Intervista di Bulle Shôjo a Keiko Nagita

Con gioia vi segnalo questa rivelatrice e bellissima intervista fatta in occasione della presentazione di Candy Candy Final Story in Francia. In fondo le mie considerazioni.

https://www.bulle-shojo.fr/interview/2019/03/19/entretien-avec-keiko-nagita/

La mia traduzione:

In occasione dell’uscita del primo romanzo di avventure di Candy Candy, Candice White l’orfana, l’autore Keiko Nagita, autore del manga originale con lo pseudonimo di Kyoko Mizuki, è stata ospite delle  Pika Edition alla Fiera del Libro di Parigi che si è svolta dal 15 al 18 marzo 2019. Ho avuto l’onore e il privilegio di condurre un’intervista con lei sabato 16 marzo nel suo hotel. Essendo un grande fan di Candy da oltre 20 anni, potete immaginare la mia felicità ed eccitazione nell’ incontrare la persona che ha scritto la storia dei personaggi che mi hanno fatto sognare così tanto. Ringrazio la signora Keiko Nagita e il suo agente per avermi concesso il loro tempo, Clarisse e l’intero team di Pika Edition per averci dato questa opportunità, e tutti i miei amici di Bulle Shôjo, del personale per il loro sostegno. Ero così nervoso che balbettavo un po’ facendo le mie domande ma la Sig.ra Nagita e il suo traduttore hanno fatto un lavoro straordinario dandomi risposte molto dettagliate.

È un vero piacere e onore per me fare questa intervista con lei.
Può presentarsi brevemente alla nuova generazione di lettori che la scopriranno attraverso il romanzo e ricordare questo suo viaggio?

Keiko Nagita: Fin da giovanissima desideravo scrivere romanzi per ragazze, romanzi che ho amato come: Anna dai capelli Rossi, Pollyanna o la principessa Sarah. Ho scritto spesso nel mio angolo e a 17 anni ho ricevuto un premio da una rivista che pubblicava questo genere di romanzi. Poi, a 19 anni, ho potuto debuttare e hanno pubblicato il mio primo romanzo per ragazze.

Un editore di manga ha notato il mio primo romanzo pubblicato e si è offerto di scrivere un manga. A quel tempo, nei manga giapponesi, si potevano trovare molte storie di ispirazione estera e si potevano scrivere liberamente storie su vari universi, a nostra preferenza. Quindi, volevo fare la stessa cosa. Così ho scritto un sacco di manga script ambientati in paesi in cui non ero mai stata, come la Finlandia, Germania, Italia e Stati Uniti. Il paese che è apparso di più nei miei copioni manga è la Francia.

L’editore con  cui ho lavorato amava molto i romanzi per le giovani ragazze e mi ha detto un giorno: “Sarebbe bello se tu potessi scrivere uno script per un manga ispirandoti ai romanzi che ami così tanto, come Anna dai capelli rossi, Papà Gambalunga, la principessa Sarah. “. E così  ho pensato a lungo a come avrei potuto adattare questo tipo di romanzi ad un manga. All’inizio sembra facile, ma è stato abbastanza difficile perché in questo tipo di romanzi c’è sempre lo stesso concetto. Si tratta di un’ orfana a cui accadono molte cose terribili, ma che combatte sempre, non si scoraggia mai, resta piena di vita … È stato molto difficile scrivere qualcosa di completamente nuovo e originale. Continuando a scrivere manga script, ho incontrato Yumiko Igarashi, che ha realizzato disegni molto carini. Questo incontro è stato fatto perché l’editore ci ha proposto di lavorare insieme e ho pensato che potesse essere interessante, ed è così che Candy è nata ed è stato un grande successo.

Fino ad ora Yumiko Igarashi non aveva mai disegnato manga ambientati all’estero e aveva uno stile piuttosto sobrio con le sue storie ambientate in Giappone. Mi chiedevo come avrebbe espresso una storia che sarebbe avvenuta in Occidente. Siccome Yumiko Igarashi è una designer che ha un enorme talento, ero in ansia e in attesa rispetto ai disegni che avrebbe proposto e ha fatto enormi sforzi per accontentarmi e raggiungere il risultato che mi piaceva di più.

E così in principio ho iniziato con i romanzi per ragazze che adoravo scrivere, quindi è stato poi più divertente scrivere script per manga,  ho continuato per 10 anni. Poi mi sono fermata e ora sto lavorando come autore di romanzi per ragazzi.
È stata un po’ lunga come presentazione. (Risate)

No, va molto bene, molto ben dettagliata. (ride) In realtà, questa risponde a una delle domande che volevo porre: perché ha scelto una storia ambinetata negli Stati Uniti e in Europa invece che in Giappone? Quindi, se capisco correttamente, è perché affascinava i lettori in quel periodo e anche la signora Nagita?

Keiko Nagita: Sì, assolutamente. Oggi gli scrittori di romanzi in Giappone possono scrivere liberamente storie ambientate all’estero, ma in quel periodo era molto più difficile farlo. Se uno scrittore giapponese avesse scritto una storia ambientata all’estero quando non era mai stato lì, gli sarebbe stato chiesto perché lo stesse facendo. Per questo motivo che alcune storie come i Geneviève o questo tipo di personaggi, ambientate all’estero, erano invece possibili solo nei manga. E mi ha divertito molto chiedermi in quale paese avrei ambientato la prossima sceneggiatura.

Mi sembra che lei sia già venuta in Francia per scrivere la fine del manga di Candy anni fa. Come si sente a tornare qui e quali sono le sue impressioni sulla Francia in generale?

Keiko Nagita: In realtà, dopo aver scritto l’ultimo capitolo di Candy, sono tornata diverse volte ma è vero che la scrittura di questo ultimo capitolo era diventata qualcosa di molto distante nella mia memoria, ma poi, al mio ritorno in Francia è come se all’improvviso il ricordo di questa storia fosse tornato vividamente nella mia testa. È un’esperienza molto strana, come se fossi tornata indietro nel tempo.

A quel tempo, non so davvero perché,  ho deciso che avrei scritto l’ultimo capitolo di Candy in Francia. Sono andata da solo anche se non parlavo nemmeno la lingua. Penso che oggi sarei troppo spaventata per farlo. Ho preso un treno per un luogo chiamato Luynes e poi ho preso un autobus. Davvero, non so cosa mi abbia preso (ride). In Giappone, tutta la mia famiglia era preoccupata per me.

È stata davvero coraggiosa …

Keiko Nagita: Il mio editore mi ha detto, “Ma perché andare così lontano, non puoi accontentarti di un hotel in Giappone? “. (Risate)

Cosa l’ ha spinta a scrivere un romanzo dopo tutti questi anni? Qual è stata la sua sensazione durante la scrittura?

Keiko Nagita: In effetti, in tutti questi anni, non ho pensato a Candy, o piuttosto stavo cercando di non pensarci. Quarant’anni fa ho pubblicato una versione del romanzo di Candy basata sulla sceneggiatura del manoscritto di Candy di 2000 pagine. Questo fu ridotto a circa 500 pagine per il pubblico di lettori. Ma in realtà questa versione non mi è piaciuta. Un editore mi ha offerto di pubblicare l’edizione tascabile di questo romanzo. In questa occasione, l’ho riletto e in effetti ho pensato che fosse come pensavo, questa versione non mi soddisfaceva. È stata una riscrittura le cui scene erano adatte ai bambini e ho pensato che non fosse possibile pubblicarlo così com’era e volevo cancellare questa edizione tascabile.

Quindi mi sono chiesta perché questa edizione non mi soddisfacesse e ho capito che era perché Candy era cresciuta, si era evoluta con me. Era invecchiata con me e nella mia immaginazione abbiamo continuato a comunicare insieme e quindi sapevo la vita che Candy stava conducendo una volta finito il manga, sapevo cosa le era successo senza essere in grado di poterlo scrivere. Spesso, dopo aver finito di scrivere una storia, i personaggi non lasciano la mia mente. Mi chiedo cosa siano diventati e mi preoccupo per loro. Soprattutto perché racconto storie di separazioni e mi preoccupo ancora di più di quello che sono diventati. È un po ‘come una famiglia. Ovviamente anche per Candy era così. Un giorno, miracolosamente, è come se Candy e gli altri fossero venuti a parlarmi. Sentii Candy sussurrarmi all’orecchio che se questa versione non mi si addiceva, perché non riscrivere la loro storia. Così ho iniziato a ricordare la sua storia dal momento in cui Candy era stata raccolta fuori l’orfanatrofio. Ero piena di immagini che sono riapparse nella mia mente, come il dipinto di Slim. E poiché mi chiedevo da molto tempo che cosa fossero diventati i personaggi, la scrittura è arrivata in modo molto fluido. Riuscii a scrivere la storia molto facilmente.

D’altra parte avevo promesso all’editore che questo romanzo sarebbe stato di 2 volumi ma se avessi voluto scrivere tutto ciò che desideravo, ci sarebbero voluti più di 10 volumi. Quindi ho dovuto chiedermi sinceramente cosa avevo intenzione di mantenere, cosa avevo intenzione di tagliare, cosa avrei scelto. Poiché ci sono stati diversi tagli, non so se questo possa aver deluso alcuni lettori, ma alla fine sono stata felice di lasciar immaginare a loro cosa fosse potuto accadere. Durante tutto il processo di scrittura, mi sentivo come se stessi camminando in un sogno e sono stato davvero felice. Non ho mai avuto problemi, è stato molto facile e in un istante ho finito di scrivere questa lunga storia. Era quasi come se non fossi stata io a scriverla, come se Candy e gli altri personaggi avessero scritto per me.

Per quanto riguarda il manga, siccome è stato pubblicato su una rivista destinata a un pubblico molto giovane, c’erano molte restrizioni e mi è stato detto che non avrebbe dovuto essere una storia troppo adulta o troppo complessa. C’erano molte cose che volevo scrivere ma che non potevo fare nel manga, specialmente nell’ultima parte, e mi sono detta che potevo farlo nella versione dedicata al romanzo e il fatto di averlo potuto fare penso abbia portato sollievo anche ai personaggi stessi che sono probabilmente più soddisfatti che io abbia potuto scrivere la loro storia proprio come desideravo.

La fine della storia del manga è piena di rivelazioni ma è anche un po’ frustrante non sapere se Candy troverà la felicità, soprattutto in amore o con chi. Il fatto che si sia scoperto nel romanzo che lei è una giovane donna sposata è un sollievo.

Keiko Nagita: Ho pensato che c’era il rischio di deludere alcuni lettori, ma la preoccupazione è che in una serie manga, non dipende tutto dalla volontà degli autori. Durante una produzione, se alla fine di uno o due volumi la serie non soddisfa le aspettative di successo, gli editori chiedono agli autori di terminarlo rapidamente. Quindi gli autori pensano a una storia assicurandosi che possa essere svolta in qualsiasi momento, per questo ho scritto solo il contorno della storia di Candy, senza sapere quanti volumi sarebbe durata. Ma si scopre che il Volume 2 è stato un enorme successo e l’editore mi ha detto di continuare quanto volevo. Così ho avuto un’enorme libertà e ho potuto inserire nella sceneggiature molte idee. Ma la storia si è conclusa all’interno di queste linee generali che erano state immaginate sin dall’inizio. In realtà sarebbe stato necessario chiudere questa parte e aprire un secondo capitolo per un sequel. Sarebbe stato l’ideale ma non sarebbe andato bene con lo stile del disegno di Candy, che è uno stile molto carino, non adatto a sviluppare la storia di Candy in versione adulta. Per dirla chiaramente, non è molto credibile che Candy all’età di 30 anni abbia ancora i suoi codini e mantenga il suo aspetto. All’epoca non c’erano riviste in cui sarebbe stato immaginabile pubblicare un tale sequel di Candy cresciuta. Ecco perché non è stato fatto un sequel.

C’è un personaggio che preferisce o uno a cui lei è più affezionata? Tra le coppie che i fan amano Candy / Terry e Candy / Albert, quale preferisce?

Keiko Nagita: Il mio personaggio preferito è Candy. In termini di coppie, durante l’intero processo di scrittura, non ho smesso di lamentarmi di Terry, mi dicevo , e allo stesso tempo ho pensato che Albert fosse davvero affascinante e avevo il cuore che batteva forte (martellava) scrivendo (ride). È qualcosa che non potrei esprimere nel manga. Eppure i lettori stessi, l’avevano sentito (l’emozione della Nagita per Albert, per questo le batte il cuore mentre scrive pensando a quanto è affascinante) e mi chiedo come abbiano fatto. Per rispondere alla tua domanda, penso che dipenda da Candy scegliere tra Terry e Albert, io non lo so. (ride) Scusami.

Segue i shôjo mangas oggi? Cosa ne pensa?

Keiko Nagita: Mi piacciono molto i manga e li leggo molto. Ma dal mio punto di vista personale, il manga shôjo sta scomparendo. Perché lo dico? È perché non ci sono più tutte quelle storie che accadevano in universi sconosciuti, molto lontani, come nel passato, storie ambientate su una scala molto più grande, in un mondo che non conosciamo. Credo sia un peccato che i lettori di oggi abbiano un punto di vista molto più ristretto. Allo stesso tempo, nei videogiochi, abbiamo un sacco di storie di fantasia con storie che si svolgono in mondi completamente stranieri. Penso che sia grandioso ma allo stesso tempo penso ci sia un po’ troppo. È sempre la stessa cosa, parliamo di Final Fantasy per esempio, c’è un po’ troppo. (ride) E per tornare al manga, spero che un giorno torneremo in un’epoca in cui potremo descrivere in maniera più sviluppata, arricchita, altri mondi. Comunque non so se questo fenomeno che vedo oggi è dovuto al pubblico, che siano loro quelli che non vogliono leggere questo genere di storie che si sviluppano in terre straniere, o che siamo noi a non dare loro l’opportunità di leggere questo tipo di storie e che alla fine il loro punto di vista per questo, stia diventando sempre più piccolo. Non saprei. Continuo a cercare opere shôjos di qualità. Ogni volta che incontro gli editori chiedo loro se hanno scoperto di recente uno shojo interessante e la risposta è ancora sempre no. Questa stessa osservazione si può fare per i romanzi giovanili dedicati alle ragazze. Gli argomenti trattano unicamente temi molto più vicini al quotidiano, il tema del bullismo, degli abusi, dei genitori che commettono violenza sui loro figli … Questo riduce il punto di vista del lettore e trovo sia un peccato. Spero che un giorno torneremo ad essere in grado di trovare nuove storie che si sviluppano in universi più grandi.

Intervista di Maccha per Bulle Shôjo. Un ringraziamento speciale alla Sig.ra Keiko Nagita e al suo agente, all’interprete e all’intera redazione di Pika.

Care amiche, che dire? Nagita sensei si è sbottonata più di quanto potessi immaginare, anche se in verità alcune cose erano state già sottolineate in altre interviste decenni fa o nei suoi saggi 20 anni fa, ad esempio la sua emozione per Albert, o il dispiacere per la separazione tra Candy e Terry. Nei forum dedicati ci sono state molte diatribe, a volte davvero sgradevoli su questi temi e spero altre informazioni circolino presto. Non ho mai capito perché ci fosse tale resistenza verso la coppia Candy/Albert, a volte feroce. Forse per l’idea che ha colpito tutte almeno una volta, che Terry senza Candy non potesse essere felice. Una idea appesantita dalla catena del proprio narcisismo, di voler a tutti i costi un finale che a causa dell’anime è sembrato letteralmente mancato. Ma la Nagita in queste sue ultime interviste, in questa sua presentazione piena di aneddoti e informazioni, circoscrive nuovamente il quadro della situazione in merito a Candy Candy Final Story. Intanto la storia di riferimento è il manga e la Nagita ci racconta che ha dialogato a lungo con i suoi personaggi che considera un po’ parte della sua famiglia. Perché, mi chiedo, Terry senza Candy dovrebbe essere infelice? Cosa mai dovrebbe proibire al suo intenso personaggio di trovare l’amore dopo le separazioni e i lutti? Esattamente come Candy. Solo la nostra incapacità a volerlo immaginare… Per questo Terry dice la Nagita, è felice e lo sono tutti i personaggi. Perché hanno affrontato le avversità, si sono fatti coraggio e sono andati avanti e Terry non è da meno e lo possiamo leggere nel romanzo. Spiega la Nagita nell’intervista sopra:

Spesso, dopo aver finito di scrivere una storia, i personaggi non lasciano la mia mente. Mi chiedo cosa siano diventati e mi preoccupo per loro. Soprattutto perché racconto storie di separazioni e mi preoccupo ancora di più di quello che sono diventati. È un po ‘come una famiglia.

Deduciamo che nella storia della separazione in Candy non è cambiato nulla, altrimenti non si sarebbe preoccupata, ma nell’evoluzione del suo personaggio, di ciò che le ha raccontato privatamente, ha trovato la sua felicità!

Per l’ennesima volta poi, e ribadito anche nella conferenza stampa, viene confermata l’ispirazione principale del suo romanzo (che in maniera dettagliata è presente nel suo saggio):

“Sarebbe bello se tu potessi scrivere uno script per un manga ispirandoti ai romanzi che ami così tanto, come Anna dai capelli rossi, Papà Gambalunga, la principessa Sarah. “

Molte fan di Terry hanno voluto costantemente relegare il rapporto tra Candy e Albert come fosse un rapporto padre figlia (con 10 anni di differenza??? Sapevate che anche i genitori della Nagita avevano circa 10 anni di differnza?) o di amicizia, fratellanza, negando anche lo stesso epilogo, le emozioni che traspaiono dalla loro corrispondenza.

Quì potete trovare il video dell’intervista integrale durante la presentazioni e restando in tema una domanda a cui Nagita risponde è:

“Perché le lettere tra Candy e Albert si trovano nell’epilogo dal momento che affrontano situazioni che accadono durante la storia e non alla fine?”

Nagita: Perché ci tenevo a mettere le lettere tra Candy e Albert in maniera concentrata, ho pensato fossero più d’impatto, mettendole lì.

Possiamo dire sì che per lei quello era il luogo migliore… Voleva emozionare il suo lettore, avvolgerlo con il suo sentimento. Perché la loro è indubbiamente una storia romantica, basta semplicemente leggere le lettere e lasciarsi trasportare. Sono bellissime. E poi è l’epilogo, ovvero la conclusione, quando anohito rientra a casa, il marito di Candy, perché viene anche confermato che Candy e anohito sono sposati, proprio dopo averci trascinate dal loro amore che sta sbocciando in tutta la sua intensità e bellezza. Dunque anche se lo aveva già scritto in passato, ma la cosa era caduta nell’oblio, cosa pensa la Nagita di Albert?

C’è un personaggio che preferisce o uno a cui lei è più affezionata? Tra le coppie che i fan amano Candy / Terry e Candy / Albert, quale preferisce?

Keiko Nagita: Il mio personaggio preferito è Candy. In termini di coppie, durante l’intero processo di scrittura, non ho smesso di lamentarmi di Terry, mi dicevo , e allo stesso tempo ho pensato che Albert fosse davvero affascinante e avevo il cuore che batteva forte (martellava) mentre scrivevo di lui (ride). È qualcosa che non potrei esprimere nel manga. Eppure i lettori stessi, l’avevano sentito e mi chiedo come abbiano fatto. Per rispondere alla tua domanda, penso che dipenda da Candy scegliere tra Terry e Albert, io non lo so. (ride) Scusami.

La Nagita quando scrive di Albert, la sua corrispondenza, ha le palpitazioni, così come accade a Candy quando le batte forte il cuore a sentire il suono dalla sua voce, della sua risata… Eppure l’autrice non si rendeva conto che già la storia tratteggiata dal manga descriveva Albert in maniera intensa e romantica. Credeva che solo la storia tra Candy e Terry fosse visibile perché esplicita? Cara Nagita sensei, siamo noi meravigliate! Ci sottovaluti! E ancora, in CCFS il personaggio di Albert è arrivato dritto al cuore!

La Nagita anni fa ci raccontò dei famosi tre amori di Candy, del dispiacere per la separazione da Terence, ma quello era il suo racconto, conosceva già il finale. In questo pensava “povero” Terence.  Ci spiega poi  Nagita che non poteva descrivere meglio la storia tra Candy e Albert, che avrebbe invece dovuto farlo, spiega:

Ma la storia si è conclusa all’interno di queste linee generali che erano state immaginate sin dall’inizio. In realtà sarebbe stato necessario chiudere questa parte e aprire un secondo capitolo per un sequel. Sarebbe stato l’ideale ma non sarebbe andato bene con lo stile del disegno di Candy, che è uno stile molto carino, non adatto a sviluppare la storia di Candy in versione adulta. Per dirla chiaramente, non è molto credibile che Candy all’età di 30 anni abbia ancora i suoi codini e mantenga il suo aspetto. All’epoca non c’erano riviste in cui sarebbe stato immaginabile pubblicare un tale sequel di Candy cresciuta. Ecco perché non è stato fatto un sequel.

Questo sequel di una Candy adulta era il proseguimento del manga che finisce con lei che va incontro ad Albert con le braccia spalancate. Sarebbe stata quella la storia del suo “sweetheart” che non aveva potuto raccontare nei dettagli come racconta in una intervista su CCFS nel 2010 che potete trovare quì:

Ci sono molte ragioni del perché io lasciai la storia del finale vaga. Una di queste è che non ho scritto una storia dettagliata tra Candy e il suo “sweetheart”. Se la scrivessi, non sarebbe una storia rivista, ma un sequel. Ho la proprietà legale della storia, quindi posso scrivere liberamente il seguito. Ma il punto originale è il manga, non importa quello che qualcuno dice. Ho scritto questa storia per il manga. (Se avessi scritto il romanzo sin dall’inizio, avrei scritto il seguito). Se CCFS non fosse stato considerato per il manga, non sarebbe mai esistito ora. In questo senso, il risultato è il mio miglior . Volevo dire che Candice <ha attraversato varie difficoltà, (ce l'ha fatta!), Dopo di che, serenamente e felicemente trascorre la sua vita con piuttosto che con ano hito.

Quindi i tasselli del puzzle sembrano andare al loro posto. Non potendo scrivere la storia di Albert e la storia d’amore tra Candy e Albert come desiderava, ha preferito non specificare il nome di anohito e lasciare il finale, apparentemente vago, plasmabile secondo la preferenza delle fan. Una storia con tante storie da raccontare e che ognuna di noi può immaginare. Non era nelle sue intenzioni creare un romanzo con un finale diverso (cambiando idea come alcune fan insistono nel sostenere e quindi facendo tornare insieme Candy e Terry, cosa tra l’altro su cui l’autrice non ha speso una parola, una emozione) semplicemente non ha potuto creare il sequel per una Candy oramai adulta. Non era nelle sue intenzioni cambiare il finale che sempre aveva immaginato per la sua storia. La Nagita non ha potuto raccontarci nei dettagli la storia di Susanna, o sulla tristezza di Terry e Albert ecc. Vicende da lei immaginate e che sono particolari già pensati nel passato. Aveva già in mente che Susanna sarebbe morta, CCFS è un’occasione per dircelo, ovviamente anche un modo per poter creare delle nuove aspettative. In questo senso la frase penso che dipenda da Candy scegliere tra Terry e Albert, io non lo so. (ride) Scusami., sia il riporre la scelta “finale” nella Candy di ognuna, la “sua” Candy per me ha palesemente scelto, scelta altrettanto magnifica se non di più, facendoci anche capire che se sta a Candy scegliere, non esiste alcun tipo di ostacolo nel rapporto Candy/Albert che ha tutti gli ingredienti per essere un rapporto romantico, di vero amore.

Nagita: Così ho iniziato a ricordare la sua storia dal momento in cui Candy era stata raccolta fuori l’orfanatrofio. Ero piena di immagini che sono riapparse nella mia mente, come il dipinto di Slim.

Il meraviglioso particolare del dipinto di Slim è legato all’inizio della storia, lì sono tutti loro, dove Candy è cresciuta serenamente nei primi anni e dove ha incontrato il suo Principe della Collina… il giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre.

P.S. Non è la prima volta che la Nagita parla delle sue emozioni per la corrispondenza tra Albert e Candy (Grazie GiallodiMarte!):
Lettera di Mizuki al mondo, pag. 179-183, vol. 3 delle Novelle 1979

“And then another thing is about Albert-san. The truth is I should have
explained a great number of mysteries relating to Albert-san in the
manga. I have been concerned about the things I omitted in
constructing somehow out of necessity.
I wonder if there are people who would like to know more about everyone.
Because there was also such a thing, I decided to make a request to
Albert-san as well, and I got a ride to pick up his correspondence
letters with Candy. (Albert-san was a very nice person. I have become
vaguely!)*, (Alternate-1 Tsunagu: I am swooning!)**,(Alternate2 Riota:
I was so shy in front of him)***

But, I guess the letters are really good things.”

Il link originale non è più disponibile.

 

 

 

 

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