Per il Signor William Albert Ardlay

Fan Fiction: cosa potrebbe scrivere Terry qualche mese dopo, per ringraziare personalmente Albert e Candy del telegramma inviatogli per la morte di Susanna?

Caro Albert,
Come stai?

È passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti e non ti ho mai ringraziato. Per cosa? mi chiederai…
Per esser stato un esempio per me da quando ti ho conosciuto. È stato proprio il tuo esempio che mi ha indicato la strada da percorrere molti anni fa. Seguire i miei sogni e fare la cosa giusta.
All’epoca, quando abbandonai la Saint Paul School e Londra, credevo di poter far avverare tutti i miei desideri. Ero giovane ed ingenuo. Indubbiamente pieno di me stesso…
Abbandonai anche il mio cognome, la mia famiglia, le mie origini… Non mi sono mai sentito davvero un Granchester. Odio esser considerato un nobile.
Ed ero furioso, con tutti, ma non volevo permettere a nessuno di far soffrire ancora Candy.
Se avessimo saputo prima chi tu davvero fossi…
Ma la vita è imprevedibile, oggi lo so, e bisogna affrontarla sempre con coraggio e determinazione…
Il baratro è sempre dietro l’angolo per persone come me Albert. Pronto ad inghiottirti se gli dai spazio.
Ho letto tempo fa nel Chicago post Journal, che sei il facoltoso prozio William Albert Ardlay.
Perdonami, ma non posso trattenermi dal fare una sonora risata!
Tu, il vagabondo e amante degli animali Albert, per cui sembrava facile lasciare tutto e andare a vivere in Africa ad aiutare il prossimo… e gli Ardlay, altezzosa e spocchiosa famiglia dagli enormi privilegi…pronti a dispensare giudizi… Non poi così diversi dai Granchester.
Albert dello Zoo Blu River, invece sei un uomo autorevole e provieni dall’antica nobiltà scozzese.
Ci hai preso tutti per il naso Albert! Non so se vorrei recitare e condividere con te un palcoscenico… potresti mettermi in ombra amico mio!
Questa scoperta però, mi ha fatto capire molte cose di te e… Candy. Ti ho conosciuto per poco tempo, ma ti ho ammirato da subito. Ti ammiro tuttora.
Intuivo che non potevi avere umili origini, si capiva da come parlavi, da come ti muovevi.
La tua semplicità nello stare al mondo, la tua spontanea allegria, le tue parole sempre efficaci, so che erano frutto di tante e profonde riflessioni; anche di sofferenza, di dilemmi, di ricerca di te stesso. So anche io cosa significa perdersi e ritrovarsi.
Riuscivi a rendere l’ombra che attraversava i nostri occhi di ragazzi, un semplice effetto della presenza della luce e non una parte del buio che a volte sembrava avvolgerci e trascinarci in fondo. Riuscivi sempre a rasserenarci e a farci sentire più forti.
Dunque Signor William, tu sei quella persona che l’ha sostenuta sempre… che l’ha salvata, l’ha adottata, che ha sempre cercato di renderla felice… Tu le sei stato accanto anche quando avevi perso la memoria, non sapevi più nulla di te, di noi… Ma l’hai sostenuta con dedizione e affetto dopo la nostra rottura. Non avrei mai voluto farla soffrire, credimi. Tu hai sempre vegliato su di lei.

E non riesco a biasimarti per come mi hai trattato… l’ultima volta che ci siamo incontrati.
Ma il tuo sguardo Albert non era solo un rimprovero.
Ero in pessime condizioni. Ancora oggi me ne vergogno. In quel bar a Rockstown ero ubriaco, come sempre in quel periodo del resto. “Questo è l’uomo che dice di amare la mia Candy e per cui lei ha sofferto?”
Sì, lo so Albert, ho capito tutto dai tuoi occhi, la delusione, la rabbia, la tua ansia di perderla…
Anche io in quel momento ho potuto leggere nella tua anima…
E nonostante i tuoi sentimenti per lei fossero chiari… come a Londra anche quella notte a Rockstown mi hai difeso, non da qualche mascalzone, ma da me stesso.
Eppure non ero ancora disposto a crederti e di poter cambiare, finché non ho rivisto Candy.
Mi è sembrata un’illusione… tra i fumi dell’alcol e del tabacco di cui era impregnata la sala. Ero sbronzo si mentre recitavo come fossi spento. Lei è stata la voce della mia coscienza.
Ero sconcertato, non tolleravo di vedermi con i suoi occhi. Con i vostri occhi. Lei è andata avanti, con il sorriso, è una donna davvero forte.
Non so se io sia riuscito a cancellare la delusione dal suo cuore. Non riuscivo a capire perché e come fare ad uscire dal mio inferno.
Non riuscivo ad accettare l’unica verità… che ero io il responsabile della mia autodistruzione, non le critiche alla mia recitazione, non Susanna, né Candy, né la mia famiglia… E solo io avrei potuto risollevarmi davvero.
Ho accettato la realtà e smesso di commiserarmi.
Sono ripartito dalla mia passione per il teatro e questo mi ha reso una persona migliore.
Sono ripartito anche dal sapere quanto amore potevi darle, che già le davi.
Le avevo promesso che mi sarei impegnato nel trovare la mia felicità, così come lei lo ha promesso a me. E credo in quella promessa anche oggi.

È così chiaro il forte legame che vi ha sempre uniti, mi scriveva sempre di te nelle sue lettere.
Avete vissuto a lungo insieme e la serenità che traspariva da quelle lettere, nonostante le difficoltà, era merito tuo.
Volevo ringraziarvi per il messaggio che mi avete inviato per la morte di Susanna.
Ha lottato tanto e so che ha vissuto ogni giorno della sua vita facendo ciò che più amava. Questo mi rende sereno. So anche che avrò sempre il vostro sostegno ed il vostro affetto.
Caro Sig. William Ardlay, Albert… pregherò sempre per la vostra felicità e che il giorno delle vostre nozze possa essere un giorno di gioia e serenità alla Casa di Pony.
Non potrei essere più felice per Candy e per te.
Saluta tutti da parte mia.

Sinceramente,
T.G.

PS Nei prossimi mesi sarò molto impegnato a girare dei film cinematografici. Non vedo l’ora di iniziare!

N.B. questa è una breve storia, chiamata one shot, di fantasia e scritta non a fini di lucro, liberamente ispirata alla novella Candy Candy Final Story, i cui personaggi sono stati inventati e sono di esclusiva proprietà della scrittrice ©Keiko Nagita.

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