L’importanza di non essere un sequel (2)

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A dicembre del 2010, Keiko Nagita rilasciò un’intervista su Candy candy Final Story, grazie a Silvia per il testo originale:

タイトル略
投稿者:名木田恵子  投稿日:2010年12月 1日(水)23時47分37秒

1.今や小説の出版を終えられたわけですが、キャンディが登場するか、または登場することがないとしても続編を書く御計画がありますでしょうか?

1 FINAL・・。これで登場人物たちともお別れ、という意識で書きました。
続編を書くことはありません。
けれど、FINALは新たな始まりでもあると思っています。
今回書き上げたことにより、さらに身近になった物語世界の<永遠の土地 、空、風、花々、建物>をもとにしたスピンオフを書けたらと(出来るまでは予定にすぎませんが)思っています。
ある詩人がいわれたように<風景は時間>です。
新しい時代、新しい主人公を同じ舞台で・・もともとそちらを書く予定でした。

2.キャンディを再び画面上に登場させるために別の漫画家やアニメ制作会社とご協力されるお考えはありますでしょうか?

2 わたし自身にはそういった意思はありません。
けれど、考えもしていなかったFINALを書いたように今後出会う人たち、
その人たちが信用できるか否か、企画によってはどうなるかはわかりません。
先のことはわからない・・それが人生の楽しみね!

3.最初に書いた時から、先生のキャンディの物語に関する感情が変わったということはありますか?

3 物語世界としては、全くありません。

4.なぜ、改訂版では曖昧な結末を描くことをお決めになられたのでしょうか?今後私たちがいつの日か「あのひと」が誰であるか知ることはあるのでしょうか?

4 曖昧にした理由はいくつもありますが、その一つは、あのひとに至るまでのdetailを書かなかったからです。それを書けば続編になってしまいます。
わたしは裁判上では原著作者で続編も自由に書くことはできますが、なんといっても原点は漫画です。
漫画のために描いた物語なのです。
(はじめから小説として書いていたなら、書いていたでしょう。)
そして、漫画として評価されなければ、現在もありません。そういった意味で<曖昧>な結論が精一杯の<その後>です。あのひとがだれか、ということより、 キャンディスが<さまざまな苦難を乗り越え(そうなのよ!)、いちばん<愛しているひと>と穏やかでしあわせに暮らしている>ことを最後にお話ししておきたかったのです。

Domanda 1: Ora che il romanzo è finito, ha intenzione di scrivere un sequel con o senza Candy?

Questa è la storia finale … Ho scritto con la consapevolezza che mi sto separando dai personaggi. Sicuramente non scriverò un sequel.

Tuttavia, considero quest’ultima storia come un nuovo punto di partenza. Sto pensando che quando ho finito di scrivere ,stavo per scrivere alcune storie correlate e basate sul mondo di Candy Candy, che è molto più vicino a noi, come un tema che dura nel tempo, il cielo, i fiori, il vento e le case per sempre in questa storia. (Questo è solo il mio desiderio finché questo non si avvererà.)

Come un poeta ha detto: “un paesaggio è il momento”. A dire il vero, all’inizio, stavo per scrivere la storia dei nuovi personaggi nello stesso ambiente di Candy Candy in una nuova era con un nuovo eroe.

Domanda 2: Saresti disposto a lavorare con un altro mangaka o con un’altra compagnia per portare sullo schermo una nuova versione di Candy?

Non ho intenzione di farlo adesso. Tuttavia, nessuno sa se cambierò idea o no, quando scrissi Final Story, non sapevo che lo avrei scritto. Penso che dipenda dalla buona offerta che mi verrebbe presentata, da un agente che si mostrasse sicuro. Non so cosa c’è dietro la curva su una strada dritta. C’est la vie. Ha un sua fascino!

Domanda 3: hai cambiato i tuoi sentimenti riguardo alla storia di Candy fin dalla prima volta che l’hai scritta?

Niente è cambiato. Il mio mondo di Candy Candy è stato lì per tutto questo tempo.

Domanda 4: Perché ha deciso di scrivere un finale ambiguo nel romanzo rivisitato? Sapremo mai chi è “Anohito”?

Ci sono molte ragioni per cui lascio la fine della storia ambigua. Uno di questi è che non ho scritto la storia dettagliata di “quella” persona”. Se la scrivessi, non sarebbe una storia rivista, ma un sequel*. Ho la proprietà (del lavoro) legalmente, quindi posso scrivere liberamente il seguito. Ma il punto originale è il manga, non importa quello che dicono. Ho scritto questa storia per il manga. (Se avessi voluto scrivere il romanzo dall’inizio, avrei scritto un sequel). Se questo non fosse stato valutato come manga, non avrebbe mai potuto esistere oggi. In questo senso, il risultato è il mio miglior sequel.

Volevo parlare di Candice che dopo aver attraversato varie difficoltà, (è così!), trascorrerà la sua vita serena e felice con la sua persona più amata, invece di svelare il nome di Anohito.

*Io credo che lei intenda che svelando il nome, in questo caso Albert, avrebbe dovuto perlomeno scrivere la storia con più dettagli in merito al loro amore, come disse quando concluse il manga: “L’affetto di Candy nei confronti di Albert diverrà amore in futuro? Cosa sente lui per lei? Questa è un’altra storia.”

Perché noi possiamo intuire, ma appunto non conosciamo i dettagli di questa trasformazione dei loro sentmenti in amore.  Questo ovviamente non vale per la storia Candy/Terry… non avrebbe dovuto scrivere quando loro si sono innamorati uno dell’altra, lo sappiamo già. Non si intende come poi i due possano ritrovarsi, ma proprio di come quei sentimenti sono cambiati in amore.

Riprendendo il precedente articolo L’importanza di non essere un sequel (1) Vorrei procedere con l’articolo parlando non di “indizi” in quanto considerati strettamente legati al nome di anohito, ma al fine di comprendere la storia che ci viene raccontata. Credo che concentrarsi sugli indizi solo per svelare un nome, possibilmente quello che si ama di più, annienti il desiderio dell’autrice di trasmetterci il suo mondo, la forza e positività del personaggio di Candy che supera molti dolori e che troverà la sua felicità, ciò che ha nel cuore da 40 anni.

La storia di CCFS non avendo una cronologia chiara e lineare, si annoda su alcuni punti. Ma forse, restando sui contenuti, questi nodi possono essere sciolti più semplicemente di quanto sembri. Mantenendo la consapevolezza che stiamo scrivendo di un romanzo e che la Nagita abbia raccontato una storia con tanti piccoli misteri legati però dallo stesso filo invisibile. Misteri, alcuni svelati e altri di cui non sapremo mai la storia.

Resto sempre ben collegata al tema che CCFS non è un sequel.

Susanna. Da tempo penso che Candy legga la notizia della morte di Susanna nel periodo in cui si sviluppa la storia originale che poi ha portato al manga, evento che avverrebbe poco dopo la fine dello stesso e che coincide con la scoperta di chi sia il Principe della Collina. Per me è un fatto che è strettamente collegato all’evoluzione della storia con Albert. In CCFS abbiamo una lettera di Candy che sembra non comparire nelle novelle precedenti ed è la breve lettera di una Candy “avara di parole” a pag 231 del II vol italiano. Questa lettera precede l’ultima e importantissima lettera ad Albert, l’ultima della loro corrispondenza e che precede la lettera ad Anthony e poi il rientro di anohito.

Io personalmente considero indizi anche alcuni contenuti ripetuti che aiutato a districare i nodi della storia. Capisco anche perché questa notizia non poteva esser parte dell’epilogo e in qualche modo sostenere un ipotetico ritrovarsi tra Candy e Terry.
Leggendo in rete mi sono resa conto che in confronto ad alcuni fa non si pospone più la morte di Susanna a 7 o 10 anni dopo la separazione di NY. Un’ amputazione a quei tempi era qualcosa di estremamente grave. Non si utilizzavano ancora gli antibiotici e oggi sappiamo che a causa di questi traumi è consuetudine che ci siano conseguenti infezioni batteriche anche gravi e difficili da combattere con gli antibiotici attuali.

Susanna non vivrà a lungo ma indubbiamente tanto per il periodo in cui è ambientata la storia visto che si parla della sua costante lotta contro questa “malattia”. Quanto vive? Due o tre anni? Io provo a evitare di dare una data precisa (anche se ce l’ho in mente) ma voglio solo leggere i contenuti. Intanto Terence è presente quando lei muore? Dal necrologio è difficile saperlo con certezza perché il fatto che non ci sia scritto nulla su di lui mi fa pensare che i giornalisti non l’abbiano potuto raggiungere nell’immediato per poter ascoltare le sue parole. Non c’è scritto che Terence Graham non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma che in quell’articolo Candy non legge una dichiarazione da parte sua.

Era in tour? Fatto sta che di Terry, dall’addio al college non sappiamo più nulla. Non sarà più lui a “parlare”, di sé, delle sue emozioni. Candy prova molta sofferenza nel venire a conoscenza di questa notizia e anche lei non commenta il fatto che di Terry non ci sia scritto niente. E non commenta alcune rivelazioni scritte sempre nel necrologio. La lettera di Terry per me non è direttamente collegata a questo necrologio, sempre per il suo contenuto, e benché la posizione di Terry sia importante, è il promesso sposo, il fidanzato ufficiale, non abbiamo notizia di un loro contatto, per magari inviare le proprie condoglianze.

Ma chi Candy potrebbe voler raccontare subito di questa notizia e delle emozioni che questa porta con sé? All’unica persona con cui: “Io riuscivo a parlargli di qualsiasi cosa: di Terry, di Susanna…persino delle cose che non confessavo nemmeno a Annie”. All’unica persona di cui ci dice che “non dimenticherò mai quando ci siamo promessi di condividere tutto, le cose belle e le cose brutte”. Quella persona che conosce i suoi sentimenti quanto lei. La prima cosa che fa è per me parlarne con Albert. E qui forse si svela il significato della breve lettera di cui sopra, del perché Candy si firma “la forse avara di parole” e della sua necessità di parlare con lui di un qualcosa che sembra importante, di persona.

Io trovo questa lettera decisamente non allegra e scanzonata. Provo a darmi una spiegazione del perché la Nagita l’abbia inserita! Se davvero Candy in quel momento viene a sapere della morte di Susanna, il contenuto dell’ultima lettera ad Albert acquisisce un ulteriore significato ed intensità nei loro sentimenti.

Albert in quella corrispondenza è un uomo che apre il suo cuore e che è innamorato.
Leggiamo la sua emozione nell’arrivare alla Casa di Pony e risalire quella collina per rivelarsi come il suo Principe; nel suo imbarazzo che lo fa sembrare quasi un ragazzino, nel restituirle poi la sua spilla per dirle magari che lui, quel Principe e quell’Albert che sono William Albert Ardlay, oramai le appartengono. Come detto, quella spilla ha tutta l’aria di essere un pegno d’amore… Se tu mi vuoi nella tua vita per sempre ecco, accetta la mia spilla senza che esistano più misteri, sapendo tutto di me. Ed è proprio dopo la “strana” lettera di pag 231 che Albert affronta di petto la questione diario a Lakewood.

Candy e Albert non ne avevano mai parlato apertamente ma del suo contenuto sono consapevoli entrambi. Perché restituirglielo proprio dopo la gita a Lakewood? Gita in cui non c’è più William A. Ardlay accompagnato da Georges ma Albert che va a prendere personalmente Candy. Loro due che vanno insieme per la prima volta da soli a Lakewood, luogo molto caro ad Albert e dove le presenta tutti i suoi antenati…

Candy in quella gita affronta definitivamente con lui la morte di Anthony. Condividono da quel momento in poi anche quel grave dolore che li unisce ancora di più. Lui che senza avere il coraggio di guardarla negli occhi, le fa trovare il suo diario sulla scrivania dicendole che per lei è “qualcosa di prezioso”. A me questa scena riporta a Rockstown, quando un Albert per me già molto imnnamorato di Candy, sapendo che Terry ha lasciato Susanna, fa in modo che lei lo trovi. Ma ora Susanna è proprio morta. Non credo che Albert avendo assistito a tutto il dolore di Candy per la separazione da Terry, conoscendo il suo percorso di crescita, possa decidere di affrontare la questione “Terry” o abbia bisogno di una sorta di chiarimento in merito sui sentimenti di lei in quel momento, sapendo che Terence è fidanzato e prossimo al matrimonio.

Candy sappiamo già cosa pensa della relazione con Susanna e quanto rispetto abbia. E nonostante ciò per me sono anche chiari i sentimenti che prova per Terry, una storia che fa parte del passato. Io mi spiego questo gesto, tutt’altro che spontaneo e disincantato, sotto la luce della dipartita di Susanna, come un ultimo atto da parte di Albert per, nel caso, permettere a Candy di affrontare le sue emozioni e decidere in base a queste.
Ma Candy gli scriverà che quel diario è rimasto chiuso e che glielo riconsegnerà, specificando “proprio come lei mi ha ridato la spilla”. A significare che i sentimenti di quel diario sono nel suo passato e ora appartengono a lui. Non ha bisogno di riapire quel diario. Ovvero le dona il suo cuore, quel cuore ora appartiene a lui. Non ci sarà bisogno di riaffrontare quell’argomento in futuro. Lei si sente, dopo quella gita rinata, come se finalmente una stagione nel suo cuore si fosse definitivamente conclusa. Ora può guardare al futuro, con tutto ciò che potrà riservarle.

Primavera 1980, edizione speciale della rivista bimestrale “Bungei-Jidou,” stralci di osservazioni da Mizuki sul suo forum del sito ufficiale:

“Candy, mia cara amica. “

– I quattro anni durante la quale ho scritto la storia mi sono sembrati così lunghi. Quando si avvicinò la fine di Candy, mi sentivo come se stessi camminando nella nebbia.
Quando ho scritto l’ultimo episodio, ho voluto parlare a mio agio con lei da qualche parte in un posto bellissimo. Ho fatto così, e sono andata a Parigi a fine autunno. Ho realizzato l’episodio finale in un albergo – castello a Luynes, un villaggio a due ore di treno da Parigi. Ho voluto darle un dono in riconoscimento della felicità che mi ha portato. L’hotel, costruito nel bel mezzo della foresta era ancora più bello di quanto avessi immaginato, e mi sono commossa fino alle lacrime quando mi hanno mostrato la mia camera. Un’antica scrivania si trovava al centro della stanza, esattamente come se qualcuno mi volesse dire “scrivi su questa scrivania”, e un dipinto di una caccia alla volpe era appeso sulla parete.
Volevo dire addio a Candice in un bellissimo posto. Se possibile avrei voluto andare nel Regno Unito. Quando penso a Candice, quei giorni d’autunno in quel bellissimo hotel mi tornano in mente. L’Hotel sembrava la villa degli Ardlay.”

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Hotel De Beauvois

– Ho avuto una conversazione con Candy quando ho scritto l’ultimo episodio della storia in questa stanza. Ricordo questa emozione come se sentissi il mio corpo galleggiare in aria, quando riposi la mia penna. Era già completamente buio. Sentivo il fruscio delle foglie secche. Guardavo il tramonto attraverso la finestra, con sentimenti contrastanti. La storia aveva una conclusione soddisfacente? O dovevo riuscire a scriverla con più talento? Ho dubitato della mia decisione, ma sentivo ancora un profondo senso di soddisfazione. –

Nella conclusione di CCFS e nella postfazione ritroviamo queste parole della Nagita:

“Il sole è ormai scomparso. La stanza è inondata dal blu chiaro del crepuscolo”
L’ambientazione è sempre al tramonto.
“Provavo un affetto inesprimibile per la storia scritta trentadue anni prima.
Mi sono dunque chiesta se fosse tutto perfetto, e se in quelle pagine ci fosse davvero l’universo che volevo esprimere. Sarebbe stata l’ultima volta che avrei raccontato di Candy, per questo volevo che tutto corrispondesse a ciò che avevo nel cuore, in modo da non avere rimpianti.”

Ringrazia le illustratrici, “ai quali sono unita da un legame misterioso. Loro sono infatti gli artefici dell’immagine di copertina (il roseto) che, avvolta in un’atmosfera profumata, ha come tema la speranza. “

Perché un misterioso legame? Sempre per il significato che hanno saputo dare alla storia e creando poi la copertina proponendo un roseto.
E poi la frase finale che se si ha coraggio, “può attenderci una gioia immensa, proprio come quella che provo io in questo momento.”

La Nagita racconta, si sente in difficoltà a riscrivere la storia per CCFS e le viene in aiuto una Candy adulta. Si trova nel suo salotto, dove sappiano c’è una scrivania, quella in cui Candy tenta di scrivere a Miss Pony e dove aprirà il portagioie preso dal fondo di un armadio, salotto dove la Nagita insieme a Candy osserverà nuovamente il quadro, non più quello della caccia alla volpe che la fa commuovere e le sembra un segno per la prima conclusione della sua storia nel 1977, ma il quadro di Slim, che lei ci ha raccontato la prima volta nel 2010. La pittura che le farà ripercorrere con nostalgia i tempi passati, anche quelli dolorosi. Tutto molto simile alla descrizione di quando concluse la storia nell’Hotel nei presi di Parigi, ma stavolta è serena, non ha più quei dubbi. L’emozione è sempre intensa ma ora si sente in piena armonia col suo cuore.

Tornando  al concetto di sequel e a questa frase nella postfazione “In fondo se era possibile, anche io volevo conservare il mondo del mio racconto il fatto che il finale di CCFS non si possa considerare un sequel è perché avviene in un luogo conosciuto e che fa già parte della storia che tutti conosciamo. Quel mondo a lei così caro. Tutto ciò che ci viene descritto fa parte o può far parte della storia, studio e salotto compresi. Non c’è alcuna novità. Non è un caso tutto ciò che appartiene a Terry, sono dei ricordi del passato chiusi in uno scrigno.
La Nagita racconta ciò che già esiste, non ambienta quella descrizione in un ipotetico nuovo salotto in una nuova casa in un sequel appunto. Perché con Terry anohito, cos’altro potrebbe essere?

Keiko Nagita, seguendo il mio ragionamento, quando racconta di come ha riscritto la storia di Candy, si trova con lei nella Villa degli Ardlay in Scozia, così come 40 anni prima si trovava nell’hotel De Beauvois che tanto le appariva come la Villa degli Ardlay; quella villa che noi già conosciamo e che viene descritta su CCFS con una grande terrazza, così come la villa in cui vive la Candy adulta, simile la immagino alla stessa villa di campagna a Lakewood, anch’essa descritta con una grande terrazza, immersa in un bosco e nei pressi di un lago e di un fiume, il quale in Scozia costeggia anche la scuola delle vacanze estive.  E poi questa villa ha il suo roseto, di cui Candy si prende personalmente cura, capacità appresa dal caro Whitman. Roseto che è un altro simbolo della famiglia Ardlay che probabilmente era già lì e proprio per il suo valore affettivo, Candy desidera averne cura in prima persona. Non credo che sia un roseto creato da Candy… Quel roseto rappresenta le persone più importanti per Albert e per la stessa Candy. È lì che ci porta la Nagita, in quel salotto e in quella casa. E proprio perché non è una nuova dimensione che si può non considerare un sequel ma il miglior “dopo” della storia già conosciuta con il manga. In quella casainfatti  non abbiamo la presenza di altri personaggi, o figli, o elementi che possano andare oltre al conosciuto. Anche se c’è una frase nell’ultima pagina dell’epilogo, che potrebbe suggerire la presenza di Georges, ma ne parlerò in seguito. Questo intendo quando penso che in quella descrizione, anche se siamo nel futuro di Candy, non c’è nulla di “nuovo”, possiamo non considerarlo un sequel.
Sono le descrizioni a farmi visualizzare queste immagini. Non ho bisogno del nome di anohito, è questa la forza di questa storia e leggendola mi ha appasionata facendo scoprire questo amore per me bellissimo tra Candy e Albert.

Non abbiamo raccontato tutto in merito al salotto di Candy, perché il quadro di Slim è insieme alle parole della Nagita sul rientro di anohito, il ponte tra il finale nel manga ed il finale definitivo del romanzo Final Story.

Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

2 pensieri su “L’importanza di non essere un sequel (2)

    1. Grazie a te! Il finale concreto per me c’è con il rientro di anohito, però ho capito ciò che intendi. In questo senso la Nagita credo scriva che per lei è più importante sapere che Candy vive serena e felice con la persona che ama di più, piuttosto di sapere chi è anohito. Più ci penso e più credo che questa donna non ha fatto un solo errore per non deludere le fan e mantenere integro il suo finale (proprio come finisce i manga), la sua storia originale, scrivendo però anche che Candy ora ama ed è amata e vive insieme a quest’uomo! Per me è geniale…

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