Le prince sur la colline – ohi!

TEST CANDY 1.indd

Pioggia di fiele per la traduzione francese “Le prince sur la colline” di Pika Édition. Lo scenario di “guerra” non cambia mai da parte di talune. Leggo che si accusa l’editore di manipolare il libro per scopi non ben definiti, di evidenziare volutamente che Albert sia anohito. Hanno per caso scritto che Albert è il marito di Candy? Perché pensare che siano disonesti? Forse è lo spirito di chi fa certe affermazioni ad esserlo, molti fan che da sempre hanno manipolato testi e traduzioni al solo scopo di tenere intatta la versione anime della storia (possibilmente il finale italiano!), con un effimero principe della collina e un asessuato Albert. Sono queste le persone che dichiarano di non vedere alcuna storia d’amore tra Candy e Albert nel manga e in CCFS. Eppure Albert è vivo e vegeto e il suo rapporto con Candy è di tipo romantico come affermato dall’autrice recentemente. Questo è il desiderio, la storia di sempre della Nagita, Albert indicato come l’amore del destino, il terzo amore di Candy. Il nome definitivo del marito di Candy non lo rivela, così che ognuna delle fan la possa immaginare scegliere anohito tra i due…  Nagita sensei ha certo il suo preferito e non si riconosce nell’anime, anzi è interessante ciò che afferma nell’ultima intervista rilasciata che trovate quì nella sua interezza:

[…]

Prima domanda: ci racconti di lei, che cosa le ha fatto desiderare di diventare una scrittrice di manga? Lo sapeva dalla sua infanzia?

Keiko NAGITA: Ciao, è un onore essere qui oggi.

Sono molto felice che mi venga chiesto di Candy.

Anna dai capelli rossi, per rispondere alla tua prima domanda, ho fatto il mio debutto nella letteratura per ragazze quando avevo 19 anni. Questa notizia attirò l’attenzione di un editore di riviste manga, che mi chiese se scrivere un manga fosse qualcosa che mi potesse interessare. Quando ero bambina, adoravo le opere di Anna dai capelli rossi, Papà Gambalunga, Dr. March’s Four Girls o il Giardino Segreto, ed era perché li ammiravo che volevo diventare una scrittrice di letteratura per ragazze giovani.

A quel tempo, non ero in grado di scrivere una storia che si svolgesse all’estero e né farne un “romanzo” in senso stretto, ma una sceneggiatura per un manga, era già una cosa più fattibile. Disegnare una storia che si svolge in un paese in cui non ero mai stata è stato molto divertente e durante quei 10 anni che ho scritto per il manga, ho finito per trascurare la mia attività principale,  di scrittrice di romanzi ;

Perché ambientare la storia tra Stati Uniti e Regno Unito dalla fine del diciannovesimo secolo?

Come ti ho detto prima, ho pensato naturalmente a un’eroina della stessa epoca di Anna dai capelli rossi. Se ho scelto l’Inghilterra, è per il legame con la famiglia Ardlay. E, soprattutto, dopo la morte di Anthony, era importante che Candy cambiasse ambiente a causa della sua ferita sentimentale.

Come spiega il successo di questo personaggio e della sua storia negli anni ’70 e ’80?

Non ne sono sicura.
Ma sicuramente è dovuto all’entusiasmo del nostro editore, agli adorabili disegni di Miss Igarashi e ai creatori dell’anime che hanno lavorato con grande fervore. Forse i fan hanno sentito gli sforzi combinati di tutte queste persone appassionate?
Sono grata di essere stati così fortunati da avere tanto successo.

Qual è il momento, nei manga o negli anime, che ti ha colpito di più e perché?

Per quanto riguarda l’anime di Candy, non ho ancora visto tutti gli episodi (non tutti i volumi sono in video, come  DVD, non li vedo, perché ci sono solo versioni pirata.) Ma amo la canzone dei titoli di coda di cui ho scitto il testo, “I love tomorrow” (“Candy va a dormire” nella versione francese, ndt) e lo canto di tanto in tanto.

Per quanto riguarda il manga … dal momento che queste scene partono dalla mia mente e poi arrivano sulla carta, il mio manoscritto, nessun momento in particolare mi viene in mente. Ma ho trovato le espressioni dei personaggi molto vividi nel manga.

[…]

Per concentrarci più in particolare sul romanzo, ci dica come si differenzia dai manga o dagli anime che tutti conosciamo in Francia.

Il romanzo di Candy pubblicato da PIKA racconta i ricordi di Candy quando è trentenne. Questa non è la continuazione della serie, ma include comunque elementi in continuità. Ho scritto questo lavoro con un sentimento di novità, essendo di fronte a questi personaggi oramai cresciuti. Spero ti piaccia.

Candy è nata più di 40 anni fa, è stata fonte di grande gioia anche per lei, sofferenza e conflitto … Qual è la sua visione di questa ragazza oggi?

In tutta onestà …

Più di venti anni dopo la fine di questo lavoro, è stato sostenuto durante la notte che non avevo scritto la storia originale e che non avevo un copyright. Inoltre, il mio nome come autore dell’opera originale è stato quasi cancellato dai titoli di Candy, come se non esistesse. Gli autori delle storie originali scrivono ogni volta dozzine di manoscritti per sperare di vedere la loro storia adattata al manga (nel mio caso ne ho scritti circa duemila). Ma, una volta trasformato in manga, la storia originale non è più visibile. Il manga, tuttavia, deve essere ugualmente riconosciuto come lavoro dell’autore della storia originale. Ma quello che mi ha sorpreso di più è l’azienda che si è sentita in grado di eliminare il nome dell’autore (considerato imbarazzante) dal lavoro originale per il business intorno ai personaggi.

Ecco perché ho combattuto duramente e ho deciso di proteggere la mia dignità e il “mondo della mia storia” dicendo “addio al manga”. È stata un’esperienza difficile, ma penso che sia stato grazie a questa separazione dal manga che sono riuscita a scrivere questo romanzo. Ho potuto liberare Candy e i suoi amici dalle illustrazioni del manga.

Proprio come mi sentivo io quando sono cresciuta, anche questi personaggi hanno sperimentato ogni sorta di cose. Sembrano molto liberi e felici ora. Penso di essere riuscita (un po ‘) a compiere il mio dovere nei loro confronti. Come dice Miss Pony, “se giri l’angolo senza paura, puoi trovare la felicità”, e sono molto grata di averla trovato a mia volta.

Cosa ci racconta la Nagita?

1) L’unico legame che sente con l’anime è la sigla finale di cui ha scritto il testo. È la prima volta che la sento parlare di questa sigla che afferma anche di canticchiare ogni tanto, la trovate in questo articolo in rapporto ad una sua poesia…

2) Dopo la sua presenza al salone del libro di Parigi le tante domande delle fan, afferma che il filo che conduce i protagonisti in Inghilterra è il legame della famiglia Ardlay a quella terra… dichiarazione chiara la sua, famiglia Ardlay che sappiamo sono originari della Scozia. CCFS nel presente è ambientato e si conclude in Inghilterra, la domanda include anche questo nuovo finale ovviamente. La risposta della Nagita, boh sembra quasi dare una pacca bonaria alla faccenda Stratford upon Avon… non sono Shakespeare o Terry a portarla lì nel futuro, lecito pensarlo no?  Bensì è la mano di Albert che la porta a Londra a studiare per aiutarla a dimenticare Anthony, come lui stesso fece da ragazzino, a conoscere la Scozia dove c’è la residenza estiva degli Ardlay, conoscere le sue origini, la sua storia.  Terry è ovviamente parte importante di quella esperienza. È il legame di quella terra alla famiglia Ardlay a portarla lì nuovamente da sposata insieme ad anohito? A me sembra si sia sbilanciata.

3) Ci spiega ancora il suo profondo dolore nel aver visto non riconosciuto il suo lavoro e la sua storia originale, in nome del business dell’anime sui personaggi più amati e che hanno visto Terence sovrastare di gran lunga il Principe della Collina, sparito praticamente, insieme al nome dell’autrice… Il business era immagino la storia di Terence e Candy ma per la Nagita è una parte della storia…

4) Di conseguenza ci racconta quanto abbia combattuto per la sua dignità di scrittrice e per liberare i suoi personaggi, così come lei li aveva immaginati, dalle illustrazioni del manga (non dai testi perché sono i suoi la storia è la sua) e dal successo dell’anime, quello a cui le fan di Terry più di tutte sono legate, possiamo dirlo. In questo lei sente di aver reso liberi i protagonisti che parlano al suo cuore.

5) Di aver scritto CCFS basandola sulla storia originale con elementi di continuità dovuti al fatto che finalmente i suoi personaggi sono cresciuti. Insomma un passo oltre il finale del manga, ciò che non ha potuto raccontare come ci spiega, articolo di punta oramai! nell’intervista a Bulle Shojo.

Insomma, davvero c’è chi si può permettere di dare dei manipolatori ad una casa editrice? Coloro che al salone del libro si sono affrettate a dimostrare, seppur senza conferme, che per Nagita sensei solo Terence era il protagonista d’amore degno di nota, Albert solo un familiare o che le rose fossero in secondo piano rispetto ai narcisi? Quelle che dicono ancora che Albert è il padre adottivo? O chi manipola le poesie cercando di far apparire che Nagita ha scritto che Terry è anohito? Questa è una lettura distorta e aggressiva nei confronti della stessa autrice. Coloro che hanno cercato di evidenziare che l’isprirazione del romanzo fosse derivata principalmente dalle opere di Shakespeare, che Nagita sensei ha ridimensionato nel ruolo per la creazione del personaggio di Terence (assicurando che indubbiamente l’ispirazione del nome arriva dal teatro shakespeariano) e a cui ha risposto sempre a domanda diretta ed estendendo la drammaticità del “essere o non essere” a tutti i suoi personaggi che si sono trovati a lottare contro le avversità della vita. Avete sentito nominare dalla Nagita Romeo e Giulietta forse? A domanda generale invece su quali letture l’hanno ispirata per la storia di Candy Candy oltre alle sue vicende personali, ribadisce più e più volte, anche in questa ultima intervista, che l’ispirazione principale alla sua opera arriva dai romanzi Anna dai capelli rossi e Papà Gambalunga in primis. Entrambe orfane e eroine occidentali, dove però Anna è una ragazzina buona, resiliente, profondamente legata alla natura e a tutto ciò che la circonda, laghi, alberi, fiumi e fiori… umile e sveglia, gran chiacchierona… E dove Judy invece ci appare molto schietta, al limite della maleducazione a volte, studiosa e moderna, sincera anche nelle sue spigolosità, amante della cultura ma anche delle frivolezze, insomma non sovrapponibile a Candy come potrebbe essere Anna. L’ispirazione a Papà Gambalunga da parte della Nagita sembra essere legata alla forma epistolare del romanzo e al ruolo del protagonista maschile. Nelle lettere che Judy si scambia con Papà (abbreviazione di Papà Gambalunga appunto che è il nome di un ragno comune che troviamo spesso nei nostri soffitti e che in America si chiama Daddy Long Legs, non ha a che fare col chiamarlo papà, padre, bensì Papà, Daddy abbreviazione di Daddy long Legs appunto), richiamano alcuni contenuti della corrispondenza tra Candy e Albert nell’epilogo. Oltre al fatto che entrambi i personaggi maschili sono loro tutori misteriosi e ricchissimi, che ricevono costantemente lettere e aggiornamenti sulla loro vita in collegio/università, entrambi molto più giovani di quanto immaginato dalle protagoniste, entrambi poi innamorati di queste giovani donne, Candy e Judy che si innamorano di un ragazzo/uomo che poi si rivelerà proprio essere quel tutore misterioso.

In conclusione, possiamo lecitamente parlare delle traduzioni, provare a carpirne i difetti e i pregi, criticare o elogiare, discuterne appassionatamente tra gruppi di fan di opposte fazioni, ma smettere una volta per tutte di aggredire ed insultare chiunque si ritenga, in maniera più o meno esplicita, discostato dal pensiero che anohito sia Terry. Motivo principale del perché la Nagita non ci racconterà altro dei suoi personaggi e della sua storia.

Aggiornamento: Desidero ringraziare la gentilissima e disponibile sweetpoupee per le sue traduzioni dal testo originale, i suoi spunti di riflessione su CCFS e in questo caso particolare per la traduzione di I love tomorrow, la sigla finale dell’anime Candy Candy, tanto cara a Nagita sensei. Grazie per il suo ragionamento che ha condiviso nella mia pagina facebook. Concordo pienamente con lei sul fatto che anche l’ultima revisione del romanzo si ricolleghi col suo titolo Candy Candy Final Story alla voce di Albert, quella voce gentile che appartiene al Principe della Collina ora rivelato, che la chiama e l’aspetta sulla Collina di Pony, la collina che nel quadro di Slim in CCFS domina il salotto della loro casa. Quella voce gentile che in CCFS appartiene solo ed unicamente ad Albert e ad anohito. Non è strano quindi che la versione francese di Candy Candy Final Story rimarchi nel suo sottotitolo “Le Prince sur la colline”,  proprio quello splendido personaggio, protagonista insieme a Candy di una bellissima storia d’amore, quella definitiva, loro sono il vero amore. Una storia che pagina dopo pagina dall’inizio del romanzo al suo epilogo, Nagita sensei ci mostra in un crescendo di emozioni, nonostante i dolori attraversati nel passato dai protagonisti. Assistiamo al loro cambiamento, al loro rapporto sempre più profondo e Nagita sensei ci porta esattamente sino all’attimo prima in cui la storia tra Albert e Candy è pronta a sbocciare pubblicamente con tutta la sua intensità, trasformandosi poi in un matrimonio, in una vita insieme, per sempre.

Credit:
Intervista integrale del 12 giugno 2019

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.