L’elefante nella stanza parte III – Carillon di Stair e Koi No Yokan

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In Candy Candy Final Story la dimensione del destino e dell’amore invisibile ha molta importanza. È un percorso intenso per i due protagonisti principali, che appare imprescindibile. Nagita però non intende cedere ogni responsabilità dell’evolversi della storia al fato, perché chiarisce che ciò che accade è anche frutto di una scelta, cioè che Terry scelga di stare accanto a Susanna Marlowe o che Stair decida di arruolarsi volontario in guerra.
Stair, come Nagita dichiara nell’enciclopedia di Candy Candy in una intervista, è uno dei suoi personaggi in assoluto preferiti, insieme ad Albert.

番好きなキャラクターは… ステアとアルバートさん “I miei personaggi preferiti sono… Stair e Albert”.

Forse non è un caso che Albert nella sua lettera a Candy dall’Africa citi solo il nome di Stair e che poi Candy chieda proprio a lui, dopo esser tornata in America, di trovare Albert in Africa. Stair è un amico sincero per Candy e lo sarà anche per Albert nel momento del bisogno. Un po’ innamorato di lei, Stair sceglie praticamente sempre Candy per condividere le sue invenzioni e brevi avventure, come ad esempio volare con il suo aeroplano! Candy e Stair insieme regalano creatività e spensieratezza. Non era Stair un personaggio che poteva uscire dalla storia e basta. Il suo ruolo infatti continuerà anche dopo averle detto addio sulla banchina del treno in partenza da Chicago e che la porterà a New York per incontrare finalmente Terry. Donandole il suo Carillon della Felicità di Candy, Stair entrerà a tutti gli effetti in una dimensione un po’ magica, un po’ divina. Entrerà a far parte del percorso che il destino ha in serbo per lei. Stair con il suo Carillon della Felicità sarà parte della predestinazione tra Candy e Albert. Non è un oggetto creato per lei e Terry, nel senso che Stair non poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto e come Candy avrebbe iniziato ad utilizzarlo. Oppure ha sempre pensato che non sarebbe stato lui a rendere felice Candy?
Stair e Albert sono i personaggi maschili più affini nella storia. Sono gentili, credono nella pace, amano l’allegria, il mondo. Hanno un profondo senso di giustizia e umanità. Sono curiosi e amano effettuare lavori manuali. Stair è un inventore, usa la scienza e cerca di migliorare il mondo con le sue invenzioni. Albert è radicato nella natura, la fa sua per sostenere una vita in armonia con tutti gli esseri viventi. Con la sua passione per la medicina porta salute e conforto a uomini e bestiole. Entrambi, come anche Candy, hanno delle nobili intenzioni verso tutti gli esseri viventi. Si somigliano molto spiritualmente e infatti Albert è in grado di immedesimarsi in Stair. Conosce le sue invenzioni, è interessato a metterci mano. Il carillon della felicità è un dono che Stair costruisce per Candy perché sa che potrebbe non vederla più e desidera quel piccolo oggetto possa sostenerla nei momenti più dolorosi. È un gesto di grande premura e cura da parte di Stair, c’è il desiderio che Candy trovi la felicità e a modo suo vuole essere partecipe, anche se dovesse perdere la vita in guerra. Albert sarà l’unico nella storia a maneggiare le invenzioni di Stair e lo farà per aggiustarle, per dar loro nuova vita, per mantenere una continuità con lui. La manualità di Albert è ben delineata nel manga e in FS (crea mobili in legno, aggiusta sedie…), ma aggiustare le creazioni di Stair è anche un momento di condivisione tra loro tre. Una condivisione più serena rispetto invece al ricordo di Anthony a causa dei loro sensi di colpa. Possiamo capire quanto sia importante e simbolico il legame tra questi personaggi, non è solo familiare ma di assonanza di anime. Non c’è da immaginare molto per intuire che Albert possa aggiustare il Carillon della Felicità, quasi fossero le stesse mani di Stair a guidarlo visto la semplicità con cui lo farà. Terence, ancora una volta, non è coinvolto direttamente, non ha mai ascoltato il suono del carillon come invece è molto probabile abbia fatto Albert visto che condivideva la stessa casa con Candy proprio in quel drammatico periodo. Ha sì mani delicate Terry, suona il piano, sono adatte per fare l’inventore? Ma lui nella storia non si presta mai a lavori manuali né tanto meno di meccanica. Con Terry si, dobbiamo immaginare altri contesti, nuove storie, altri momenti dolorosi affinché possa avere a che fare col carillon di Stair, eventi e luoghi di cui Nagita non ha lasciato contorni come invece fa con Albert. Ciò che per me è evidentemente è che William A. Ardlay, il parente più importante di Anthony e di Stair, si senta responsabile di raccogliere come può la loro eredità e di dare conforto a Candy, capendo e condividendo il suo profondo legame con loro. Forse il Carillon della Felicità verrà aggiustato proprio a Lakewood, dopo un eccesso di utilizzo anche dovuto allo sparire all’improvviso di Albert, evento che sconforta molto Candy oltre ad aver rivisto Terry in pessime condizioni a Rockstown. Oppure accade alla Casa della Magnolia. Ma questo indizio non sta lì a dirci meramente che anohito lo aggiusta e quindi inventiamo una storia in cui avvenga. Il carillon deve avvicinare Candy alla felicità perché ascoltarlo la rasserena, la rende più  coraggiosa nel percorrere il suo cammino. Per Albert è un oggetto costruito da suo nipote che ha perso in guerra.
Cosa le dice Stair quando glielo donerà? “Ogni volta che lo farai suonare, ti avvicinerai sempre di più alla felicità”  vol II pag 176. Possiamo dire che ha svolto il suo compito e a quel punto Candy è felice. Vediamo la lettera a Stair che conclude proprio quel paragrafo (Candy sa che Albert è il prozio):
“vuoi sapere se io sono felice? Certo che lo sono! In fondo io ho il Carillon della Felicità di Candy. Sei stato in grado di creare un oggetto con degli effetti straordinari, sei davvero un inventore incredibile!”  Candy conclude poi la lettera chiedendo a Stair di benedire Archie e Annie durante il loro fidanzamento proprio a Lakewood, con una dolcissima brezza. Vol II pag 196/197
a un tratto mi sono accorta che stava soffiando una dolcissima brezza”.
Anche qui siamo in una dimensione magica e di connessione tra tutti loro,
Nella storia, dove porta il cammino di Candy? La porta verso Albert e attraverso la lettera finale a Stair, ci fa capire che il carillon ha esaurito il suo scopo, in un arco temporale che lei condivide esclusivamente con Albert. E qual è la direzione di Albert nel romanzo? Palesemente Candy, unica e insostituibile. E la direzione di Terry? Susanna! È Susanna che gli aprirà la porta quando giungerà alla compagnia Stratford, è Susanna che gli salverà la vita, è Susanna che lo aspetterà a casa sostenendolo col suo amore.
Non è invece mai l’amore di Terry a sostenere Candy per andare avanti nella sua vita di fronte alle difficoltà e sofferenze, non ha questo “potere” l’immagine di Terry interiorizzata da Candy, a differenza di quella del principe e poi di Albert.
Terence sta con un’altra donna e questo è un aspetto molto forte nella storia. Inutile giustificare la sua scelta con “è stato costretto, lui ama solo Candy ecc.” lui per tre volte chiude con Candy e per due volte a causa della stessa donna. Sceglie di tornare alla sua vita, che è il teatro di alto livello e da Susanna. Convivono, si prendono cura uno dell’altra, Terry ha in mente di renderla felice. Anche Terence va sempre nella direzione opposta a Candy perché non è il suo destino. Magicamente il Carillon della Felicità deve saperlo. Sono importanti le parole di Stair perché Candy ascoltando il carillon si avvicina sempre più alla felicità, ma ciò avviene se si sta allontanando da Terry. Grazie alla sua musica lei sente di esser stata in grado di raggiungere proprio Chicago, casa, Albert. Ogni volta che apre il carillon si avvicina alla felicità perché si allontana dal dolore, si allontana da Terry e poi l’aiuterà a lenire il dolore della morte di Stair riuscendo a sentirlo sempre vicino.

La storia con Terence non ha nulla di rotto o da riaggiustare, ha semplicemente fatto il suo corso.
La dolce musica del carillon se avvicina Candy alla felicità possiamo dunque dire che la porta tra le braccia di anohito? Anohito non è solo colui che aggiusta il meccanismo rotto, ma il significato del Carillon della Felicità di Candy, si trova in ciò che lega Stair, Candy e Albert. Il carillon indica una strada invisibile ed è sempre una strada opposta a Terence. Il carillon non è uno strumento per piangersi addosso, per restare in attesa, è la direzione verso la felicità ed è simbolicamente, dall’inizio del suo utilizzo dopo l’addio a New York, rappresentato da quel treno che la riporta a casa, a Chicago, da Albert, o che la riporta verso Lakewood per conoscere il prozio suo benefattore e scoprire che è Albert, ritrovandolo. Che la porta nuovamente alla Casa di Pony dai suoi affetti, dove ritroverà il suo Principe della Collina.

Koi No Yokan 恋の予感
Sulla predestinazione tra Candy e Albert ho scritto in Filo rosso del destino ma col tempo ho trovato un altro concetto della cultura giapponese che esprime la predestinazione e il senso di incontrare la propria anima gemella. Questi significati sono espressi dalla frase Koi No Yokan 恋の予感  che significa “sentimento d’amore” ma nello specifico “premonizione d’amore“. Premonizione d’amore! Trovo sia una bellissima frase che rappresenta molto bene l’attesa per un gran sentimento dove ciò che è chiaro al cuore dal primo istante, diventerà chiaro nel futuro anche alla ragione. C’è nel romanzo Final Story questa premonizione d’amore? Per chi? Nell’amore romantico per anime gemelle si intendono due persone fra cui esiste una affinità tale, sia spirituale che sentimentale, così profonda da poter credere che sia un segno che queste persone fossero predestinate ad amarsi. Il concetto di “anima gemella” normalmente si associa al fatto che esista un unico partner amoroso predestinato per ciascuna persona e possiamo dunque chiamare questa predestinazione vero amore.
Dalla corrispondenza tra Candy e Albert: Candy:
non ho mai dimenticato il Principe della Collina
Albert in risposta:
Nemmeno io ho dimenticato quella piccola bambina, per questo ti ho riconosciuta subito quando ti ho salvata dopo che sei precipitata dall’alto della cascata” e poi in merito all’incontro a Londra “il fatto che ci siamo incontrati così per caso, però, mi fa pensare a quel filo misterioso che ci unisce e di cui mi parli sempre” pag 229 II vol Ita.
Il filo invisibile unisce due anime gemelle che ancora non sanno di esserlo ma che lo scopriranno nel corso della vita.
Koi non Yokan è quella emozione che è una sorta di eccitazione (non sessuale), di sensazione che quella persona sarà speciale per te, che vi innamorerete. La sensazione che con lui/lei arriverà l’amore.
È molto differente dal “colpo di fulmine” non è un innamorarsi a prima vista. Se due persone si incontrano e almeno uno dei due capisce che prima o poi nascerà un amore con l’altro, pur non provando sul momento nessuna attrazione particolare, questo è il koi no yokan.

Leggete questa meravigliosa spiegazione:

La mia comprensione di Koi no Yokan è: quando incontri qualcuno con cui ti connetti istantaneamente e con cui condividi una parte di te stesso.
C’è un equivalente utilizzato in molte altre lingue ovvero “Amore a prima vista”, ma questo non consente alle persone di comprendere appieno il significato spirituale della frase giapponese. È il senso che voi due vi innamorerete, ma differisce dall ‘”amore a prima vista” perché non implica che il sentimento dell’amore sia sentito subito ma soprattutto che l’amore sarà inevitabilmente sentito in il futuro.
Aggrappati a queste persone con cui provi questa esperienza. Ti apriranno la mente a cose nuove che non avresti mai pensato possibili e apriranno il tuo cuore a emozioni che non avresti mai pensato di poter provare. Sono individui rari che benediranno la tua vita in meglio.

Questo è esattamente quello che accade a Candy incontrando il Principe della Collina! Lei si aggrappa al ricordo e alla prova che lui esiste, la sua bellissima spilla (altro simbolo di predestinazione) che porterà sempre con sé, oggetto che Candy più volte interpella come se potesse rivolgersi a lui direttamente e ascoltare una sua risposta.
Albert prova la stessa cosa, il suo cuore memorizza il loro primo incontro, un’emozione che poi si trasformerà nel voler rendere felice una ragazza dal meraviglioso sorriso e poi nel rendere felice una donna, quella che scopre di amare nella Casa della Magnolia.
Koi no Yokan indica l’incontro accidentale con la propria possibile anima gemella. E quale incontro è più accidentale nel trovare sulla “propria” collina un meraviglioso ragazzo che fa sparire il suo dolore con la sua luminosità? Il Koi no Yokan è quasi un’emozione che si espone allo stato più profondo della coscienza; è la consapevolezza, la certezza che quella persona incontrata per caso sia ”quella giusta”: l’anima gemella del proprio destino. Un presentimento vago ma profondo che confermerà questa certezza iniziale solo con il tempo. Non bisogna confondersi, quindi, con l’amore a prima vista: l’espressione Koi no Yokan è come un presagio che non ha prove concrete.
L’incontro tra Candy e Albert è un presagio d’amore, un mistero che verrà svelato alla fine del romanzo. Una sensazione d’amore che ti avvolge dall’inizio ma che resta nell’aria, sottilmente invisibile. È legato al futuro, qualcosa a cui il destino darà i suoi tempi. Un incontro che lascia loro emozioni speciali. Uno sguardo, un sorriso, delle parole, una brezza leggera.
Candy è una bambina e poi una ragazzina che non desidera altro che poter ritrovare il suo Principe della Collina. È certa che prima o poi lo rincontrerà.
Da adulta in FS ci racconta “Non saprei come spiegarlo, ma in fondo al mio cuore sapevo che lui era una persona speciale“. Questo quando lui era solo Albert senza memoria e vivevano insieme. Quello che Candy dice è che il suo cuore riconosceva Albert come una persona con cui aveva un destino.
lui era Albert, non mi serviva di sapere altro. La sua sola presenza bastava inspiegabilmente a tranquillizzarmi. Ora riesco a comprendere il significato di quel legame invisibile che ci univa“. Ma appunto non è solo una sensazione speciale nel cuore, era anche quel suono della sua voce che le faceva provare nostalgia di casa e che le fa battere sempre forte il cuore. Uno struggente desiderio di “casa”, di colui che fornisce riparo, calore ed intimità, già prima della loro convivenza. Ovunque lui sia è casa e quando davvero condividono uno spazio fisico quotidianamente, le loro emozioni crescono sempre più. Non c’è nulla di più forte in una coppia del desiderio di condividere lo stesso spazio fisico e emotivo, di condividere la propria “casa” interiore. Due persone quindi che non riescono a dimenticarsi, lo vediamo anche nella tavola finale del manga:

Nel link di seguito potete leggere una racconta di testi, tratta dal romanzo, delle emozioni tra Albert e Candy: L’amore predestinato: William A. Ardlay, il Principe della Collina

C’è questa dimensione con Terry? Non appare né nel manga né nel romanzo. Terry forse prova un sentimento simile al colpo di fulmine per Candy. Perché manca totalmente la predestinazione tra Candy e Terry e viene rimarcata per Candy e Albert in FS soprattutto se si è convinti che l’autrice abbia cambiato il suo finale? Terence e Candy condividono in un passaggio del romanzo la sensazione di essere disprezzati a causa delle loro origini. Racconta Candy I vol Ita pag 246/247 dopo aver scoperto che lui è figlio di Eleonor Baker: “La voce disperata di Terry e il suo sguardo cupo erano ancora impressi nelle sue orecchie e nei suoi occhi. Candy pensava di poter capire come si fosse sentito in quel momento. Forse noi… in qualche modo ci assomigliamo…”
Terry, il figlio di un illustre nobile, e Candy, un’orfana che non sapeva nemmeno chi fossero i suoi genitori. Riflette Candy: “Al di là delle origini e dell’educazione ricevuta, forse le anime delle persone provenivano a volte dallo stesso luogo.” Questo però non ha nulla a che fare con l’idea che siano anime gemelle, il testo spiega bene che Candy sa di poter comprendere le emozioni di lui, emozioni che però Terry non rivelerà direttamente a Candy. Ma Candy più avanti farà un’altra considerazione che mi ha sempre colpito (quando Terry suona il piano): pag. 42 II vol Ita:

“Il ragazzo che se ne stava ora a occhi bassi davanti al pianoforte era diverso da tutti i Terry che aveva avuto modo di conoscere fino a quel momento: davanti a lei c’era Terence G. Granchester, avvolto in una atmosfera aristocratica. Quel giovane di chiara estrazione sociale elevata le apparve incredibilmente lontano…”
Lo sente incredibilmente lontano! Perché? Nonostante sia chiaramente attratta da lui, si crei poi una delle scene più tenere e romantiche intorno a quel piano, dove soprattutto Terry si lascia andare alle sue emozioni per lei, Candy si racconta e dice una frase: “I ricordi alla Casa di Pony rappresentano per me un vero tesoro… Io sono grata ai miei genitori per avermi lasciato lì. Sono sicura che lo hanno scelto con grande cura.”
La stessa frase la utilizzerà alla fine con Albert a indicare un destino che la legherà ad una sola persona. Dall’ultima lettera a Bert: “Io sono davvero grata ai miei genitori per avermi abbandonata alla Casa di Pony. Grazie a loro sono riuscita a incontrare lei (Albert-san)!” Lettera che Candy firma con:

愛と感謝をこめて, ovvero Con Amore (愛 Ai) e gratitudine.

Gratitudine per la generosità e la cura che ha avuto di lei, tema che ricorre per tutti coloro che nel suo percorso l’hanno aiutata, e amore perché lo ama profondamente. Non intende affetto, intende amore, quello che le fa perdere il sonno nell’attesa di una risposta di lui alle sue lettere o di incontrarlo.

«< suki, koi, ai >. Arubāto-san e no fukai ai ga < koi > ni itsu sodatsu no ka…»
好き、恋、愛>。アルバートさんへの深いが<>にいつ育つのか…
“Affetto, ardore, amore, Quando il profondo amore per Albert si trasformerà in passione romantica…?”

E torniamo alla vecchia frase di Nagita sui tre amori in cui Albert è il terzo e predestinato, dove non dubita che il legame profondo che li unisce si trasformerà in Koi. Quella trasformazione avverrà dalla Casa della Magnolia in poi e la fine del romanzo è l’inizio di quella fase della loro storia che non verrà purtroppo raccontata nei dettagli ma che sappiamo avviene con anohito.

Concludo accennando al significato di  (ai) e (koi) molto trattato nei forum di Candy Candy. Leggendo gli approfondimenti l’Ai rappresenta l’espressione più alta dell’amore, incluso l’amore vero, mentre Koi è legato all’amore in quanto attrazione per l’altro sesso, l’innamoramento (non necessariamente corrisposto, anche Archie per intenderci poteva provare per Candy un sentimento di tipo Koi). Per questo indica le passioni o anche le intense cotte adolescenziali, perché in sé porta il concetto di “love”, desiderio appunto, ma non di un progetto di vita. Affinché diventi amore vero Koi deve trasformarsi in Ai.
E si sa che non tutti gli innamoramenti o passioni portano poi ad un legame solido.
Koi quindi si concentra più sulla dimensione attrattiva verso l’altro o appunto sulla dimensione prettamente erotica. In FS va anche detto che non viene comunque più utilizzata la parola koi per esprimere il sentimento per Terry ma viene utilizzata la parola suki che è sempre una parola che esprime un sentimento d’amore, quando ti piace molto una persona.
Quell’ unico Ai espresso da Candy in Final Story solo per Albert è consapevolmente voluto da Nagita. Significa amore in tutti i suoi aspetti e racchiude ora anche il Koi, la dimensione di attrazione fisica perché è una coppia che si sta formando per un progetto serio d’amore. E questo si legge proprio dai loro imbarazzi, dalla gioia irrefrenabile, dalla commozione ed emozione nel trovarsi e parlarsi, dal cuore che trema, dal sentirsi fluttuare nell’aria, dalla perdita di sonno. Tutte emozioni di un forte innamoramento… e della predestinazione!

Quì trovate due link interessanti sul koi no yokan :
https://haikugirl.me/2014/03/15/word-of-the-week-koinoyokan/
www.bbc.com/culture/story/20180103-…t-predicts-love

L’elefante nella stanza, indizi parte I, Slim
L’elefante nella stanza indizi parte II, dall’America alla Gran Bretagna

Source: Candy Candy Nakayoshi Deluxe Album Illustration  (1977)
(Pubblicazione © Casa Editrice – Shodensha, Toei animation)
© Kyoko Mizuki, Yumiko Igarashi. Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

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