Il carillon della felicità nell’edizione francese

Il carillon della felicità è uno di quegli indizi davvero rivelatori sull’identità di “quella persona”. La traduzione francese di quel passaggio ha suscitato molto clamore, portando molto sdegno tra le fan che puntando il dito verso il traduttore e lo giudicano di parte, criticando aspramente la sua professionalità come traduttore e come professionista imparziale. Da una recensione su Amazon sul secondo volume Le prince sur la colline,  si può estrapolare la posizione di molte fan che non si possono certo definire “neutrali” e di cosa accusano il traduttore:  “Il traduttore si è preso delle libertà che non esistono nell’originale e nella versione italiana per veicolare l’interesse del lettore sull’identità del compagno di Candy a discapito dell’altro personaggio candidato a tale ruolo. In tal senso, l’ambiguità voluta dell’autrice non è stata rispettata. La versione francese presenta molte variazioni, ma anche tagli di frasi importanti e aggiunte di altre costruzioni sintattiche che stravolgono completamente il testo come nel passo del carillon donato a Candy da Stear.”

Quando Candy parte per New York, Stair le regala il carillon fatto da lui, sarà un addio in realtà, perché secondo lui quella musica e quell’oggetto, l’avrebbero fatta sentire felice ogni volta che l’avesse ascoltata. Un oggetto davvero speciale e dal significato bellissimo che solo Stair poteva creare per lei. Dopo la separazione da Terry, avvenuta poco dopo, è quella melodia secondo Candy a riportarla sana e salva a Chicago.

Cosa dicono esattamente le traduzioni?

La versione francese:

“Cette nuit-là, dans la neige qui tombait sur New York, elle m’a apporté le salut. Sans sa petite musique à la sonorité douce et limpide, je ne sais pas si j’aurais atteint Chicago. Par la suite, j’ai tellement eu recours à ma petite machine à bonheur, chaque fois qu’un drame m’arrivait, que le mécanisme a finì par se casser. Ça m’ a désolée. J’ai eu l’impression que le dernier lien qui me retenait à Stair venait de se rompre. Heureusement, quelques jours plus tard, quelqu’un qui devait me devenir de plus en plus cher l’a rèparée. Ce n’était pas grand-chose, parait-il.
Maintenant, j’ai tellement peur de le casser de nouveau que je la garde précieusement dans mon coffret à bijoux.

Traduzione amatoriale:

“Quella notte, mentre la neve cadeva a New York, il carillon mi ha salvata. Senza la sua piccola musica, il suono dolce e limpido, non so se avrei raggiunto Chicago. Successivamente, ho fatto così tanto ricorso del mio piccolo carillon della felicità (ho usato così spesso), ogni volta che ero preda della tristezza, che il meccanismo alla fine si è rotto. Provai un grande dispiacere. Ho avuto l’impressione che l’ultimo collegamento che mi teneva legata a Stair si fosse appena rotto. Fortunatamente, alcuni giorni dopo, qualcuno che sarebbe divenuto per me sempre più caro, l’ha riparato. Non era complicato, a quanto pare.
Ora, ho così tanta paura che si rompa nuovamente che lo conservo accuratamente nel mio portagioie.”

La versione ufficiale italiana:

“Avevi ragione, Stair: in quella notte innevata, tu mi hai salvato. Senza questa musica serena e allegra, non so nemmeno se sarei riuscita a tornare a Chicago. Da quel giorno ogni volta che mi sono sentita triste, ho ascoltato la sua melodia, finché un giorno si è rotto. Ero così abbattuta, e mi sembrava quasi di aver perso l’ultima cosa che mi teneva legata al mio amico, ma qualche tempo dopo il mio lui è riuscito facilmente a ripararlo. Da allora ho sempre avuto il timore che si rompesse di nuovo, perciò l’ho riposto al sicuro come un oggetto prezioso.”

È ovvio che non si poteva tradurre letteralmente anohito cioè  “quella persona”. Anohito è un pronome singolare, e significa letteralmente quella persona ma i traduttori sanno di dover dare un significato speciale a quel pronome perché ha una valenza romantica.

Tradurre con “il mio lui” significa dire letteralmente che era il suo fidanzato. Quel “lui” da pronome in terza persona singolare nella forma giapponese diventa sostantivo in quella italiana. Ma colui che aggiusta il carillon era il suo fidanzato? No.

Cosa si aspettavano le fan per la traduzione francese? Probabilmente una traduzione come se ne trovano amatoriali in rete, aderente a “il mio lui” che diventa “ma moitié”, ovvero letteralmente la mia metà. La parola anohito non significa la mia metà. Quale traduttore dal giapponese tradurrebbe mai il pronome anohito con la mia metà anche nella ricerca di un significato romantico? Non biasimo il traduttore francese se non ha ritenuto corretta quella formula… Così come non significa nemmeno il mio lui nel senso letterale della lingua italiana. Usare però lui resta una soluzione che funziona coniugando pronome e accezione romantica. Quindi estrapolando il significato letterale da “il mio lui” e lasciando solo l’accezione romantica… si vuole solo cercare di trasmettere che chi aggiusta il carillon sarebbe diventato la persona che lei ama nel suo presente. Candy voleva dire che è il suo futuro marito ad aggiustarlo

Ma il significato reale di questo passaggio non è tanto come viene tradotto o spiegato il pronome anohito come fa la traduzione francese, perché questo fa, è il contesto che ci racconta che Candy ascolta continuamente il carillon in un periodo molto doloroso per lei, la separazione con Terry e la morte di Stair. Era così triste in quel periodo che ne fa un uso assiduo. La traduzione francese specifica che quando il carillon si rompe passano pochi giorni prima di essere riparato. Non c’è modo di poter pensare che Candy abbia usato quel carillon così assiduamente in un periodo diverso da quello.
Conosciamo la durata delle creazioni di Stair, durano poco, anche questo elemento può aiutarci a immaginare che il carillon si rompa in quei drammatici primi mesi del 1917. Era un oggetto con una sua fragilità. Il commento di Candy sulla facilità di aggiustarlo è forse per dire che non doveva disperarsi, non si era spezzato alcun legame con Stair, era semplice da riparare ma lei nella paura che si rompesse ancora, lo conserva come un oggetto prezioso, non lo riutilizzerà dunque facilmente,  una di quelle rare volte è nel presente, quel momento in cui lo ascolta.

L’errore nella narrazione di questo passaggio anni fa da parte di molte fan, è stato credere che il carillon rotto fosse stato conservato degli anni per poi essere aggiustato da anohito. Che poi davvero Candy non avrebbe chiesto a nessuno di aggiustarlo prima? Ha senso tenerlo rotto per anni, cosa che la faceva soffrire? Ma la traduzione del testo è tutt’altra e vale in italiano come in francese.

Questa la frase originale:

それを後日、いとも簡単にあのひとは修理してくれた

後= più tardi; 日= giorno:  questi Kanji insieme significano “qualche giorno più tardi”

Come avrebbe potuto essere Terence ad aggiustarlo se è il carillon che suonando la sua melodia, allevia il dolore di Candy per la separazione da lui? Quello è il periodo nero di Candy, da cui si risolleva col tempo ritrovando sempre più serenità e felicità. Il traduttore traduce “quella persona” dandogli il suo significato che è anche a mio parere quello originario di cui ho parlato in questo articolo sull’ utilizzo della parola anohito, ovvero quella persona che lei aspetta da tanto, quella persona speciale nel suo cuore, che lei non sapeva chi fosse ancora a Chicago ma che la Candy del presente, così come la Candy della sigla finale dell’anime, conosce benissimo. Le prince sur la colline appunto…

Ecco perché  possiamo considerare corretta l’interpretazione del traduttore francese, anohito in quel momento era a tutti gli effetti “qualcuno che doveva diventare per me sempre più caro”. Perché molte fan, soprattutto quelle di Terence non accettano la traduzione usata per rappresentare la parola anohito? Non perché possa essere scorretta, bensì perché anche a loro è diventato chiaro il contesto di quando il carillon si rompe e del perché. Il traduttore non rivela certo chi sia anohito, ma il contesto in cui si sviluppa la scena può avere un solo protagonista che cozza con una tra le tante narrazioni di oggi, che il carillon si rompa in un non precisato momento di imprecisata tristezza, in un futuro non raccontato. Anche in un caso di questo genere certo avrebbe potuto ancora essere Terence ad aggiustarlo.

Ed è proprio nella lettera a Stair che Candy racconta di quanto il suo carillon sia straordinario, perché è anche grazie alla sua melodia che ora si sente felice. Il suo regalo ha funzionato! Significa che ha superato quel grande periodo di sofferenza e elogia Stair per la sua creazione perché è un genio! Lei è felice. Se Candy è felice non avrà più bisogno di ascoltare il carillon, bensì di conservalo come un preziosissimo ricordo. Non ci racconta si sia rotto ma nemmeno che non si sia rotto. Ma ci indica nella storia un solo periodo di grande tristezza in cui sappiamo l’ha usato molto…e ci racconta poi che ha funzionato… Prima di un qualsiasi ritorno o contatto con Terry a cui scrive poco dopo nella lettera mai inviata, ancora una volta che lei è felice.

Dalla traduzione francese:

Quoi? Et moi? Si je suis heureuse? Bien sur! Pourquoi? Bah, grâce à la machin à rendre Candy heureuse”, bien sur! Extraordinairement efficace, cette invention. Décidément, tu es un genie!

Cosa? E io? Se sono felice? Certo! Perché? Bah, grazie alla macchina per rendere felice Candy “, certo! Straordinariamente efficace, questa invenzione. Decisamente, tu sei un genio!

Ci si è sempre domandati chi avesse le qualità per aggiustarlo o meno, ma non è quella la domanda giusta, quanto: chi le era vicino in quella fase drammatica della sua vita da poterlo aggiustare dopo pochissimo tempo?

Una traduzione è un’ opera creativa tutelata da copyright e la bravura di un traduttore di certo non è la traduzione letterale fine a se stessa, quanto la capacità di rendere le emozioni ricevute dal testo e rendere la comprensione del testo in una lingua diversa, una lingua ben conosciuta, la propria. Insomma senza girarci ancora intorno, il fatto che possiamo facilmente capire che anohito è Albert in quel passaggio del romanzo, non dipende dal traduttore, ma lo possiamo capire perché era l’unico presente nella  vita di Candy in quel periodo. Albert che la conforta dalla separazione da Terry e dalla morte di Stair; è quello il periodo a cui fa riferimento Nagita sensei, in cui Candy utilizza moltissimo il carillon sino a romperlo… e solo lui può aggiustarlo pochi giorni dopo perché condividono la stessa casa a Chicago, la casa della Magnolia.

Questa è la storia di Nagita sensei che un traduttore professionista ha semplicemente tradotto e reso accessibile, senza aggiungere nulla e senza alcuna preferenza per un finale invece di un altro.

(© Mizuki Kyoko, Igarashi Yumiko, Casa Editrice – Shodensha ) Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab. Traduzione francese ad opera di Pika Édition.

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