La spilla del principe e il luckenbooth scozzese

luckenboothGrazie ad Antheas per questa interessante e bella analisi sulla spilla del Principe della Collina che posso condividere qui nel blog!

Come parlare del Principe della collina senza nominare la sua spilla?

È un oggetto importante, ricorrente nel romanzo, che a suo modo tra gli oggetti diventa protagonista attivo, e accompagna Candy per tutta la vita. Ha una sua storia nella storia, anche piuttosto interessante secondo me.

È l’emblema dell’ incontro di Candy con quello che chiamerà il suo principe, sulla collina di Pony dove, per uno strano gioco del destino, Albert diciassettenne perde proprio la sua spilla, allo stesso tempo simbolo della famiglia di appartenenza, gli Ardlay, ma diversa da tutte le altre appartenenti ai membri della stessa famiglia in quanto peculiare del capoclan. La trova Candy tra l’erba, e da quel momento in poi diverrà il suo personalissimo portafortuna, nell’attesa di poterlo restituire un giorno al legittimo proprietario. Perché Candy, per tutto il romanzo, non ha mai perso la speranza di ritrovare un giorno il suo principe.

Ora, quella spilla sembra viva: ogni volta che Candy è difficoltà prende in mano la spilla che porta nella tasca della gonna prima e al collo più tardi – quando Miss Pony le donerà la catenina con la croce – le chiede aiuto, il campanellino tintinna e succede sempre qualcosa, un qualcosa che ha però sempre a che fare con gli Ardlay.

A 13 anni capisce di essere un peso per Miss Pony e Suor Lane, chiede aiuto al principe tramite la spilla e capisce di dover scrivere ad Annie. Quando riceve la lettera di Annie in cui le dice addio è disperata, chiede nuovamente aiuto alla spilla e in quel momento compare la macchina dei Lagan all’orizzonte, che la porterà a conoscere gli Ardley.

Quando fugge in seguito ai rimproveri per aver picchiato Neil cerca rifugio su una barca ormeggiata lungo il fiume, prima di addormentarsi chiede aiuto e consiglio alla sua spilla e, di nuovo, come per magia, la barca si sgancia dagli ormeggi e la porta dritta dritta tra le braccia di Albert in versione vagabondo, che la salva dalla cascata e riconosce in lei la bambina incontrata anni prima sulla collina, grazie proprio alla spilla. È quell’incontro casuale con Albert (anche se più che casuale sembra proprio essere stato architettato dal fato tramite la spilla), non gli accorati appelli di Archie, Stair ed Anthony, a portare all’adozione di Candy da parte degli Ardley. Albert era venuto a conoscenza da Candy della situazione in cui versava, in quella capanna nel bosco, dove la ragazza gli aveva raccontato con un sorriso seppur malinconico tutte le sfighe della sua vita. In un certo senso, è come se la spilla avesse davvero lavorato per far ricongiungere Candy e il suo legittimo proprietario.

Dopodiché, sappiamo che Candy quella spilla l’ha portata sempre al collo, era il suo portafortuna, ma a lei non viene più chiesto aiuto. É anche vero però che Albert, ormai, è rientrato nella sua vita e ha preso il posto della spilla. Candy non chiederà più aiuto alla spilla, ma a lui. Si affiderà a lui.

La spilla torna prepotentemente nell’epilogo, con tutto il suo significato: quando Albert decide di rivelarsi come Principe, lo farà sulla collina di Pony, nella stessa stagione in cui si erano incontrati, e proprio chiedendole indietro la spilla. Perché lo fa?

Forse, ci viene in aiuto il luckenbooth scozzese.

É vero che la spilla, e il considerarla da parte di Candy un portafortuna per tenere lontani gli spiriti malvagi ricorda molto gli Omamori giapponesi, piccoli sacchettini di stoffa contenenti preghiere, portati con sé alla stregua di talismani, ma secondo me ha più affinità con i luckenbooth.

Esistono vari tipi di luckenbooth, spille a forma di uno o due cuori intrecciati sovrastati da una corona, ma quel che è interessante è il loro utilizzo. Sono in argento oppure in argento e paste vitree, come la spilla del principe, perché si riteneva l’argento in grado di proteggere dagli spiriti maligni, e vengono regalati come dono di fidanzamento in qualità di talismano e pegno d’amore, oppure alla propria sposa il giorno delle nozze. Alcune famiglie ne possiedono di personali, che vengono tramandati di generazione in generazione al matrimonio dei figli.

Ora, la spilla del principe non ha nessun cuore, ma un aquila contornata da pietre preziose: trovo curioso che rappresenti proprio un’aquila, e mi sono chiesta perché. Intendo dire che lo trovo curioso perché aquila in inglese si dice eagle, in scozzese iolaire. In tedesco però si chiama Adler. Ecco, il richiamo tra Adler e Ardlay a me sembra piuttosto forte, anche se non ho idea di quale legame possa esserci.

Ora, può essere benissimo che Nagita o Igarashi o entrambe al tempo abbiano scelto l’aquila come emblema degli Ardlay perché gli piaceva semplicemente l’animale, o perché da sempre simbolo imperiale per eccellenza (almeno in occidente), ma il richiamo Adler/Ardlay continuo a trovarlo piuttosto curioso. Chissà…

Bene, torniamo al luckenbooth e alla spilla del principe. Albert chiede a Candy di restiruirgli la spilla quando si rivela come principe, esordisce proprio con quelle parole, non come nel manga, dove le dice “sei più carina quando ridi che quando piangi”. Perché? È emozionato, ha gli occhi lucidi e la voce incrinata. Non sappiamo se Candy gliel’ha resa in quel momento, sappiamo solo che a un certo punto George ha interrotto l’idillio. Ma gliel’ha resa, perché nella lettera finale al Piccolo Bert, Candy gli scrive che ha intenzione di rendergli il diario che parla di Terry, senza aprirlo, esattamente come lui le ha reso la spilla.

Ora, secondo me Albert non si sarebbe mai rivelato a Candy come principe della collina se non avesse avuto l’intenzione di dichiararsi a lei, e se non avesse avvertito che lei era pronta per ricevere quella dichiarazione, Non era obbligato a farlo, nessuno a parte loro due sapeva dell’esistenza del principe. Lo avrà fatto con timore, immagino, Candy gli aveva parlato spessissimo del suo principe, il terrore di infrangere le sue aspettative dev’essere stato piuttosto pressante in lui. La paura di deluderla, di vedersi respinto, dev’essere stata davvero un macigno da superare (è innamorato perso). Invece lei inizia a piangere di gioia, e lui si rilassa. Ecco, io penso che Albert intendesse dichiararsi a lei su quella collina, ma che George abbia interrotto il momento. Poi non hanno più molti momenti per stare insieme da soli, si rivedono per il compleanno a Chicago, prima al Resort Inn ma da soli, in un luogo per loro importante, mai. Il carteggio tra loro diviene invece via via più intimo, lettera dopo lettera, finché non riescono a rivedersi per la gita a Lakewood. Lì Albert secondo me porta a compimento la sua dichiarazione: le mette davanti tutte le difficoltà che ci saranno con la famiglia, le racconta di Rosemary e di Mr Brown, le rende la spilla, le rende il diario di Terry. Noi non sappiamo cosa le abbia detto in quel frangente, ma dalle parole di Candy deve avergli detto sicuramente qualcosa di importante, perché lei scrive “ho intenzione di rendertelo come tu mi hai reso la spilla. La mia felicità è ora“. Io credo che la spilla di Albert rappresenti perfettamente il simbolismo del luckenbooth, ovvero un dono come proposta di fidanzamento. Voluto questa volta, non determinato dal destino, che li ha portati a incontrarsi, ritrovarsi grazie a quella spilla, e a innamorarsi. La spilla, simbolo del capoclan degli Ardlay , diventa di Candy per dono, non per casualità. È un po’ come donargli volontariamente il suo nome, ma non per adozione, quello ce l’ha già, e aveva scelto proprio Albert di adottarla. Io credo che lui gliel’abbia donata proprio come pegno d’amore, come un luckenbooth. E lei, tra la spilla e il diario, accetta la prima e rifiuta il secondo. Ha fatto la sua scelta.

Io questo modo di parlare tutto giapponese lo adoro, non so voi, ma io lo trovo splendido.

Insomma, non trovo impossibile che Nagita si sia informata sulle tradizioni scozzesi per la sua storia (gli Ardlay sono di origine scozzese e molto legati alla tradizione), lei che colleziona cuori oltretutto, e che fosse a conoscenza del luckenbooth e del suo significato. Voi cosa ne pensate?

Esempi di luckenbooth, i primi sono classici:

www.scottish-at-heart.com/images/L…pedia_550_c.jpg

Ma guardate ad esempio questi:

luckenbooth scozzese

www.langantiques.com/university/wp…h_Victorian.jpg

by Antheas

credits: https://albertandrew.forumfree.it/?t=77657743

Un pensiero su “La spilla del principe e il luckenbooth scozzese

  1. cinziamask

    Che bella questa affinità scoperta da Antheas della spilla del Principe della Collina con il luckenbooth scozzese, comunque anche la spilla è scozzese, quindi alla fin fine…..tutto torna. Penso che la spilla cambi significato grazie all’incontro di Candy con il diciassettenne William Albert sulla collina di Pony. Prima di quel giorno essa rappresentava solo uno stemma di famiglia, recava il blasone degli Ardlay, era un simbolo di appartenenza alla casata ed in particolare designava il Laird. Possedere cioè quella particolare spilla, diversa da quella degli altri appartenenti al clan, voleva dire esserne il capo, la guida, il futuro capofamiglia, secondo una linea di discendenza diretta di William in William. Molto probabilmente era appartenuta a William padre di Albert prima di lui e sicuramente ancora prima a William il nonno di Albert e così via indietro, di generazione in generazione. Un po’ come a mio parere deve essere accaduto con il cofanetto portagioie, oggetto tipicamente femminile che si sarà tramandato di madre in figlia, nella famiglia, fino ad arrivare nelle mani di Candy grazie al suo lui, secondo me Albert, che ne sarà entrato in possesso dato che l’ultima erede legittima designata a possederlo, sua sorella Rosemary muore così come il suo unico figlio, Anthony, alla cui sposa il cofanetto sarebbe poi spettato un giorno, ma morendo a sua volta prematuramente restava solo Albert a passare il testimone a Candy ovviamente, come promessa sposa del capofamiglia e quindi futura lady della casa.
    Ma tornando alla spilla, come dicevo, ecco che dall’incontro sulla collina la stessa diventa qualcosa di diverso, colui che è di fatto il capofamiglia degli Ardlay (il Principe) ne ha perso il controllo visto che gli cade tra l’erba. La spilla viene trovata da Candy che ne farà tesoro, e da li in poi diventerà il suo portafortuna, come ben descritto da Antheas. A questo riguardo volevo richiamare un momento molto bello nel manga. Vi ricordate quando Candy fugge dall’agguato tesole da Neal e finisce dritta dritta tra le braccia di Albert che la ritrova nel bosco dopo che l’aveva cercata dappertutto? In quella occasione Albert nota la spilla che Candy porta al collo e le chiede spiegazione, lei risponde che è solo una piccola cosa che tiene lontano gli spiriti cattivi, in pratica un amuleto che la protegge in situazioni come quella che ha appena vissuto ed in effetti pare proprio che grazie ad essa Albert abbia potuto ritrovarla, le preghiere di Candy sono state esaudite o forse proprio la spilla l’ha ricongiunta a colui con cui Candy ha un legame speciale che non si è mai spezzato, di cui la spilla rappresenta il simbolo. Non dimentichiamo che proprio perché portava al collo quella spilla, confesserà poi Albert a Candy, dopo che si sarà rivelato come principe, è stato possibile per lui riconoscerla dopo il salvataggio alla cascata e ha poi deciso di adottarla. Quindi, la spilla è davvero un “omajinai” come la chiama Candy nel manga originale, un porta fortuna, un amuleto di buon augurio, un oggetto magico insomma ma attenzione la parola “omajinai” significa anche incantesimo ed ecco dove sto cercando di arrivare: in quella stessa scena Albert per consolare Candy si china gentilmente su di lei dicendole: “ecco qui un incantesimo “omajinai” che ti farà dimenticare quello che hai sofferto”, eccoti insomma il mio omajinai, che in questo caso significa: incantesimo e l’omajinai di Albert è un dolce bacio sulla fronte. Qui è come se Albert volesse gettare un incantesimo lenitivo su Candy per guarire le sue ferite, quelle inferte dal comportamento bieco del perfido Neal, un uomo davvero patetico come osserva lo stesso Albert, se non ha trovato un modo migliore per farsi amare che quello di ingannare, rapire una ragazza e costringerla con la forza. Comunque, anche se qui chiaramente la parola omajinai viene usata da Albert nell’accezione di magic spell, non passa inosservato che la medesima parola si applichi anche al concetto di portafortuna (lucky charm), la spilla del principe è il portafortuna di Candy, quel magico oggetto che sempre la riconduce al suo principe e in quella scena il principe in carne ed ossa bacia la fronte di Candy promettendole di allontanare in quel modo il male, quindi in un certo senso è come se Albert stesso si trasformi in un omajinai vivente è lui stesso a diventare il portafortuna, la spilla ha esaurito la sua funzione di porta fortuna per Candy poiché ora lei ha Albert e penserà lui a proteggerla.
    La spilla però presto assumerà un nuovo significato. Ad un certo punto Albert, dopo avere gettato la maschera di vagabondo e avere rivelato a Candy e non solo di essere il Prozio William, capo del Clan degli Ardlay, rivelerà, stavolta solo a Candy, di essere molto di più per lei, di essere il suo Principe. Lo farà molto opportunamente ed oserei dire poeticamente su quella stessa collina che è stata teatro del loro primo incontro tanti anni prima e nella medesima stagione ed in quella occasione Albert chiederà a Candy la restituzione della spilla. Il principe è tornato, Candy non ha più bisogno di tenere saldo a se quel ciondolo, unica prova tangibile dell’incontro con lui, ora ce l’ha davanti a se e per sempre, non può più temere di perderlo. Comunque sia anche se Albert si fa restituire la spilla è in realtà intenzionato a restituirla a Candy, perché? Perché essa è diventata qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, non è più la spilla che designa il capo clan né è più un portafortuna bensì un pegno d’amore, un Luckenbooth. Tutti si chiedono dove Candy tenga la spilla nel suo presente. Non è nel cofanetto dei ricordi, ovviamente no, perché essa non è un ricordo ma un pegno, come un anello di fidanzamento, quindi secondo me lei la indossa ancora o forse no ma sicuramente la custodisce altrove, non tra gli oggetti del passato.

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