L’amore predestinato: William A. Ardlay, il Principe della Collina

albertpoem

こうやって 目を閉じて
ねころんでいると
アクアマリンの空の粉が
ぼくの上に ふりかかってくるよ
キャンディ
同じ空の下で今も きみは笑つているのだろうか 春の光のような笑顔で___
耳の近くで
草の実がはじける音がする 湖の香り しめつに草のやさしさ
風の口笛 みんなきみにおくりたい
キャンディー こんどは いつ きみとあえるだろう

Viene a cadere su di me polvere di cielo color acquamarina
quando mi sdraio e chiudo gli occhi così.
Candy…
Stai forse ridendo tu ora sotto lo stesso cielo?
Con un viso sorridente come la luce della primavera.
Vicino all’orecchio sento il suono dei semi d’erba che si aprono.
Il profumo del lago.
La gentilezza dell’erba in cui scomparire.
Il fischio del vento.
Vorrei inviarteli tutti.
Oh Candy, quando sarà la prossima volta in cui potrò incontrarti?

Traduzione by Silvia Galasso

Trovo questa poesia meravigliosa… mi ha fatto emozionare. La poesia è tradotta dal testo originale della tavola quì sopra, Albert assorto e sdraiato sull’erba. Silvia mi ha spiegato e regalato un’immagine del contesto che ispirano le parole della Nagita (all’epoca Kyoko Mizuki): “È probabile che Albert sia anche un po’ abbagliato dalla luce e percepisce il pulviscolo del colore di un cielo acquamarina, filtrato dalla luce. Il lago inoltre è vicino quindi per questo il richiamo all’acqua.
E poi è tutto verde intorno quindi l’azzurro del cielo si mischia col verde da qui acquamarina.”
Mi spiega ancora Silvia:” In questa poesia l’immagine che deriva è il tepore… Albert=calore/tepore. Motivo in più per non tradurre kona con neve, perchè raffredderebbe la scena.” Neve è la parola utilizzata in un altra traduzione in rete e concordo pienamente con lei, in questo contesto, la parola neve non c’entra proprio nulla…

Ti ringrazio davvero Silvia per il tocco leggero che hai dato alla traduzione. Traspare tutto l’amore di Albert per Candy, un uomo innamorato.

Questa immagine è il miglior preambolo per ripercorrere la storia tra Candy e Albert
quel principe di 17 anni di diversi anni prima.
Sono bastati pochi minuti sulla Collina di Pony affinché lei provasse un sentimento di totale fiducia e se ne innamorasse. Si, come una bambina, ma quel sentimento rimarrà intatto per sempre nel suo cuore ed evolverà. E quando si ritroveranno le emozioni che provano sono quelle di una giovane donna e di un uomo innamorati. Così inizia la retrospezione mentre Candy fissa il quadro di Slim:

“Noi siamo lì. Io e Annie. Quel giorno in cui la mia vita è cambiata completamente. Quel giorno in cui lei è stata adottata dalla famiglia Brighton…”

In CCFS la sua vita cambia un giorno di primavera, mentre cerca conforto sulla collina di Pony, piange a dirotto per la separazione da Annie ma poi pensando che quel pianto è simile ad un ululato di un lupo affamato le spunta un sorriso.

Il primo incontro stralci:

– Proprio come pensavo. Sei più carina quando ridi che quando piangi –

Al sentire quella voce dolce e inaspettata, Candy sollevò il viso, sorpresa. Sullo sfondo del cielo, si stagliava la figura di un ragazzo dallo strano abbigliamento. La osservava dall’alto sorridendo

Ma tu… vieni dallo spazio?
Il ragazzo scoppiò a ridere con la sua voce fresca…”

“Osservando quel viso sorridente che sembrava quasi emanare una luce propria, quei brillanti capelli biondi che gli scendevano leggeri sulla fronte, e quegli occhi azzurri e gentili, pari quasi al cielo sereno di quel giorno, Candy ebbe l’impressione di potergli raccontare qualsiasi cosa. “

“Nel sentire la speranza che nasceva dentro di lei, Candy sentì il cuore illuminato da un brillante raggio di luce e accarezzato da un vento leggero. Il Principe della collina era davvero un ragazzo meraviglioso.

…..Si recò ogni giorno in cima alla collina piena di aspettative, ma non riuscì mai a ritrovare il suo misterioso Principe della Collina.

Il giorno in cui Annie se n’era andata. Il giorno in cui aveva incontrato il Principe.”

Da come leggiamo, è chiaro che che non solo Annie e Candy sono “lì”, nell’immagine del dipinto di Slim, ma anche il Principe della Collina. Il principe avvolto dal mistero, le dice una frase che la spronerà sempre nei momenti difficili. La Nagita ce li decrive immersi nella natura della Collina di Pony, quando si incontrano la prima volta, quella stessa erba profumata che anticipa la fioritura primaverile e il vento che è come una leggera e piacevole brezza (come descrive anche la poesia del disegno), entrambi sdraiati sulla schiena ad ammirare il cielo di un intenso azzurro e le nuvole bianche che si rincorrono. Loro sono lì uno accanto a l’altro, lui l’ha vista arrivare e solo quando Candy realizza che Annie se n’è andata via per sempre scoppia in lacrime… Candy coltiva la speranza di incontrarlo, lo cerca, lo aspetta. A 13 anni, il ricordo del suo amato principe è intatto.

” Quell’oggetto era la prova che l’incontro di tanti anni prima non era stato solo un sogno. Era sicura che, conservandolo, un giorno avrebbe incontrato di nuovo il suo proprietario. Che ragazzo meraviglioso… Candy si ricordava perfettamente di quel viso sorridente che era stato in grado di alleviare il suo dolore. – Sei più carina quando ridi che quando piangi – La sua voce era così gentile…Ripensava a quelle parole quando era triste, ed ecco che le tornava il sorriso.”

Candy appoggiò la fronte alla finestra e osservò il cielo notturno. La luce della luna filtrava dolcemente nella stanza, mentre le stelle, quasi sorridendo, sembravano danzare tutt’intorno. Estrasse dalla tasca la spilla del Principe della Collina e la scosse leggermente. Il campanellino tintinnò dolcemente, come a volerla rincuorare.

Tredici anni è una età scomoda…sono troppo giovane per lavorare e forse troppo grande per essere adottata…Anche tu la pensi così, campanellino?

Non sapeva perché, ma non voleva che la vedesse piangere. (la spilla alia principe).

Annie le invia una lettera in cui le dice di non cercarla più. Profondamente delusa, immagina di salire sulla collina e poter rievocare le circostanze dell’incontro col principe:

Ma forse, se adesso mi mettessi a piangere qui a gran voce, potrebbe apparire il Principe della Collina, proprio come quella volta…

“Sei più carina quando ridi che quando piangi”: ripensando a quelle parole, le labbra di Candy si addolcirono. Estrasse dalla tasca la spilla d’argento

– Principe della Collina…non piangerò più. – Il campanellino tintinnò dolcemente – Quanto mi piacerebbe che questo campanellino fosse magico.

Lì ripensando ad Annie, a come risolvere il problema della sua presenza alla Casa di Pony, la speranza di lavorare per non pesare sulle direttrici, con la spilla in mano, il destino si manifesta nuovamente: dall’alto della collina Candy vede arrivare una macchina. Una macchina che la porterà a Lakewood. Che quel campanellino suonando tra le sue mani fosse davvero magico? Non era arrivato il Principe ma le stava indicando la strada per raggiungerlo. In quel momento lei desiderava solo essere adottata ma non erano le intenzioni dei Lagan.

La ragazza mise la spilla in tasca e scese la collina a tutta velocità.

Candy dunque decide di lasciare l’orfanatrofio e parte, va verso il suo futuro e ci descrive il suo viaggio:

-Ma è meraviglioso! –

Era come se l’auto stesse attraversando una tenda fiorita che si apriva al loro passaggio. Al di là del prato si stagliava un lago di un blu ancora più profondo di quello dei lupinus… o dei bluebonnet, come li chiamava il giardiniere degli Ardlay. Illuminato dai raggi del sole al tramonto, il brillante specchio d’acqua sembrava creare una strada che portasse direttamente al paradiso. Candy si sentì risollevare dalla sua tristezza e sospirò: – Non ho mai visto un paesaggio così bello…

Tutto ciò che Candy vede appartiene alla famiglia Ardlay…

Da quando era nata, era la prima volta che non dormiva alla Casa di Pony.

Ripensa alle suore ai bambini, a Slim che sperava non facesse più la pipì a letto perché lei non sarebbe stata lì ad aiutarlo a sistemare tutto prima che gli altri si accorgessero…

Principe della Collina, non potrò più venire alla Collina di Pony. Ma sono sicura che, un giorno c’incontreremo di nuovo.

Candy si avvicina come neanche può immaginare al suo Principe della Collina. Il loro primo incontro, il sentimento della speranza, la strada che la porta a Lakewood, tutto è inondato di luce. Quando pensa al principe il cielo è pieno di stelle, la luna splende e ora si colora del profumo delle rose:

…Principe? – Seduto in cima a un cancello di ferro arcuato e circondato da una miriade di rose rosse, c’era proprio il suo Principe della Collina, che la osservava sorridendo.

Sto… sognando? –Trattenendo il fiato, Candy guardò confusa il Principe della Collina e i suoi occhi lucidi vennero invasi dal sorriso del ragazzo, circondato dal colore rosso delle rose.

Finalmente…Sono riuscita a incontrare di nuovo il mio Principe…

In quel momento , insieme ai petali rossi dei fiori, dall’alto giunse di nuovo la sua voce.

Era Anthony e la rassomiglianza col principe la confonde, ma in realtà capisce che sono diversi. Anthony porta con sé qualcosa di doloroso:

A prima vista le erano sembrati identici, ma a ben vedere sia il sorriso che i capelli dorati del ragazzo tra le rose apparivano di un colore più spento.

Le voci del principe della Collina e del ragazzo delle Rose si sovrapposero, e Candy sentì una dolce sensazione inondarle il cuore.

Era scomparso improvvisamente e sparito allo stesso modo. Già…proprio come aveva fatto quel giorno il Principe della Collina, lasciando nel suo cuore una delicata brezza.

È dopo aver incontrato Anthony che Candy cerca nuovi indizi sul principe e si avvicina nuovamente al cancello delle rose:

Anche la luce e le ombre che proiettavano sembravano studiati a regola d’arte, creando un meraviglioso percorso.
Il cuore le batteva così forte da toglierle il fiato…

Il percorso verso la villa degli Ardlay per la grande festa:

L’auto costeggiò il lago per poi seguire la stradina che passava nel bosco. Scintillando sotto i raggi di luce che penetravano tra i rami. il vento trasportava l’odore delle rose, e appena Candy se ne accorse il suo cuore si mise a battere forte da farle quasi male.
col viso illuminato dalla gioia ecc.

È chiara l’intensa emozione che prova sia verso il profumo delle rose che la legherà ad Anthony e al luogo dove pensa provenga il principe, sia la dimensione del bosco che appare quasi mistico e sempre pieno di luce. Candy riconosce anche l’aquila del medaglione come stemma degli Ardlay. Strandogli accanto comprende le loro diversità nonostante la rassomiglianza:

“No non è vero…se li osservi bene, si nota subito che anche se si somigliano, sono totalmente diversi…”
“Quel viso sorridente, luminoso come il sole, era stato a pochi centimetri dal suo. Le loro mani si erano toccate delicatamente. Il suo corpo si era fatto leggero e le era sembrato quasi di tornare alla casa di Pony. Il viso del Principe con la cornamusa si sovrappose al sorriso di Anthony.

L’incontro con Albert:

-Aiuto un pirata!-

– Niente male come saluto – rise lui dolcemente. Sollevata da quella voce cortese che non corrispondeva affatto al suo aspetto, Candy balbettò qualche scusa.

Il Pirata sorrise. Sembrava profondamente sollevato, ed in un attimo la sensazione di pericolo si dissolse, lasciando il posto ad una atmosfera gradevole.

Albert si toglie gli occhiali: rivelando degli occhi di un azzurro simile al colore del lago al mattino.

il signor Albert si lasciò andare a un’allegra risata ecc. – Ma tu piuttosto da dove arrivi? Non sarai caduta dal cielo vero?

Questa è una frase molto ironica… La Nagita sembra essere davvero una persona simpatica e si diverte a buttare lì frasi apparentemente innoque ma che invece hanno un significato preciso.

Dopo aver concluso la lettura di CCFS e aver letto la corrispondenza tra loro sappiamo che Albert riconosce subito Candy quando la prende in braccio dal fiume. Quando poi saranno nello chalet e lui si rilassa, la prende un po’ in giro con quella frase e Candy ovviamente non comprende. Una frase del tutto simile a quella che tanto fece ridere il principe “Ma tu…vieni dallo spazio?”

Prenderla in giro è tipico anche di Albert e del suo carattere un po’ canzonatorio… Non è mai diretto e non intende stuzzicarla per farla arrabbiare. Ricordate questa frase nel secondo volume? “Ho constatato così tante volte quanto sia sbagliato giudicare le persone dall’apparenza, ma continuo ancora oggi a cadere nell’errore. Oggi il mio lui ride sempre per questa mia debolezza.” Il testo si riferisce ad Albert (e credo che appartenga anche ad Albert questa presa in giro), di cui all’epoca non conosceva nemmeno il nome completo. Non capisce né in quel momento, ma è anche comprensibile visto che sembrava un pirata! né quando vivono insieme per anni alla Casa della Magnolia, che gli abiti semplici e a volte trasandati di Albert celano quella persona vestita come un principe che incontrò da bambina. Nonostante la sua voce, i suoi occhi blu siano gli stessi, il suo cuore capisce e sa, ma non la sua razionalità…
Albert che ha già compreso tutto, incontra inaspettatamente nel bosco quella ragazza il cui sorriso lo aveva colpito al cuore anni prima e fa un riferimento a quell’incontro che non viene raccolto. La Nagita descrive e ripete spesso le emozioni provate dai due quando si ritrovano. Racconta immagini molto simili tra loro e soprattutto usa le stesse parole o sinonimi per trasmetterci una emozione che li accomuna.

Prosegue poi descrivendoci il bosco di Lakewood che appare un luogo incantato, e non solo:

In effetti , fuori dalla finestra era tutto buio, anche se in cielo risplendeva la luna.
Nonostante lo avesse appena conosciuto, per qualche misterioso motivo sentiva di potergli confidare tutto.

Sentiva di potergli confidare tutto, così come al principe, così come ci ripete la dolcezza del suo sorriso, la sua allegria e la sua voce cortese, che in questo caso, poco corrispondeva al suo aspetto.
Quando Candy tornerà dai Lagan, non sa cosa dire della sua avventura e non poteva certo raccontare del Signor Albert; dirà:
– Ho fatto un salto nello splendido regno incantato del bosco…”
E Candy nonostante lo abbia incontrato “una” sola volta, quando si troverà nei guai, così come pensa al principe attraverso la spilla, così ora penserà anche ad Albert. Gli aveva chiesto come avrebbe potuto contattarlo:

Sopra il buio del bosco, si stagliava una luna piena che si rifletteva in modo perfetto sull’acqua. In piedi presso la riva, Candy, sentiva soffiare il vento, ma non si trattava di un vento qualsiasi: era il vento del sud.
“Ti prego fa che questo messaggio arrivi al signor Albert…

Non un vento qualsiasi, un vento leggero di cui le aveva parlato Albert, che le permette di poter comunicare con lui. E poi dopo ancora quando dovrà partire per il Messico:

Dal lago soffiava un vento leggero. Si trattava probabilmente del vento del sud. Se in quel momento avesse affidato alla corrente una bottiglia contenente un messaggio, forse sarebbe arrivata sino al signor Albert.

In queste descrizioni la Nagita racconta la forza e l’intensità del loro rapporto, che è già oltre ciò che i protagonisti in quel momento provano l’uno per l’altra, ma che ci può proiettare in quella dimensione romantica, la luna che splende nel cielo, le stelle, che li attenderà in futuro e di cui loro al momento, soprattutto Candy, non hanno piena consapevolezza. Tanto ancora dovrà accadere!
Keiko Nagita continua a raccontarci di quel filo invisibile che li lega, i cui nodi mano mano si scioglieranno (sial il filo invisibile che il significato del vento meritano un approfondimento tutto per loro) e che poi li farà incontrare a Londra, sempre stralci:

– Candy allora sei proprio tu-, disse a quel punto la presenza misteriosa.
La giovane si fermò sorpresa.
Conosceva quella voce, ma dove l’aveva sentita’? Si voltò di scatto.
L’uomo che le apparve sotto la luce del lampione portava degli occhiali da sole ecc. La voce gentile si addiceva poco al suo aspetto ecc.
Rimase imbambolata mentre l’uomo le si avvicinava.
Gridando di gioia Candy gli si gettò al collo. – Signor Albert è lei veramente? Non è un sogno?
– Perché mai dovrebbe essere un sogno…?- Albert la sollevò da terra e la fece volteggiare

Quando si incontrano allo Zoo Blu River

Fu raggiunta dalla risata del sig. Albert. Il cuore iniziò a batterle forte, preso dalla nostalgia di sentire di nuovo quel suono.

Quel suono, quella risata, richiamano un emozione molto intensa in Candy, perché mai dovrebbe avere nostalgia, il suo cuore, proprio di quella voce, di lui?

Ma nuovamente le loro strade si separeranno. Albert come ci racconterà nella corrispondenza dell’epilogo, vive una ulteriore crisi di identità. Chissà se in questo caso c’entri anche Candy e che lui intuisca ciò che prova per lei…. Ma non immagina come la loro amicizia possa evolvere. Chissà se avrà percepito l’attrazione tra Candy e Terry… Albert dunque va nuovamente alla ricerca di se stesso, lontano da tutto e tutti stavolta, l’unica a cui confiderà del suo viaggio è Candy, per misurarsi con i suoi limiti e le sue capacità, in un percorso di crescita personale. Con le parole della Nagita leggiamo alcuni passaggi del carteggio finale nell’epilogo:

La rivelazione (Candy dovrebbe avere 20 anni)

mi sembra ancora di vivere un sogno. Come avrei potuto mai immaginare che il Principe della Collina …fosse Albert! In altre parole lei, il prozio William, è il Principe della Collina! Tremo ancora per la sorpresa e l’emozione!

Non ho mai dimenticato il Principe della Collina. Non credo proprio che stanotte riuscirò a prendere sonno.

Albert sempre stralci:

È normale che tu sia arrabbiata. Io ho infatti continuato a nasconderti la mia identità di prozio e il mio vero nome: William A. Ardlay.

Tutto quello che volevo era solo vegliare su di te con discrezione.

desideravo parlartene proprio nella stagione in cui ci siamo conosciuti la prima volta, lì sulla Collina di Pony. In quel modo avevo l’impressione di poter tornare ad essere il ragazzo di un tempo.

Vorrei incontrarti subito

Candy aspetto con ansia una tua lettera e vorrei che stavolta ti rispecchiasse a pieno.

William A. Ardlay

Candy:

Caro Principe della Collina

Il signor William Albert Ardlay non fa altro che sorprendermi. A una persona fragile come me, non basterebbero dieci cuori per sopportare tutte queste rivelazioni! Penso che da oggi in poi la chiamerò sempre “prozio” almeno questo dovrà sopportarlo!

Però devo ammettere che il modo in cui mi ha svelato la verità è stato meraviglioso! Eravamo sulla collina di Pony, dove ti ho incontrato per la prima volta. Proprio come allora, c’era un cielo azzurro e terso e si sentiva il profumo dell’erba. Quando quel giorno il prozio si è presentato senza preavviso alla Casa di Pony, io ho iniziato a sentirmi inspiegabilmente agitata.

aveva un’aria diversa e mi aveva fatto sobbalzare il cuore.

Il prozio ha rifiutato il tè che gli era stato offerto e mi ha detto con espressione seria: “Candy, andiamo alla Collina di Pony”

ho avvertito dentro di me un indefinito presagio

Arrivati sulla collina, siamo rimasti un po’ in silenzio, poi prendendo coraggio lui si è voltato verso di me e, con un sorriso imbarazzato, ha detto: “Candy…non pensi che sia arrivato il momento di restituirmi la spilla?”.

Davanti ai miei occhi , c’era il Principe della Collina e mi stava sorridendo.

ho subito chiesto:” Io…sono più carina quando sorrido, vero?”

Con gli occhi lucidi, tu mi hai risposto:” Ora sei carina anche quando piangi piccolina”.

La tua voce era un po’ incrinata. Sì, quella era la voce del Principe…Era senza dubbio il suo modo di parlare! Quella voce mi era stata sempre accanto, e io l’ho sempre ascoltata, ma non mi sono mai accorta di niente…Però ho capito finalmente perché fosse in grado di rasserenare il mio cuore.

Allo stesso modo, ho compreso il motivo per cui il prozio mi era sembrato diverso. L’uomo apparso improvvisamente alla casa di Pony non era il prozio, ma il Principe della Collina.

Non riuscivo a smettere di piangere, ma questa volta erano lacrime di gioia.

Candy si “vendica” di Albert per averle nascosto le sue identità, lo chiama prozio, così che pensi lei lo consideri un signore anziano, lo chiama principe, come se fosse un’entità “astratta”. Albert racconta il primo incontro con Candy:

Ed è stata anche la prima volta in cui ho potuto ammirare un sorriso così meraviglioso.

La tua immagine mi ha colpito al cuore

Se quel giorno sono sparito all’improvviso è stato a causa di Georges. L’ho visto risalire la collina e sono scappato dall’altra parte, lungo il pendio, rapido come il vento. Tu eri intenta a indicare un punto ai piedi della collina (n.b. la Casa di Pony) e parlavi da sola a gran voce. Probabilmente non ti eri accorta che me n’ero già andato.

Su quella collina io ho scoperto il modo in cui volevo vivere

Nemmeno io ho mai dimenticato quella piccola bambina

per questo ti ho riconosciuta subito quando ti ho salvata dopo che sei precipitata dall’alto della cascata. Al collo portavi una croce e la mia spilla

Quando mi hai raccontato di te, io ho sentito il desiderio di renderti felice. Volevo che la ragazza che avevo davanti ai miei occhi trovasse la sua felicità.

Ma chi è William Albert Ardlay, quel ragazzo di 17 anni che sembra venuto dallo spazio?

Per gli Ardlay , infatti quello che più conta è il legame di sangue.
Il ruolo di capofamiglia si tramanda da William in William
hanno fatto in modo che nella famiglia si diffondesse la voce che il signor William A. Ardlay fosse un uomo eccentrico ecc.
D’altra parte a forza di sentire la stessa storia, la gente finisce per crederci. Gli effetti di questo piano sono stati davvero spaventosi. Con il tempo il ricordo di me è sparito dalla memoria dei piccoli parenti con cui ho trascorso la mia infanzia.
Ero una specie di marionetta, ed ero molto solo.
Fino a quando ho avuto accanto mia sorella Rosemary, sono riuscito a sopportare tutto con serenità.
si preoccupava per ma mia situazione e per la mia identità rubata.
Purtroppo anche lei mi ha lasciato.
Quel giorno… quando ho incontrato te, una bambina in lacrime, ero scappato di casa. Non ridere: anche una fuga di un giorno è sempre una fuga!
a Lakewood si teneva una festa e come sempre mi era stato proibito di lasciare la mia stanza.
(Si mise a studiare)
Di fuori sentivo le risate degli altri ragazzini della famiglia e il suono della cornamusa. Io ero convinto di saperla suonare meglio di chiunque altro
Non avevo nemmeno amici della mia età. Più ascoltavo quella musica, più la situazione mi sembrava insostenibile
(Si mette il kilt delle ricorrenze ufficiali.)
abbigliato a quel modo, nessuno si sarebbe accorto di me.
Invece, —la zia Elroy mi ha sgridato severamente dicendo che dovevo comprendere la mia posizione. Ho provato una rabbia mai sentita prima.

anche in Inghilterra mi avrebbe seguito qualcuno pronto a sorvegliarmi.
Chi ero davvero? Avevo 17 anni ma non un briciolo di libertà. Solo il mio nome sembrava vivere una vita propria, mentre io conducevo un’esistenza anormale

Quel ragazzo arrabbiato come non mai, invece di scagliare sedie verso la porta della sua camera, esce per partecipare alla festa ma al rimprovero della prozia Elroy non regge più la tensione e scappa. Prende l’auto e guida senza una meta precisa. Attratto dalla Collina di Pony, in collera ed esasperato, si tuffa nell’erba, si fa risucchiare da quel cielo azzurro e si calma. La natura lo calma. Cerca di riflettere sulla sua situazione famigliare, le grandi aspettative che la sua famiglia ha, non vuole rinnegarli, ma decide che più nessuno avrebbe deciso per la sua vita. Volevo prendere da solo le mie decisioni e scegliere con la mia testa”. E ironia della sorte non solo la famiglia nega a lui una identità a causa del suo ruolo. Anche gran parte del pubblico a casa continuerà imperterrito a negargli una identità, soprattutto emotiva. Le parole di Albert faranno bagnare la lettera di lacrime a Candy. Io le trovo profondamente emozionanti. Il protagonista principale, il Principe della Collina, diventa “terreno”. E  personalmente lo trovo splendido. Continua a raccontarci di sé:

Cara Candy, voglio che tu sappia che non mi sono limitato a divertirmi in giro per il mondo. Se mi trovavo in Inghilterra era anche per seguire la preparazione di un nuovo progetto d’affari. Il fatto che ci siamo incontrati così per caso, però, mi fa pensare a quel filo misterioso che ci unisce e di cui mi parli sempre. Finito il mio dovere e tranquillizzatomi nel vederti di nuovo serena a Londra, ho deciso di lasciare lo Zoo per raggiungere la mia amata Africa. Ovunque andassi, non mi sono mai dovuto preoccupare del lavoro o di come avrei vissuto.

Sono sempre stato attanagliato dal dubbio di non riuscire a fare nulla da solo, ma il viaggio in Africa mi ha permesso di affrontare questa paura.

Ho scelto di andarmene tagliando i contatti anche con Georges, proprio perché volevo provare a cavarmela da solo.

Gli affari degli Ardlay erano stabili e avevo pensato che, anche se fossi sparito per un bel po’, non ci sarebbero stati problemi.

Come potevo esser stato così egoista? adesso mi vergogno molto per la mia superficialità.

Chicago,… quest’unica parola rimasta nei miei ricordi, è stata in grado di salvarmi e mi ha ricondotto fino a te. (n.b. incidente sul treno ad inizio conflitto mondiale)

Riferendosi alle cure di Candy mentre lui era senza memoria: Hai fatto tutto questo per un uomo che ti è stato d’aiuto una volta nella vita.

Le parole non riusciranno mai ad esprimere la mia gratitudine nei tuoi confronti. Anche in futuro, voglio fare in modo che tu riesca a trovare la felicità.

Bert

Dal firmarsi William A. Ardlay, ad Albert e poi al nomignolo Bert… come lo chiamava affettuosamente, e solo lei, Rosemary. Candy, stralci della lettera finale dopo la gita da soli a Lakewood:

Piccolo Bert…Oggi le scrivo perché vorrei parlarle con uno spirito rinnovato. In quelle poche ore trascorse a Lakewood, è come se una parte di me fosse rinata.

Le sue visite improvvise non mi fanno tanto bene al cuore, ma il fatto che mi stia abituando significa che sto anche diventando più forte vero? Questo vale anche per le direttrici.
….
Mentre mi avvicinavo alla residenza dei Lagan (si riferisce ai 13 anni), il mio cuore però traboccava al tempo stesso di speranza per la prospettiva di una nuova vita.

Piccolo Bert, riesce a immaginare la mia emozione di ritrovarmi stavolta in compagnia del Principe della Collina (è l’ultima volta lo prometto!) e del prozio William (anche per questo sarà l’ultima volta) ?
….
Io sono davvero grata ai miei genitori per avermi abbandonata alla Casa di Pony. Grazie a loro sono riuscita ad incontrare lei! Sono io a non avere parole per esprimere la mia riconoscenza. Si signor Albert: ho raggiunto la mia felicità. (è ora la mia felicità).

Oh non credo proprio che riuscirò a chiudere occhio nemmeno stanotte, ma spero che il piccolo Bert possa fare degli splendidi sogni!

Con amore e riconoscenza

Candy

Il peso della morte di Anthony condiviso con lui, ritornando nel bosco e nel punto dove cadde da cavallo, è questo che la fa sentire rinata, che la proietta in una nuova vita, che le fa decidere definitivamente che il passato è passato. Non si sente più in colpa, capisce che la colpa non è né sua, né di Albert per aver organizzato la caccia alla volpe. Ma prima che Candy concluda la sua lettera parlando per la prima volta in maniera esplicita dell’amore che ha per lui (nella lingua giapponese ci sono due modi per esprimere un sentimento di amore, tema anche questo che merita un approfondimento)  risponde alla sua ultima frase:
Le parole non riusciranno mai ad esprimere la mia gratitudine nei tuoi confronti. Anche in futuro, voglio fare in modo che tu riesca a trovare la felicità.
con:
Sono io a non avere parole per esprimere la mia riconoscenza. Si signor Albert: ho raggiunto la mia felicità.

Gli sta scrivendo che lei ha trovato la sua felicità, che la sua felicità e lì, ora, che quel futuro in cui lui desidera fare in modo che lei sia felice, è lì davanti a loro. È nuovamente così emozionata, come lungo tutta la corrispondenza, che sa non riuscirà a dormire ma che spera che il contenuto di quella lettera faccia fare splendidi sogni a lui… Scrive:

“Con amore e riconoscenza”, perché la gratitudine è un aspetto dell’amore; gratitudine per aver ricevuto tutto ciò che lui le ha dato solo per amore. E viceversa. Non per un tornaconto. E lei come ci racconta dal carteggio, vede ora quell’uomo che non ha fatto altro che cercare di renderla felice, sostenerla e avere cura di lei senza però impedirle che trovasse la sua strada e avesse chiari i suoi sentimenti. La forza di Albert e Candy è la condivisione, l’affinità del loro carattere, l’amore per la natura, la capacità di illuminare uno la vita dell’altro e di prendersi cura uno dell’altro.

Non è un caso che lei concluda l’ultima lettera con la parola “amore”. Amore nel significato più profondo e completo che ci sia. Dopo essersi raccontati e aperti uno all’altro, Candy e Albert affrontano anche il tema dell’innamoramento per Terence.

Dalla lettera a Terry (prima dell’epilogo e del carteggio finale):

Anche il prozio William ora parla con disinvoltura di te. All’inizio cercava forzatamente di evitare in ogni modo l’argomento e si curava di nascondere persino le riviste contenenti articoli che ti riguardavano. Contrariamente alle sue intenzioni, era una cosa che mi faceva soffrire e sono sollevata che ora possiamo comportarci tutti in modo più naturale…

ho lasciato al prozio William il diario in cui confidavo, senza nascondere nulla, tutti i miei sentimenti.

In altre parole, il signor Albert conosce bene quasi quanto me i sentimenti che provo nei tuoi confronti. Lui sa tutto del nostro primo incontro e di come, con il passare del tempo…Insomma, è a conoscenza di ogni cosa. Non riesco nemmeno ad immaginare con che faccia avrà letto quelle mie pagine…Pensa che ancora non riusciamo nemmeno a toccare l’argomento.

Meno male che il signor Albert non si è dedicato alla recitazione, è eccezionale a fingere!

Nonostante tutto però lui mi ha davvero salvato. Ancora oggi molti misteri sono da svelare. È stata forse la sua presenza a permettermi in qualche modo di risollevarmi.

Un’altra parte del’ultima lettera epilogo ad Albert:

E poi siamo andati in quella stanza…la stessa in cui ho saputo chi era davvero. Sulla scrivania c’era il mio diario. Lei… voleva restituirmelo

“Perché per te è qualcosa di prezioso”.

Lei ha mormorato quelle parole guardando fuori dalla finestra. La sua voce era serena

Quel diario è ora qui vicino a me, ma non l’ho mai riaperto e ho intenzione di restituirglielo, proprio come lei mi ha ridato la spilla.

Albert affronta con difficoltà l’innamoramento di Candy e per molto tempo non parleranno mai del diario. Non deve esser stato facile per lui leggerlo. Lo custodisce e quando probabilmente lo riceve, ovvero quando riaquista la memoria, poco dopo lascerà la casa in cui abitavano. Sarà lui a far in modo che Candy, disperata dalla sua scomparsa, arrivi a Rockstown ed incontri Terence. Ma questo non la distoglierà comunque dalla sua ricerca…Perché Albert decide di restituire il diario a Candy? Io credo che abbiano saputo della morte di Susanna. Quel diario può rappresentare la scelta definitiva. Ma Candy non lo riaprirà, non guarderà al passato. Lo tiene chiuso, così come sono chiusi nel portagioie tutte le lettere che non rilegge. Decide di accettare la spilla indietro, come un pegno d’amore. Ora Candy sa a chi appartiene e lei gli restituisce il diario. Lui sa cosa prova il suo cuore oggi, glielo sta scrivendo in quella lettera non deve far altro che custodire il passato e gioire del loro presente. Perché Candy restituendo il diario sta chiudendo definitivamente col passato e per quanto sia stato “prezioso” lei sta scegliendo la persona che ama, quella a cui scrive con amore e gratitudine.

Per me sinceramente ha poco senso creare un legame simile e una storia come questa, con quella ambientazione anche, per “un finale” che sia solo sapere il nome del Principe della Collina o chi fosse il prozio William, o Abert… Perché il legame tra Candy e William A., si consoliderà proprio grazie ai loro trascorsi, a quel rapporto che mano mano crescerà, grazie agli imprevisti a cui la vita li metterà di fronte.
Ma cosa c’è di più naturale dell’ innamorarsi di un uomo con cui hai un legame molto profondo, un uomo di cui ti sei presa cura e che lui stesso si è sempre preso cure di te? In disparte, solo per il desiderio di renderla felice. A dispetto di tutto e tutti. Un uomo a cui puoi aprire il tuo cuore e che quel cuore fa battere forte, il cui sorriso riempie sempre di gioia. Qualcuno che per te ci sarà sempre. Che motivo ha la Nagita di far perdere la memoria ad Albert se non quella di poter guardare ai suoi sentimenti senza barriere razionali dovute al suo ruolo? Che motivo ha di far funzionare la loro convivenza e far trovare a Candy un porto sicuro nella sua casa quando attraversa un dolore?
Quanto ci vuole, superata l’adolescenza e le delusioni d’amore, a guardare quel giovane uomo con occhi diversi, sapere non solo l’identità ma conoscerne l’essenza e perdere la testa per lui? Per me non ci vuole proprio nulla… Albert per me è e resta l’amore del destino, il finale inaspettato del manga e che in CCFS ci travolge di emozioni nel loro scambio di lettere:

“Candy è un tipo tosto. È una ragazza onesta. Sarà sconvolta e sarà scoraggiata dal fallimento, e proverà a pensare alle sue azioni. Allora, un giorno, certamente, troverà il vero amore. ” Candy, dans mon cœur, posté par Keiko Nagita le dimanche 28 mars 2003

I tre amori di Candy

Source: Candy Candy Nakayoshi Deluxe Album Illustration Part 2 (1977)
© Kyoko Mizuki, Yumiko Igarashi. Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

Un pensiero su “L’amore predestinato: William A. Ardlay, il Principe della Collina

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