa

La lettera a Mr Brown
Una lettera già presente nella precedente pubblicazione del romanzo Candy Candy ma oggi molto differente.

La morte di Susanna Marlowe e la lettera di Terry
La morte di Susanna Marlowe e la scelta di Candy
Siamo sicuri che la morte di Susanna, asso nella manica e colpo di scena nel romanzo, sia solo funzionale a Terence e Candy? O è molto di più?

Il presente di Candy
Quali i personaggi che sappiamo sono nel presente di Candy?

Final Story non è un sequel
Dall’intervista di Keiko Nagita le basi per una teoria e chiave di lettura del romanzo con le sue principali e inedite novità ( la lettera di candy a Terry dopo la rottura al college, la morte di Susanna, la lettera inedita di Terence a Candy, la consegna del diario a Candy da parte di Albert).

Riallacciandomi all’ultimo punto dell’elenco (per accedere ai contenuti basterà cliccare sopra quando completi), è proprio questa affermazione a creare una distanza abissale tra gli aspiranti anohito. La differenza tra il raccontato e il non raccontato.
La differenza tra poter immaginare la storia in un contesto descritto dalla sua autrice (quello che sentiamo sia l’anohito dell’autrice) e creare una storia parallela e assolutamente personale.

E poi la potenza dell’amore invisibile rispetto a due amori descritti (Anthony e Terry)…che non è di certo un amore che non viene narrato, anzi…  è l’amore narrato per eccellenza, dalle prime pagine del romanzo al suo finale, amore così potente che nessuno potrà spezzare proprio perché del destino (il filo invisibile che lega i due protagonisti Candy ed il Principe della Collina) e che poi confluirà nella allegra, delicata ed emozionante corrispondenza dell’epilogo.

Credo che la Nagita abbia assolto pienamente nel racconto dei tre amori di Candy a cui aveva pensato sin dall’inizio, quello effimero per Anthony, quello ardente per Terence e quello sereno  e del destino per Albert. Il vero e completo amore, la storia finale?

Per me non è una mancanza, per molte che si sentono scontente della parte finale del romanzo lo è, quello di non esser stata esplicita nei dettagli che pur ci ha raccontato, il non averci fatto guardare “dal buco della serratura”, il non aver fatto “consumare” la storia ai protagonisti (forse a suo modo lo avrebbe fatto in un vero sequel che non scriverà mai per le tante problematiche intercorse con la mangaka).

Vanno rispettati il desiderio e la sensibilità dell’autrice, che certo ci richiede un impegno empatico più intenso per poter accedere a ciò che ha sempre conservato nel suo cuore dal 1978 in poi, e che ha voluto esprimere definitivamente con Final Story.

© 水木杏子 いがらしゆみこ 東映動画
(© Mizuki Kyoko, Igarashi Yumiko, TOEI Animation) Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

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