Sua Altezza William A. Ardlay

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Da quel che Nagita sensei ci racconta delle origini familiari di Albert in CCFS si può presupporre senza troppo sbagliare, che William A. Ardlay abbia a che fare con un lignaggio reale… E non è un caso probabilmente che anche il traduttore francese in una lettera di Candy ad Albert nell’epilogo si riferisca a lui ad inizio lettera con “Son Altesse le prince sur la colline”… Come mi ha spiegato un’amica la parola sama può indicare la sua appartenenza ad un rango sociale più alto, questo probabilmente è il motivo della scelta del traduttore di tradurre in questo caso con Son Altesse,  indicando il significato di principe nel senso di figlio di un monarca. E Albert nella lettera in risposta invita Candy a non chiamarlo così… Ovviamente Candy con lui scherza, ma c’è un detto che scherzando scherzando si dice la verità. Cioè, Candy scherza con Albert chiamandolo con un titolo che probabilmente gli appartiene conoscendo la storia della sua famiglia. Ma Albert pur avendone consapevolezza, conduce la sua vita con uno spirito ben diverso da quello di un potenziale regnante di antiche origini. A differenza come vedremo, dalle descrizioni di altri componenti della famiglia…

Dal saggio di Nagita sensei:

Igarashi era una delle massime disegnatrici. “Voglio disegnare un uomo che indossa il kilt” Igarashi disse per prima.
“Allora… deve esserci un’immigrazione in (o dalla) Scozia.” Disse la caporedattrice.
—La nascita della famiglia Ardley—
Se Igarashi non mi avesse dato una simile idea da vera artista, l’incontro tra Candy e il principe non sarebbe stato così di grande effetto.

Da CCFS I volume:

sembrava un principe…- mormorò con aria assente. A un tratto, notò qualcosa che luccicava tra l’erba. A terra c’era una spilla argentata a forma di aquila, e sotto le sue ali spiegate pendeva un campanellino. – Questo deve appartenere al Principe…- Candy raccolse l’oggetto e sorrise. Quella spilla così raffinata e preziosa doveva essere sicuramente di grande valore.

È il piccolo segreto di Candy ed è come se da quel preciso momento anche lei iniziasse a essere parte di quel simbolo e di quel clan.
Albert così vestito e con il suo comportamento sembra un principe. “Sembrava un principe” ci racconta Candy. Da quel momento in poi infatti lo chiamerà Principe della Collina. Ma non perché se ne innamora e per lei rappresenterà il suo “principe azzurro”, bensì perché lo vede letteralmente come un principe; ne ha riconosciuto l’immagine, l’aspetto e magari la regalità.

Cosa conosciamo della famiglia Ardlay?

– È una famiglia ricchissima, molto conosciuta perfino a Chicago. Possiede vasti terreni anche da queste parti. Anche il clan dei Lagan fa parte della famiglia Ardlay.
Il clan? – chiese stupita Candy. Quella era una parola maestosa che si poteva leggere solo nei romanzi storici: doveva trattarsi proprio di una famiglia illustre.

Candy viaggia con il Signor Stewart dalla Casa di Pony alla villa del Lagan e rimane incantata dal paesaggio. Non solo, comprende che molto di ciò che vede appartiene a questa famiglia a lei sconosciuta, gli Ardlay. Un meraviglioso lago che brilla sotto i raggi del tramonto e le sembra quasi le indichi una strada luminosa da percorrere che porta direttamente al paradiso, a ciò che di più bello si possa immaginare… La Nagita ci racconta la bellezza dei fiori e di quanto questa famiglia sia ricca. Il loro nome è molto conosciuto “perfino” a Chicago. Questa nota del Sig. Stewart credo stia ad indicare che la famiglia Ardlay in America abbia portato con sé il suo status dal paese d’origine. Il luogo scelto per il primo insediamento dalla famiglia dunque sembra esser stato proprio Lakewood, (estendendosi poi sino a Chicago) luogo a cui Candy si affezionerà moltissimo e la cui somiglianza con la Scozia Candy riconoscerà subito nel suo viaggio: i laghi, il fiume, il bosco… La Scozia le ricorda moltissimo Lakewood, la zona proprio nei pressi della villa degli Ardlay e della scuola estiva.

Ed è poco dopo nel racconto quando Candy incontra Anthony e lo scambia per il suo principe che decide di tornare al cancello delle rose nella speranza di incontrarlo di nuovo:

Candy spinse i battenti del cancello invaso dalle rose.

– ma questo è…- esclamò sorpresa a gran voce.
Posizionato nel punto in cui il cancello si chiudeva, il fiore aveva lasciato spazio ad un’incisione. Si trattava dell’immagine di un’aquila, identica a quella che Candy rimirava quasi ogni giorno. Emozionatissima estrasse dalla tasca la spilla d’argento.
– sono identiche…
Sentiva girarle la testa. Con le dita tremanti sfiorò l’incisione.

Quel luogo aveva davvero a che fare con il Principe della Collina

Rapita da tanta bellezza Candy continuò a camminare fino a ritrovarsi tra bianche rose selvatiche. Accompagnata da un vento in cui il profumo dei fiori si univa a quello della vegetazione, Candy si sentiva all’interno di un sogno.

A questo punto Candy vede un enorme portone in pietra estremamente luminoso:

I raggi di sole si riflettevano infatti contro una maestosa porta di pietra bianca che torreggiava come una fortezza. Era alta almeno tre volte più di lei e riportava diverse incisioni. Vi erano rappresentate delle divinità femminili, degli angeli e un cavaliere che affrontava un drago dall’alto della sua cavalcatura.
– Che immagini magnifiche… chissà se rappresentano una storia…
Si mise a esaminarle con cura una per una, poi improvvisamente gridò: la lancia impugnata dal prode eroe riportava lo stemma dell’aquila. Lo stesso valeva per le bandiere sventolate dai tanti uomini che lo scortavano. Candy si ricordò a un tratto della nobile Famiglia Ardlay di cui le aveva parlato il signor Stewart. In quell’occasione le aveva anche confidato che possedevano immensi terreni nella zona circostante. Forse l’aquila era il loro simbolo.
In quel caso… il Principe…
Il cuore le batteva così forte da toglierle il fiato.

Le emozioni di Candy immaginando di scoprire qualcosa sul principe sono fortissime. Si trattava proprio di un racconto inciso nella pietra che si concludeva con la vittoria, l’uccisione del drago. L’aquila, nella scoperta dei tre portoni, è protagonista assoluta.
Candy continua la sua riflessione e ricorda che la famiglia le era stata descritta come nobile,  la Famiglia Ardlay è davvero illustre, decisamente più importante del clan Legan.

Ciò che attira molto la mia attenzione è leggere la descrizione del ricevimento dato nel palazzo degli Ardlay a Lakewood, dello splendido roseto che emoziona profondamente Candy col suo intenso profumo:

Oltre il giardino si stagliava una costruzione in pietra simile ad una reggia. L’edificio , con i suoi numerosi pinnacoli, incuteva una certa soggezione.
Senza parole, Candy osservò quella vera e propria reggia che si faceva sempre più vicina. Non aveva mai visto nulla di simile […].
Era forse un sogno? Circondata dai tre ragazzi, Candy rimase per un attimo imbambolata. Quello che portavano era un kilt, l’abito tradizionale della Scozia indossato quel giorno di tanti anni fa anche dal Principe della Collina.
[…]
– prego, vogliate seguirmi nel salone. La signora Elroy vi attende – annunciò un elegante maggiordomo, degno di una casa reale, comparso per guidare gli ospiti.
[…]
Il salone decorato in marmo sembrava davvero parte di un palazzo reale. In diversi punti erano stati sistemati vasi traboccanti di fiori e davanti all’ampia terrazza […]

Al centro del salone, su una sedia in velluto rialzata, vide una robusta e anziana signora, seduta con aria solenne. Quella che sembrava un’imperatrice, era la famosa prozia Elroy e, uno dopo l’altro, gli ospiti si presentavano a lei, chinando profondamente la testa in segno di saluto.

Descrizione incredibile sulle origini di questa famiglia e della prozia Elroy che sembra richiamare in quella gestualità la stessa casa reale giapponese. Una robusta anziana signora a ricordare che arrivano da una terra aspra dove il lavoro e il contatto con la terra era intenso, ma anche dall’aspetto solenne, fiera delle sue origini e provenienza, aveva l’aria di una imperatrice. Nemmeno di una regina, la paragona ad una imperatrice. Credo sia scontato per qualunque ospite fare un profondo inchino davanti all’ Imperatore giapponese, ma anche in Europa ci sono solo due situazioni in cui ci si inchina o inginocchia davanti a qualcuno che attende in una sala seduto in una sedia “in velluto rialzata”, descrizione che ricorda un vero e proprio trono; ciò accade solo se si è un reggente, un Re o una Regina o si è il Papa…

– Rivolgo il mio benvenuto a tutti i cari membri della famiglia Ardlay […]

Sono le prime parole della prozia. La prozia Elroy in un altro passaggio del suo discorso spiega poi il perché si trovino a Lakewood, decisione appunto del prozio William:

– È sua convinzione che per i ragazzi sia preferibile vivere immersi nella natura, e non in città, perciò ci stabiliremo in questa seconda casa, finora utilizzata solo durante l’estate.

Mantenendo la sua postura regale, la donna continuò il discorso, parlando di come il prozio William stesse contribuendo al lustro della famiglia Ardlay. Si trattava certo di un uomo molto potente.
Candy non riusciva a credere che quel palazzo fosse una casa di villeggiatura. Quanto poteva essere splendida la loro abitazione principale? Doveva essere qualcosa di inimmaginabile.

Il ricevimento è dunque privato, ecco anche perché è forte il rispetto della gerarchia familiare e si comportano esattamente come si sarebbero comportati in una immaginaria terra di Scozia. Questa descrizione è una fotografia precisa del ruolo che avrebbero ricoperto, un ruolo da reali si presuppone.
Come gli appartenenti alla nobiltà scozzese, hanno uno stemma di famiglia, l’aquila, che appare nelle incisioni su pietra e nelle spille, e la rosa come probabile distintivo. Quando Candy viene invitata nel palazzo degli Ardlay, trovo molto bella ed interessante anche la descrizione delle rose: Rapita da tanta bellezza Candy continuò a camminare fino a ritrovarsi tra bianche rose selvatiche. 

La rosa bianca ha sappiamo un ruolo speciale per Nagita sensei.

Quelle rose bianche e selvatiche antecedono proprio l’ingresso a palazzo. Tra i primi a coltivare le rose nei giardini furono proprio i nobili, Rosemary è una degna rappresentante! Il riferimento alla rosa bianca però è un riferimento anche alla rosa bianca scozzese simbolo anche dei giacobiti?

Se vi interessa al link quì sotto potete trovare informazioni in merito.
https://highlandtrails.com/the-little-white-rose/

Continuando con il racconto, quando Candy scopre le incisioni si chiede se si tratti di una storia e sembra proprio esserlo, da queste incisioni possiamo comprendere che siamo davanti ad una famiglia antica. Il cavaliere eroe è seguito da un piccolo esercito con tanto di bandiere e simbolo della famiglia, scena tipica appunto di una casata reale che va in guerra. Il cavaliere è normalmente espressione di una famiglia nobile, e proprio la presenza del simbolo di famiglia, cioè l’aquila, sembra darne conferma. Candy rimane affascinata da tutto questo, ha ragione quando pensa che certe cose si possono trovare solo sui libri di storia…
Da dove ha origine invece l’idea che gli Ardlay fossero di umili origini? Prima di tutto è bene secondo me approfondire il tema dei clan e della nobiltà antica scozzese:
In questa pagina sono disponibili molte informazioni. https://www.highlandtitles.com/scottish-clans-and-families/

Un po’ di storia

Iniziamo col dire che la parola Clan deriva dalla parola gaelica clann, bambino, nel significato di famiglia e legame familiare. Si racconta che i clan provenissero da una stirpe di Re e la loro inizialmente era un’organizzazione tribale.
“La nascita del sistema dei Clan in Scozia si potrebbe attribuire a Santa Margherita (1046-93 dc.), la regina sassone Sposata con Malcolm III, che convinse suo marito ad adottare un sistema fondiario feudale in base al quale, per la prima volta in Scozia, la terra veniva concessa ai singoli individui e tramandata poi ai discendenti, dando vita alla divisione territoriale dei vari Clan. Tale sistema è stato alla base della società delle Highlands fino al 1746. ”
https://nelcuoredellascozia.com/2015/04/01/i-clan/

Ogni proprietario lavorava la terra e era a capo della famiglia e delle altre famiglie che lo aiutavano costituendo così un clan di appartenenza. Ognuno di loro era considerato una sorta di re. La vita era aspra e dura in Scozia ma tutti erano coinvolti nel lavoro e prestigio del proprio clan.
In primo luogo l’appartenenza ereditaria ad un Clan veniva trasmessa attraverso il cognome del padre e quindi un figlio ero membro del Clan paterno ed erede per nascita, si cercava sempre di tutelare il diritto ereditario di sangue e preservare il nome della famiglia reggente.
” Il capo Clan, detto Clan Chief, aveva il titolo di Lord o Laird e governava il proprio territorio come se fosse un piccolo regno: suo era infatti il possesso di tutte le terre sulle quali vivevano gli appartenenti al clan che, in cambio del permesso di coltivarle, erano tenuti a seguire il proprio capo in guerra. […] Solo molto più tardi, le successioni diventarono ereditarie ma anche in questo caso spesso il clan si riservava il diritto di accettare o meno la successione, ratificandola nel corso di un consiglio generale. All’interno del clan non esistevano gerarchie, e per quanto ovviamente la ricchezza non fosse distribuita in modo omogeneo, ogni suo membro era un uomo libero, pari in dignità a chiunque altro. Il territorio sul quale vivevano le famiglie era gestito come un bene comune, e negli appezzamenti adibiti a pascolo il bestiame di ogni famiglia poteva cibarsi liberamente. “

Ricordate cosa scrisse Albert a Candy nell’epilogo sulla riunione degli anziani della famiglia per stabilire che lui anche se un bambino, sarebbe stato il nuovo capo famiglia?

Ma oltre ai clan c’erano in Scozia anche i Re:
La struttura politica della Scozia è sempre stata storicamente complessa. Durante la maggior parte dell’esistenza del regno, comunque, si sono riscontrate la presenza di singole monarchie, o di un Alto Re. Sotto la sovranità dell’Alto re, erano presenti, sia capi che piccoli Re.
Tra i regnanti più importanti della Scozia c’è la casata degli Stuart che regnarono più di tre secoli. Famiglia che poi succedette ad Elisabetta I Regina d’Inghilterra.
È proprio nel voler ridare il regno di Scozia e di Inghilterra alla casata Stuart, a Giacomo II, monarca tollerante e per la libertà di culto (discendente da Maria la cattolica), a cui la corona era stata tolta per metterla in testa ad un re protestante, che nel XVII secolo nacque il movimento politico giacobita (da Giacomo). Nel 1745 ci fu una ribellione giacobita che portò nel 1746 alla tragica sconfitta (la battaglia di Culloden nelle highlands scozzesi) di Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma, discendente di Maria Stuarda. Gli scozzesi già da decenni subivano la confisca dei terreni che venivano dati a proprietari protestanti e molti giacobiti furono fatti prigionieri e torturati. Molti di questi vennero deportati nelle colonie in Canada, Stati uniti e Nuova Zelanda.
Gli inglesi sottomisero definitivamente la Scozia, annientandone costumi e tradizioni: agli scozzesi fu proibito di indossare il kilt o di suonare la cornamusa, di parlare la loro stessa lingua…

https://www.vanillamagazine.it/il-genocidio-dimenticato-delle-highlands-scozzesi/

Ma torniamo al fatto che inizialmente si addebitasse alla famiglia Ardlay un’origine umile, vi inserisco il link dove potete trovare delle traduzioni in spagnolo, le lettere che trovo pertinenti all’articolo sono la numero 4 e la numero 10 delle Antique novelle del 1979.

https://www.wattpad.com/630912796-correspondencia-candy-y-albert-antigua-novela
https://www.wattpad.com/648207588-correspondencia-candy-y-albert-antigua-novela

Da queste traduzioni  si comprendono due cose:
1) Albert era un ribelle, era in disaccordo col modo di pensare della famiglia che dava così importanza all’onore e alla rispettabilità degli Ardlay. Di certo era impossibile che l’importanza del suo nome lo capisse un bambino a cui venne tolta ogni libertà. ma anche dopo Albert ha deciso per una vita umile e in pieno contatto con la natura.
2) Albert, sembra quasi, ridimensionarli, il loro antenato William, proveniva da una zona rurale della Scozia.

Albert quindi trova assurdo dare così importanza a chi avrebbe dovuto essere il capo famiglia, ma ne sentiva comunque la responsabilità. Come abbiamo letto non è strano che originariamente fossero una famiglia feudale e tutta la Scozia era praticamente da considerarsi zona rurale, come descritto dal sistema sociale scozzese in antichità.
È chiaro poi come l’eredità del nome William arrivi dalla Scozia. Nella prima pubblicazione delle lettere di Albert a Candy nel 1979, si capisce quanto lui desiderasse per sé una vita differente e il suo animo non si riconosceva con le regole e l’etichetta così severa della famiglia Ardlay. Ma possiamo anche capire che se non apparentemente per lui, per gli Ardlay era di fondamentale importanza mantenere vivo l’onore della famiglia ed il nome che appare davvero prestigioso e non solo per gli affari e le ricchezze raggiunte in America, quanto per le origini e tradizioni scozzesi che hanno portato con orgoglio con sé.
Albert solo crescendo ovviamente ne capirà l’importanza, la responsabilità. Ma ciò che è fondamentale è come in Candy Candy Final Story Nagita sensei decida di affrontare una volta per tutte il tema sulle loro origini. E non c’è dubbio sul fatto che fossero dei nobili.

Dalle lettere dell’epilogo:
II vol pag 218

per gli Ardlay infatti, quello che più conta è il legame di sangue.
Il ruolo di capofamiglia si tramanda di William in William su una linea di discendenza diretta. La prozia Elroy, sorella maggiore di mio padre, e gli anziani della famiglia hanno riflettuto attentamente sul da farsi, perché sapevano che tra gli Ardlay c’erano persone interessate a occupare il mio posto.
In ogni modo, gli anziani hanno deciso di affidare a me il ruolo di capofamiglia.
[…]
Mi sono reso conto che, ovunque fossi andato, io sarei sempre stato un Ardlay. Volevo essere libero ma non potevo rinnegare la mia famiglia.

Scrive poi a pag. 229 sempre del Vol. II

dopo aver recuperato la memoria:
Sapevo bene che, una volta tornato a casa Ardlay, avrei dovuto ricoprire il mio ruolo di capofamiglia, e non mi sarebbe più stato possibile sfuggire alle responsabilità. Anche questo mio desiderio era puramente egoistico.

Albert era un bambino di otto anni… Un bambino che farà un lungo percorso per trovare se stesso e trovare la forza di rispettare il ruolo importante e illustre della sua famiglia, ereditato per discendenza diretta, da suo padre e dai suoi precedenti avi. Un percorso il suo sofferto.

Nonostante le ricchezze acquisite in America, non ci si può certo inventare uno stemma, un simbolo come sembra essere la rosa, un kilt di appartenenza, una storia antica da raccontare, la chiara compostezza regale e solenne che è legata al loro nome. Non ci si inventa una educazione di stampo reale se non lo si è. Nagita ci racconta nella corrispondenza di Albert con Candy dell’importanza dell’eredità secondo il diritto di nascita, di William in William. Anche ciò ci racconta di una famiglia di antiche tradizioni. Lo steso utilizzo di parole come maestosa, illustre, sottolinea la loro origine nobile.

Nel suo racconto dunque Nagita sensei riconduce tutto, dalla descrizione del palazzo fatto in pietra e dallo stile gotico tipico dell’età medievale (non certo stile tipico americano…) al maggiordomo, alla facente funzioni di capofamiglia prozia Elroy, al comportamento dei presenti che si inchinano in sua presenza, ad una famiglia non solo nobile ma di origini reali.
Da dove potrebbero provenire esattamente gli Ardlay? Grazie al collegamento definitivo della mia amica GiallodiMarte con la Scozia e il fiume Avon, il luogo in cui potrebbero vivere Candy e anohito, potrebbe essere la zona tra Falkirk e Linlinghow. Quest’ultima cittadina tra i suoi laghi, boschi e fiumi è molto suggestiva e richiama i luoghi e le immagini descritte nel manga e nell’anime in merito alla vacanza estiva di Candy in Scozia. Non solo, si trova ad un’ora circa proprio da Edimburgo. È per me il luogo eletto per d’origine degli Ardlay, dove Candy vive con suo marito Bert, proprio lì nella villa scozzese della famiglia.
Pochi giorni fa ho fatto una piccola scoperta, non ci avevo fatto caso ma oltre a collegare le immagini di Callendar House (molto simile al palazzo degli Ardlay a Chicago raccontato come nel mio precedente articolo Game of Castles), che ha ospitato anche Maria Stuarda, la stessa è nata proprio a Linlinghow! Non può essere sempre tutto un caso quanto probabilmente una fonte di ispirazione per le autrici.

Ricapitolando la famiglia Ardlay arriva dalla Scozia anche se ovviamente non c’è un riferimento storico e diretto per loro quanto una suggestione visto che parliamo di una storia inventata. Abbiamo poi una forte similitudine tra la descrizione dei luoghi da cui proviene il Principe della Collina e Lakewood, luogo inoltre che richiama la zona di Linlinghow, luogo di nascita della Regina Maria Stuarda.

In merito invece all’ampia terrazza che ho sottolineato, da notare che viene nominata solo ed esclusivamente per le proprietà degli Ardlay, per Lakewood, per la villa in Scozia e guarda caso anche per l’abitazione di anohito…

I testi a cui ho fatto riferimento li trovate nel I vol sino a pag. 85

Pag 175
Ora la villa degli Ardlay a Lakewood appartiene a un’altra famiglia, e perfino i Lagan sono oramai diventati un caro ricordo.

Sembra di intuire che non ci siano più rapporti con quei familiari ma sapendo che c’è una foto preziosa, importante nello studio di anohito con le due famiglie presenti, probabilmente è un ricordo, questo il motivo per cui, come io credo, anohito l’abbia esposta, il ricordo di un tempo passato in cui c’era un unione familiare. Certo Nagita sensei ci ha detto di usare l’immaginazione per provare a capire cosa sia potuto accadere, ma che bello sarebbe saperlo da lei…
È come se Nagita sensei ci raccontasse anche un probabile ritorno alle “origini” per la famiglia Ardlay.

E in merito a Terence? Candy incontra Terry come sappiamo in un gelida e nebbiosa serata invernale, sul ponte di un transatlantico. Le ricorda Anthony, ma lui invece nascondendo la sua tristezza e le sue lacrime, si burla di lei. Candy parlando con Georges afferma, pag. 185 II vol:
– Quello sarebbe un nobile? Anthony sì che era signorile, ed era nobile in tutti i sensi, non crede?

Era nobile in tutti i sensi dice Candy, a significare che Anthony non solo, a differenza di Terry in quel momento, aveva un animo e un comportamento nobile e da nobile, ma lo era anche di fatto conoscendo la sua origine da parte di Rosemary, anche se non riconosciuta con un titolo esplicito perché americano oramai e figlio di una persona comune, Mr. Brown. Anche in questo si somigliano con Terry in un certo senso, non avranno accesso ad un vero e proprio titolo nobiliare, nel caso di Terry perché figlio illegittimo di una madre considerata di classe inferiore, e perché in presenza di legittimi eredi del nome del padre Duca di Granchester, i fratellastri. Oltre al fatto, non meno importante, che Terry rinuncerà al suo cognome e vivere la sua vita liberamente.

(© Mizuki Kyoko, Igarashi Yumiko, Casa Editrice – Shodensha ) Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

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