Qualcosa di semplice – FanFic ispirata a Final Story- Ultimo capitolo

E siamo giunti alla conclusione di questa fanfic! È stato bello scrivere le emozioni trasmesse da Final Story, emozioni che per me scorrono con fluidità all’interno degli argini dati da Nagita sensei nella sua storia originale. Leggendo Final Story ho percepito i confini emotivi che Nagita ha tracciato: il suo desiderio di rimanere in un ambito poco carnale e decisamente più emotivo (poetico in molti passaggi), più vicino ai sentimenti, alle esperienze di gioia e ai drammi che i personaggi vivono nel loro percorso di crescita.
Per questo mi sarebbe sembrato di importunare la sua storia se avessi creato un sequel di sana pianta e soprattutto fuori da quelli che io riconosco come i criteri principali del suo romanzo, del modo in cui lei ha tratteggiato i suoi personaggi. Certo, la fantasia di andare oltre c’è, magari da soddisfare con garbo e con alcuni spin off, continuando a raccontare immagini ed emozioni che prendono vita grazie alla lettura e a ciò che Nagita mi ha trasmesso.  Emozioni, le mie, che riconosco in tante lettrici di FS e la cui condivisione rende più preziosa e arricchente questa piccola esperienza di scrittura.

Grazie di cuore a GiallodiMarte che mi ha fatto da beta e ai suoi preziosi consigli e spunti di riflessione, fondamentali per ottenere un testo armonioso. Grazie a Cinzia per i suoi  commenti che passo passo hanno evidenziato  le emozioni che desideravo trasmettere.
💖💖

Capitoli precedenti

Qualcosa di semplice I capitolo
Qualcosa di semplice II capitolo
Qualcosa di semplice III capitolo
Qualcosa di semplice IV capitolo
Qualcosa di semplice V capitolo
Qualcosa di semplice VI capitolo
Qualcosa di semplice VII capitolo
Qualcosa di semplice VIII capitolo
Qualcosa di semplice – IX capitolo

Qualcosa di semplice –  Ultimo capitolo

albertsan_cinzia

Collina Di Pony, diciotto anni prima

Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell’amore (anche nei momenti dolci), dell’ira, della maraviglia, del timore ec. 27 giugno 1820.
G. Leopardi

Non c’è nulla di più sensuale di un uomo colmo di premura per te e in gentile attesa.
Che ti guarda senza che te ne accorgi, aspettando un tuo gesto o di incrociare il tuo sguardo.
Solo un uomo così può davvero guardare in fondo al tuo cuore e farti tremare. Solo un uomo così può farti sentire a casa, ti lega a sé per sempre.
E nel momento in cui hai superato il dolore e ciò che ti turba, finalmente le ferite si rimarginano. Allora è in quel momento che andrai da lui con una naturalezza disarmante, come se quella intimità in arrivo fosse esistita da sempre, dalla prima volta che vi siete incontrati.
Vai da lui, come una donna che ama va dall’uomo che l’ama e lui finalmente ti accoglierà in quell’abbraccio atteso e desiderato, ora colmo di passione, come solo la gentilezza e l’amore vero possono dare.

 

Albert era arrivato in cima all’altura. Aveva ricevuto la lettera di Candy e d’impulso aveva deciso di andare e leggerla lì, proprio sulla Collina di Pony dove tutto era iniziato. Si era tolto la giacca del completo scuro che indossava e l’aveva poggiata sull’erba. Arrotolandosi le maniche della camicia, che ora scoprivano appena i gomiti, si era seduto tra quell’erba come quando aveva diciassette anni. Il loro primo incontro. Stavolta però era una giornata autunnale ancora piacevolmente tiepida ma anche quel giorno il cielo azzurro era sferzato da nuvole bianche che a volte sembravano incerte, a volte parevano rincorrersi. Aveva aperto la lettera e l’aveva letta tutto d’un fiato. Rileggendola ancora una volta, i suoi occhi sembravano calamitati dalle lettere che parevano danzare allegramente insieme. Dentro di sé sentiva la voce di lei pronunciare quelle parole che andavano a formarsi con una dolcezza infinita.

Lei gli aveva scritto che era lui la sua felicità… sì, gli aveva scritto proprio questo! Era così emozionato da sentire quasi come se fluttuasse nell’aria. Il loro amore era cresciuto nel segreto dei loro cuori sino a inondarlo completamente e irrimediabilmente.
Era lì Candy, in casa, a pochi metri da lui. Quella donna che aveva cambiato la sua vita.
Non poteva immaginare la sua vita senza di lei e non poteva sopportare un solo altro istante senza dichiarare a tutti il loro amore. Si appartenevano da sempre, dal momento in cui erano arrivati in questo mondo.
Una dolce brezza stava accarezzando la collina, Albert si era alzato in piedi:

– Candy! Candy! – aveva iniziato a chiamarla sperando che quel vento leggero portasse la sua voce alle orecchie di lei.

In casa i bambini si erano divertiti a farle una pettinatura da signora, ma più di una ciocca sfuggiva ai fermagli e le ricadevano sul volto. Era intenta a preparare loro la merenda quando aveva udito quella voce inconfondibile, quella sua voce gentile che le faceva sempre battere forte il cuore. Aveva guardato fuori dalla finestra e lo aveva visto lì, sulla Collina di Pony, la mano vicino alla bocca mentre la chiamava nel vento:

– Candy! Candy! –

Si era pulita velocemente le mani sul grembiule di cotone sapientemente rattoppato. Era così emozionata! Aveva atteso con impazienza la sua visita. Aveva perso il sonno dopo la gita a Lakewood e dopo aver inviato l’ ultima lettera ad Albert.
Come avrebbe reagito lui alla sua di lettera? Sarebbe accaduto qualcosa di magico, lo sapeva bene. Ora Albert era lì, ad aspettarla…
Il suo cuore aveva sempre conosciuto la verità. Il suo passato giaceva serenamente nei suoi ricordi.
Suor Maria e Miss Pony intanto avevano capito tutto e, guardandosi complici, si erano alzate dal piccolo divano. Candy aveva spalancato la porta di legno e Albert dalla cima della collina, vedendola, finalmente aveva sorriso.

– Albert! – aveva gridato lei iniziando a correre verso la collina. Era quasi in cima e potevano fissarsi negli occhi, occhi i loro pieni di luce.

– Aspetta – le aveva detto lui dolcemente ma in tono deciso, alzando il palmo della mano come a fermarla. Tutta la sua emozione era tradita dal leggero tremore della voce, dovuto al cuore che gli batteva forte. Mentre Candy prendeva respiro dopo la corsa, il suo cuore emozionato non accennava a calmarsi.

– Allora è vero? Sono io la tua felicità? – le aveva chiesto Albert.
– Sì…- aveva risposto lei, le lacrime che iniziavano a riempirle gli occhi per la gioia.
– Dammi la spilla – le aveva chiesto lui porgendole ora la mano.

Lei non si era mossa e con un gesto preciso aveva preso la spilla del Principe della Collina e l’aveva fatta volare verso di lui. La spilla brillava ai raggi del sole oramai al tramonto e che dipingevano le nuvole come fossero un arcobaleno. Col palmo aperto Albert l’aveva presa con sicurezza. Entrambi si erano messi a ridere.
Il vento accarezzava delicatamente i loro volti e con un leggero sibilo spostava alcune ciocche dei loro capelli. Erano lì a pochi metri uno dall’altra; Candy teneva una mano sul petto e l’altra a sfiorarsi le labbra, in attesa di ciò che lui avrebbe presto fatto.
Lui con il palmo della mano ancora aperto le mostrava la spilla del Principe della Collina, la spilla che lei aveva raccolto tanti anni prima e che per tanto tempo era stata il suo prezioso amuleto.

– Io ti amo Candy, dal profondo del mio cuore. Vuoi diventare mia moglie? Vuoi farmi l’onore di diventare la Signora Candice White Ardlay? – le aveva chiesto guardandola e inginocchiandosi come se lo stessero per proclamare Re.

Lei, ancora immobile ma con l’energia della corsa di poco prima nelle gambe impazienti di muoversi, si era lanciata verso di lui  rispondendo ad alta voce:

– Si! Certo che lo voglio! –

Albert alzandosi aveva spalancato le braccia e Candy ci si era tuffata dentro.
Ridendo insieme di felicità, l’aveva fetta volteggiare in aria e poi l’aveva posata delicatamente a terra:

– Accetta la mia spilla, segno del mio eterno amore per te – disse con fare pomposo.
– Non voglio trascorrere un giorno in più senza di te – rispose lei – io… io ti amo con tutta me stessa, piccolo Bert – gli aveva confidato allungando la mano ad accarezzargli il viso.

La sua voce era limpida.
Albert aveva appuntato la sua spilla sul petto di Candy con mani sicure. Aveva bucato delicatamente il suo abito di cotone leggero, lì, proprio all’altezza del suo cuore.
La spilla, il simbolo che lo identificava come erede e capo famiglia degli Ardlay, ora le apparteneva definitivamente come futura Signora Ardlay.
Quando Albert aveva concluso quella operazione, sollevato di non averla punta, si era messo a ridere:

– Sbaglio o siamo osservati? –

Dal basso erano nitide le figure di Miss Pony e Suor Maria alla finestra, quasi sembrava si potesse vedere la loro emozione dall’alto della collina.

– Non sbagli – rispose Candy – ma anche di lato c’è qualcuno che ci osserva…- aveva aggiunto sempre ridendo.

Georges era un po’ defilato e li guardava con il cuore in subbuglio e gli occhi lucidi.
Il suo Signor William aveva trovato la felicità. Sentiva nel suo cuore di aver esaudito il desiderio di Sir William C. Ardlay.
Albert all’improvviso aveva cinto la vita di Candy con il braccio seminudo e aveva preso con l’altra mano la sua, stringendola e portandosela prima alle labbra e poi all’altezza del suo cuore. La strinse a sé, la sua mano ora premeva anche contro il petto di lei.
Nel loro sguardo tutto l’amore e l’intensità che i loro corpi così vicini provavano, come fossero senza più confini; come se un caldo fluido scorresse tra loro e in loro.
Lui si era piegato su di lei e aveva affondato il viso tra i suoi capelli, posando le labbra con vigore sulla sua guancia ancora umida per le lacrime di poco prima.
Quella sensazione delle sue labbra morbide e calde… Candy aveva chiuso gli occhi lasciandosi andare a quella emozione così piena e avvolgente. Dischiuse le labbra come una rosa in boccio e sciogliendo le loro mani aveva poggiato la sua sul viso di Albert, che continuava a fissarla emozionato, accarezzandolo e avvicinandolo al suo viso mentre lui le cingeva le spalle stringendola ancora più intensamente contro di sé e cercando quelle labbra in attesa di trovare finalmente le sue, ricevendo e contraccambiando il bacio di Albert, come solo due amanti avrebbero desiderato scambiarsi.

– Miss Pony… – disse suor Maria sopraffatta dall’emozione e stringendo il suo crocifisso.
– Suor Maria…- rispose Miss Pony con voce delicata voltandosi verso di lei:

– La nostra piccola Candy, il nostro dono, la nostra benedizione – disse sorridendo alla sua cara amica, guardando fiera e piena d’amore i due innamorati in cima alla cara Collina di Pony.

Fine

 

Credits: Animazione di Albert Eternolove.com – disegno in cima di Cinziamask

4 pensieri su “Qualcosa di semplice – FanFic ispirata a Final Story- Ultimo capitolo

  1. cinziamask

    Bellissimo ultimo capitolo di questa storia, October!
    Le parole iniziali in corsivo, secondo me sono una perfetta sintesi del legame indissolubile che esiste tra questi due personaggi. Sono parole vere e piene di poesia.
    Albert ha saputo aspettare, che i tempi fossero maturi, che Candy facesse il suo percorso naturale di crescita, che sperimentasse anche altri amori, come fanciulla ed adolescente, come si usa dire: “se son rose fioriranno!!!”
    Candy inconsapevole all’inizio ma ora ben conscia di ciò che il destino ha voluto riservarle, con coraggio e costanza ha accettato tutto ciò che la vita le ha mandato, la gioia insieme al dolore, poiché dopo un grande dolore può esserci ancora gioia se si sa accettare che la nostra esistenza è fatta di luci ed ombre e che non si può vivere solo le prime poiché sono inseparabilmente legate alle seconde.
    Mi piace anche che tu ti sia voluta mantenere nei contorni del romanzo originale e forse come Nagita anche tu il tuo sequel hai preferito tenertelo per te.
    Ti ringrazio tanto per la tua bella fan fiction, molto aderente e rispettosa del testo dell’autrice. Credo che anche a Nagita piacerebbe molto!
    Grazie anche per avere messo il mio disegno all’inizio del cap. Le rose di Albert e Candy sono finalmente fiorite!
    Un Abbraccio
    Cinzia

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    1. Cara Cinzia, non sai quanto mi ha fatto piacere leggere le tue parole! Le rose sono perfette, il simbolo della speranza in Final Story e d’amore. Candy e Albert compiono un lungo percorso insieme. Ciò che li unisce nel finale si trasforma in un legame meraviglioso e indissolubile. Grazie per aver seguito questa storia. Un abbraccio.

      Piace a 1 persona

  2. cinziamask

    “– Candy! Candy! – aveva iniziato a chiamarla sperando che quel vento leggero portasse la sua voce alle orecchie di lei.”

    ” Ashita ga suki”
    Attraverso il vento che soffia, sotto il sole splendente
    Anohito grida il mio nome, il mio nome
    Candy Candy, Candy Candy!

    Piace a 1 persona

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