La lettera di Terence, un grande equivoco?

注意 気分が悪くなったら読まないでください。

Questa frase l’ho presa da una blogger giapponese e mi ha fatto molto ridere, in sintesi dice “Attenzione! Se non sei dell’umore giusto non leggere, potresti stare peggio.”

Il contenuto di questo articolo racconta e vuole essere non un giudizio ma un percorso che attraversa una storia che ha lasciando un ricordo indelebile nel nostro cuore.
Dopo molto tempo, anni direi, sento di aver sciolto alcuni dubbi; non sulla relazione tra Candy e Terry che considero un grande amore che però avrà una conclusione, ma sul significato da attribuire alla lettera di Terry, di cui non si riusciva a definire né un soddisfacente posizionamento nel corpo del romanzo, né un contenuto che rispecchiasse davvero il personaggio di Terence che la Nagita ci ha fatto amare.
Abbiamo scritto nel tempo varie ipotesi, ma appunto c’era sempre qualcosa che restava nebuloso e che sembrava non “incastrarsi” in questo mosaico che è CCFS.

Approfondendo la letture e ragionando sulla cronologia, mi sono domandata: questa lettera è stata inserita e scritta solo per offrire una chance ad un finale Terry/anohito? Io direi senz’altro di no… era insufficiente come motivazione. Per confondere? Nemmeno, credo la Nagita volesse in realtà essere fedele al suo messaggio originario che è sempre stato sotto i nostri occhi. Alla fine, grazie ad una considerazione della blogger giapponese di cui sopra, ho approfondito il significato delle parole utilizzate, confrontandole con il contesto in cui si trovava la lettera, il suo posizionamento e con ciò che noi conosciamo da tanti anni, la loro storia d’amore, così come ci è arrivata dal manga e dall’anime e la fine di quella stessa storia. La lettera non cambia né il contenuto del romanzo, né il suo epilogo, così come non cambia chi per me è Anohito nel cuore e nella mente della Nagita e di conseguenza nel mio. Né cambia il valore che do a tutti gli indizi tante volte analizzati che mano mano ci hanno aperto ad una lettura sempre più approfondita di CCFS. A me e ad altre lettrici con cui abbiamo condiviso una stessa lettura, del manga, del romanzo, delle interviste, non soddisfaceva in alcun modo il ritorno che avevamo del personaggio di Terry che arrivava non dall’autrice, ma dalla maggioranza delle fan che vedevano anohito in Terry. I dubbi sulla lettera finale di Terry a Candy in qualche modo inficiava proprio l’idea che ci ha trasmesso la Nagita su Terence, un personaggio potente e così intenso… che non combaciava con quell’ ipotetico uomo che dopo anni scrive a Candy una lettera minimal in cui dà l’idea di essere ripiegato su se stesso, in attesa degli eventi, proiettato in un passato mai superato e molto insicuro sè.
Quello che considero fondamentale per comprendere questa lettera è ascoltare questa scrittrice ed empatizzare con lei.

La storia di Candy Candy è per lei una esperienza di crescita e di superamento del dolore e soprattutto un messaggio di speranza. Il successo che ha ottenuto nel mondo della narrazione giovanile, dei manga e degli anime non può che confermarci che la sua opera era bella. In base a tutto ciò potremmo davvero pensare che possa tradire il suo scritto, i suoi personaggi, le sue emozioni? Io penso che, come lei stessa confermò in una intervista con le fan, non sarebbe etico, professionale. Ma soprattutto non è ciò che lei desidera e ce lo ha scritto in molti modi. Come nasce il personaggio di Terry? Di seguito alcune considerazioni dell’autrice prese dai saggi (purtroppo quest’anno il sito che li conteneva non è più disponibile) e da alcune sue interviste.
Terence nasce da un’ispirazione prettamente legata al mondo del teatro. Traduco solo la frase in neretto… non ho altre capacità utilizzando google.

その中でも、<テリュース>の名前を図書館の隅で発見したときのときめき・・・!
<シェークスピア戯曲集>、そのなかで主役ではないけれど、光をはなっていた名前!
彼の名前を<シェークスピア>の中からいただいたときからテリィの運命はきまっていたのかもしれません。 <舞台俳優>になるべくして生まれた人・・・・・・
Il destino di Terry da quando ho ottenuto il suo nome da era stato determinato. Ci sono persone che nascono per essere attori di scena.
In sintesi la Nagita da una libreria che conteneva le opere di Shakespeare, nota un raggio di luce che si posa su un nome, su un libro che probabilmente era di approfondimento sulle opere di Shakespeare, Terence! Un esempio:

Shakespeare and Classical Comedy: The Influence of Plautus and Terence

Robert S. Miola

Abstract

This book surveys Shakespeare’s comedies, charting the influence upon them of the ancient playwrights Plautus and Terence. The author analyses these sources, and places the comedies in their Renaissance context, as well as in the larger context of European theatre. Discovering new indebtedness, and discerning new patterns in previously attested borrowings, this work presents an integrated and comprehensive assessment of the complex interactions of the Classical, Shakespearian, and other Renaissance theatres. The author re-evaluates Plautus and Terence in the light of the Greek antecedents, and gives special attention to Renaissance translations and commentaries, Italian theorists, and playwrights, as well as contemporary dramatists such as Middleton, Jonson, Heywood, and Chapman. Four broad categories organize the discussion — New Comedic errors, intrigue, alazoneia, and romance — and each is illustrated by illuminating readings of individual Shakespearian plays. The author keeps in view Shakespeare’s eclecticism, his habit of combining disparate sources and traditions, as well as the rich history of literary criticism and theatrical interpretation. The book concludes by discussing the presence of New Comedy in tragedy, in Hamlet and King Lear.

La Nagita è appassionata di teatro, lei stessa faceva parte di una compagnia da ragazza, e soprattutto sul palco un personaggio può esprimere tutto se stesso nel bene e nel male, senza essere giudicato, così come avviene con Terence. Sarà amato anche mostrandoci il suo lato più oscuro. Il giudizio si sospende perché abbiamo la possibilità di conoscerlo in profondità.

Entriamo nel vivo del personaggio in CCFS. Queste le ultime parole di Terry in un certo senso è come se su di lui fosse sceso il sipario perché altro non dirà nel romanzo in prima persona, sapremo solo le altre vicende dalle parole di Candy:

“Terry si fermò e corrugò la fronte, quasi a voler trattenere il dolore che gli attanagliava il petto:
– La mia giovinezza…il mio amore…Tutto sta passando per non tornare mai più…
Si voltò a guardare l’edificio scolastico dell’Istituto Saint Paul, il giardino e il bosco. Poi riprese a camminare davanti a sé, intenzionato a lasciarsi tutto alle spalle.”

Questo è il suo primo addio a Candy. Ma non solo lascia lei, abbandona  la sua famiglia e il suo cognome, la sua vita sino ad allora. Non vuole più dipendere dal padre, non gli permetterà più di farlo stare male.

Il biglietto che lascia a Candy:
” A chiunque abbia il cuore di ascoltare la mia richiesta, chiedo di consegnare questa lettera a Candice White Ardlay.
Cara Candy, ho deciso d lasciare la scuola e andare in America. C’è qualcosa che vorrei fare.

Dovunque io sia, pregherò sempre per la tua felicità.
Terence”

Terence è  un ragazzo che si sta per affacciare alla vita adulta. Si prende delle responsabilità e quel “c’è qualcosa che vorrei fare” è cercare se stesso, chi è, cosa vuole fare da grande. Lui è innamorato ma non si sono mai dichiarati uno all’altra.

Nonostante i suoi sentimenti le scrive: Dovunque io sia, pregherò sempre per la tua felicità. Rinuncia a lei per non crearle altri problemi e perché possa essere felice.

Terry sceglie la sua strada che affronterà con molto coraggio. Il suo addio al padre ed il suo percorso si realizzano nella prima opera di Shakespeare che rappresenterà, non a caso Re Lear che tratta proprio il rapporto tra genitori e figli.
La rabbia di Terry verso il padre, si riassume in queste parole della Nagita in CCFS:

“Tuttavia, se odi fino a questo punto il tuo nome e non ti interessa di finire in mezzo a una strada, puoi anche rinnegarlo. So bene che non sarai tu a portare avanti il buon nome della famiglia. Allora? Hai forse questo coraggio?”
Poteva sentire ancora riecheggiare nelle orecchie la sonora risata del padre.
Finora non ho avuto quel coraggio…ma non voglio diventare come lui! Avrò cura della persona che amo…La farò felice…per tutta la vita.”

Quella rabbia  diventa coraggio e incanalata dalla sua passione per la recitazione, lo rende in breve tempo un astro nascente nel mondo del teatro e soprattutto diventa indipendente.

Terence rappresenta un tema caro alla Nagita come già accennato, gli amori drammatici giovanili ma per lui, anche se dovrà separarsi da Candy, non ci sarà un finale Shakespeariano come in Romeo e Giulietta, così come Candy non tenterà di farla finita perché ha perduto il suo amore, come invece cercherà di fare Susanna. La Nagita ha ideato una storia con un terzo amore che avrebbe dato la felicità a Candy, ma qual è il prezzo che ha pagato? Forse una storia d’amore tra loro che apparentemente resta indefinita, non delineata. Soprattutto una storia in cui le emozioni di molte restano incastrate in una sorta di voragine angosciante e buia quando Terence e Candy si lasciano. La Nagita ha chiesto molto ai fan e non è stata poca la “rabbia” ed il risentimento ricevuti indietro per un finale che alla maggioranza non piace e non viene accettato. Ma una cosa va detta e va presa seriamente per me: Terence non è un personaggio senza speranza, ma viene percepito così! Deve mantenere i suoi contorni teatrali invece. Lui va in scena, quella è la sua vocazione, il suo essere se stesso. Se tradisce se stesso cade nel baratro dell’alcol, si perde.

Chi “condanna” davvero Terence all’infelicità, e di conseguenza seguendo questa idea, anche Candy e Albert (ma Albert spesso non viene percepito perché viene considerato più “un contorno” a livello sentimentale, come se questo personaggio non possa amare profondamente Candy ed esserne ricambiato), sono le fan, quelle che pretendono che la Nagita crei un nuovo finale diverso dal manga e che veda Candy e Terry insieme.
Essere se stessi, conoscere se stessi, accettare ciò che la vita porta significa restare nella giusta strada per realizzarsi e trovare la felicità. Tutti i personaggi che trovano il coraggio di andare avanti, Candy in primis, potranno davvero essere felici. Questo è per me uno dei messaggi fondamentali della Nagita.

Il vero limite nella storia di Candy per me è “nostro” non della sua autrice.
L’idea che Terry sia per sempre infelice è frutto dall’ostinazione a credere che senza Candy sarà così. Diamo una dimensione pessima a Susanna, come se non fosse stata anche una scelta da parte di lui, cosa ribadita anche da Candy in CCFS, soprattutto dopo Rokstown. Davvero Terence non potrà amare ed essere amato? Oltre Candy, oltre Susanna? Ma certo che sì. Se la sua felicità dipendesse solo da Candy non avrebbe potuto fare i passi che ha compiuto e che la Nagita gli fa compiere. Sarebbe rimasto a Rockstown per sprofondare sempre più nel baratro, tradendo se stesso e tutti i suoi affetti. Cosa gli dà una spinta a risalire? Vedere Candy triste e delusa, lui non sta tenendo fede alla loro promessa. La vede  continuare per la sua strada, lei non si ferma. Chi vuole essere Terence? Cosa vuole fare della sua vita? Candy si realizza anche senza Terry questo gli dimostra, che lei va avanti anche senza di lui.
Terence non ha doveri, ma responsabilità verso se stesso in primo luogo. A New York la Nagita ci regala una delle scene più intense di tutto il romanzo. Il loro sarà un addio dove però la promessa di essere felici (con altri),  li legherà per sempre, dove l’affetto non cesserà di esistere. Terry le dirà in CCFS:

“Promettimi di essere felice, chiaro?”

E Candy non farà altro che scrivergli e dirgli poi nella sua mente che lei è felice…

Nell’anime italiano possiamo vedere nell’episodio 112, in maniera semplice e diretta il dolore e la ripresa di Terence. La traduzione dei dialoghi è attinente a quelli del manga e anche di CCFS. Stessa cosa per la puntata francese che è uguale nei testi a quella italiana, mentre invece il dialogo della separazione nell’episodio spagnolo è del tutto fuorviante!

Quì i link della puntata per chi volesse rivederla:

 

Keiko Nagita:
La loro separazione era già stata decisa. Avevo preparato tre amori per Candy: un primo amore “effimero” e transitorio per Anthony, un amore ardente per Terry e un amore dolce e del destino per Albert.
Ma perché il Terry scritto dalla Iragashi era così affascinante che i lettori l’hanno espressamente preferito. Anche io ero incantata dal suo comportamento, e il mio cuore scoppiava. Quando ho scritto la scena della separazione tra Candy e Terry, ho posato la mia penna, perché non riuscivo a respirare e qualcosa mi ha offuscato la vista. Non durò a lungo prima di rendermi conto che avevo trattenuto il respiro e che i miei occhi erano bagnati dalle lacrime. Ero lo stesso triste dopo aver finito di scrivere la scena, e ho pianto da sola fino a mezzanotte. Mio marito, che non si era ancora addormentato, rimase scioccato quando vide la mia faccia, perché aveva creduto erroneamente che qualche nostro parente fosse morto.
Ora, quando ripenso a quei momenti, mi sento stupida perché le mie emozioni erano dominate da una storia che io stessa avevo creato. Ma quando la scrissi, io ero immersa in un altro mondo.
Anche se si amano l’un l’altro, con tutta la forza del loro cuore e anima, un capriccio del destino può separare degli innamorati in alcuni casi. Ho scritto la scena basandomi su questa idea. Ma mi fa male come se avessi perso il mio grande amore. Anche dopo aver consegnato il manoscritto nelle mani del mio editore, ho continuato per un po’ ad avere questa sensazione di oppressione al petto. Più tardi, ho parlato di questa scena ai doppiatori dell’anime Candy Candy: “E ‘stato un duro lavoro. Non arrivavamo a dire le nostre frasi che piangevamo subito. Avevamo sgranocchiato dei crackers di riso per distrarci da questo dolore. E poi finalmente finimmo di registrare. “L’ho rivisto, scuotendo la testa, e ho sentito le lacrime agli occhi.

Candy, sei una ragazza davvero felice. La storia di base è molto semplice, ma è stata rivitalizzata dal designer e un sacco di amici ne hanno parlato con affetto. La fantasia è stata resa più reale da un racconto visivo. Candy è la mia cara amica, anche adesso. Se la chiamo, Candy sarà presto di ritorno. Candy mi porterà i fiori che raccoglierà sulla Collina di Pony.

Primavera 1980, edizione speciale della rivista bimestrale “Bungei-Jidou,” stralci di osservazioni da Mizuki sul suo forum del sito ufficiale.

Questo è il loro secondo addio.

Riporto le parole del dialogo tra Albert e Terence nell’anime:

Cosa urla lui ad Albert? “io non sono Terence!” Ma poi prende atto della realtà, quello lì in quelle condizioni è proprio lui, Terence… attraverso Albert cambia il suo punto di vista, così come cambierà nel manga attraverso Candy a Rockstown.

A: – E così hai lasciato la tua compagnia e hai iniziato a girovagare senza meta finché non sei arrivato a Chicago.
T: – Pensavo di poterla dimenticare ma non ci sono riuscito…
A: – Parli di Candy, vero?
T: – Dopo che ci siamo lasciati ho cominciato ad odiare tutto, il teatro gli amici, la mia stessa vita, allora sono scappato via come in cerca di…
A: – In cerca di che cosa?
T: – Non lo so… dalla disperazione ho cominciato a bere e ora non riesco più a smettere.
[…]
A: – Devi tornare al teatro perché fa parte di te.
Lo prende per il bavero:
A: – Credi di essere il solo a soffrire su questa terra? Pensa a Candy per un momento anche lei soffre ma non ha perso il rispetto di se stessa come hai fatto tu!
– Non sai niente! Anche lei era disperata ma con la forza di volontà ha superato i suoi problemi mentre tu hai paura di affrontarli! Lei non si abbatte mai, riesce sempre a trovare la forza e la volontà per reagire.
T: – Forza e volontà

Nell’anime il dialogo si conclude come segue, dopo aver visto Candy mentre lavora:

T: “Ho deciso che ritornerò a recitare nella mia compagnia, la vita va affrontata senza lasciarsi andare. Candy addio per sempre.
A: – Vuoi parlare con Candy?
T: – No devo partire subito per Londra.

La voce fuori campo mentre Terence se ne va ci spiega nuovamente i suoi sentimenti:
“Terence va via da Chicago ma dopo questo fugace incontro con Candy (possiamo tranquillamente proiettare il significato di queste parole anche su Rockstown nel manga) ha rinnovato il suo coraggio e gli ha ridato una nuova speranza. L’esempio della ragazza gli ha insegnato ad accettare la vita senza disperazione ma con gioia e serenità.”

Quando nella realtà si prova un dolore simile tutto si blocca. Non importa cosa ci venga detto, nulla ha importanza se non il disperato bisogno che tutto si ripari, tutto torni come prima. L’attesa è quella di potersi presto sentire sollevati, era solo un brutto sogno…
Questa credo sia l’eterna dimensione che alcune fan danno a Terence, ma non appartiene alla Nagita che tratta questa esperienza e la sua storia con molto sentimento e professionalità. Lei non a caso si dà della “stupida” non per aver provato quell’amore ma per essere “precipitata” in quel dolore nonostante fosse la creatrice e sapesse tutto di loro. Lei si lascia andare e prova esattamente ciò che abbiamo provato noi. Ma noi però non siamo le creatrici del romanzo, e mentre lei risale la china e procede, noi restiamo in quel suo mondo abbandonate e “intontite” da quelle immagini.

E cosa ci aspettiamo che succeda se Susanna muore?

Quando Susanna muore Candy è molto cambiata. L’abbiamo vista a Rockstown angosciata nella ricerca di Albert, con la paura gli sia successa una disgrazia e con il vuoto nell’anima. Si sente sola. Ma nonostante l’incontro con Terence, un suo grande amore, non cambia nulla, lei va avanti a cercarlo e a colmare il vuoto dell’assenza di Albert e della loro vita insieme.

In rete cercando alcuni significati sul “farsi coraggio”  ho trovato un contenuto molto interessante:
“Il maestro buddista Chogyam Trungpa diceva che lo scopo della vita consiste semplicemente nell’andare avanti e fare della vita una sorta di “risveglio” invece di rimanere “addormentati”. La capacità di continuare ci aiuta a percepire che nessun problema è senza uscita. Andare avanti significa non lasciarsi prendere dall’inerzia, dalla paura o dall’irritazione.
Il miglior modo di liberarsi dal passato è fare la pace con noi stessi al momento presente. Fare la pace con qualsiasi ricordo o sentimento che possa sorgere. In modo che, piano piano, non saremo più “catturati” da questi ricordi.

Facciamo in modo che le antiche immagini di noi stessi vadano via. Continuiamo, semplicemente, a muoverci in avanti. Niente più ci fa fermare. Sappiamo come continuare positivamente, visto che siamo connessi con la nostra fiducia di base, con la nostra bontà fondamentale.

Il coraggio è l’abilità di muovesi verso il futuro, senza guardare indietro: staccarsi dal passato.

[…]

Quando si scopre la propria vocazione, sorge in noi, simultaneamente, un profondo sentimento di coraggio. Ci sentiamo molto vicini a noi stessi quando capiamo la verità interna che non può essere più negata. Di conseguenza, c’è l’impegno all’idea di abbandonare tutto quello che ci impediva d’andare in direzione al nostro destino. Andare incontro al proprio destino è realizzare pienamente il potenziale che è stato sempre dentro di noi. È come udire un appello e rispondergli, far sbocciare tutte le nostre potenzialità e seguire una vocazione. E stranamente il mondo ci contraccambia quando facciamo ciò. Un buon modo di sapere se uno è sulla giusta via e che stiamo facendo quello per cui siamo nati, è che il mondo ci apre le porte”.
Ogni volta che saremo capaci di interiorizzare e ascoltare la nostra paura saremo in grado di maturare il nostro potenziale di coraggio.
https://www.somostodosum.com.br/artigos/st…nti–4600.htmlù

Queste riflessioni per arrivare alla lettera di Terry in Candy Candy Final Story:

Lettera originale
キャンディ
変わりはないか?
……あれから一年たった。
一年たったらみに 連絡しようとに決めていたが、迷いながら、らに半年がすてしまった。
思い切って投函する。
――ぼくは何も変わっていない。
の手紙が届くかどうかわからないが、どうしてもそれだけは伝えておたかった。
T・G

Traduzione ufficiale italiana:

” Cara Candy, come stai?
È passato un anno da allora…
Trascorso quest’arco di tempo, mi ero ripromesso di scriverti, ma poi, preso dai dubbi, ho lasciato che passassero altri sei mesi.
Ora, però, mi sono fatto coraggio e ho deciso di inviarti questa lettera.
Per me non è cambiato niente.
Non so se leggerai mai queste mie parole, ma volevo che tu sapessi almeno questo.

T.G.”

Traduzione spagnola su base di quella italiana:

“Querida Candy,
Còmo estàs?
Ha pasado un año desde entonces… Trascurrido este lapso de tiempo, me habia prometido a mi mismo escribirte, pero luego, dominado por la duda, dejé que pasaron otros seis meses.
Sin embargo, ahora, me he armado de valor (me animé=tirarsi su) y decidì enviarte esta carta.
Para mì nada ha cambiado.
No sé si alguna vez leerás estas palabras mías, pero quería que supieras al menos esto.

T.G.”

Ecco,  la nuova dimensione che possiamo e per me dobbiamo dare a questa lettera,  non l’amore perduto da riconquistare, non il passato da correggere, ma il coraggio di affrontare la vita… provo a spiegare ogni frase delle lettera che non è più una lettera sintetica e poco chiara:

“Cara Candy, come stai?
È passato un anno da allora
È passato un anno da quando abbiamo deciso di separarci (NY, l’ultimo evento che li vede insieme ed il momento più intenso della loro storia, qualcosa per cui quel “da allora” indica un momento importante e soprattutto condiviso)
Trascorso quest’arco di tempo, mi ero ripromesso di scriverti, ma poi, preso dai dubbi, ho lasciato che passassero altri sei mesi.
Dopo essermi reso conto che era passato un anno, ho pensato di doverti scrivere (ho lasciato Broadway, Susanna, avrai letto tante cose negative su di me che ti faranno preoccupare e rattristare), ma preso dai dubbi (non sapevo cosa fare di me stesso cosa fosse giusto o meno) sono passati altri sei mesi.
Ora, però, mi sono fatto coraggio e ho deciso di inviarti questa lettera.

Ora non ho più dubbi, dopo averti “vista” mi sono fatto coraggio e ho deciso di inviarti questa lettera per dirtelo, so cosa voglio fare e chi voglio essere, riprenderò in mano la mia vita.
Per me non è cambiato niente.
Resto fedele alla promessa che ci siamo fatti
Non so se leggerai mai queste mie parole, ma volevo che tu sapessi almeno questo.

T.G.”
Spero che tu possa accettare la mia lettera e leggerla, perché desideravo dirti almeno questo che so è importante per te e che ti renderà felice.

Perché lui pensa che lei potrebbe non aprire e leggere la sua lettera? Perché Candy lo ha promesso a Susanna di non riavere più contatti con lui, e lo scrive infatti nella lettera a Eleonor Baker.

Il significato di farsi coraggio è questo, (ma vale in generale) ritrovare o trovare la forza per affrontare le avversità, perseverare per la propria strada affrontando le proprie paure lasciandosi il passato alle spalle.

L’equivoco per questa lettera è per me pensare che venga scritta per “recuperare” un passato, il passato della loro storia d’amore. Farsi coraggio… non come significato di trovare il coraggio di scriverle (!), ma dirle che ora si è fatto coraggio e ha capito quello che deve e vuole fare per uscire dal baratro in cui era precipitato dopo che si sono detti addio, consapevoli dei loro sentimenti, a New York. La lettera per me nasce per tranquillizzare Candy e dirle che sta mantenendo la promessa fatta.
“Per me non è cambiato niente”, si riferisce all’ultima cosa che si sono promessi, cioè di essere felici e che in lui non è cambiata la passione per la recitazione. Lui non è cambiato. Non è quel ragazzo che ha visto a Rockstown. Non si riferisce ai suoi sentimenti per lei anche se è semplice pensarlo.

La lettera di Eleonor ha la stessa valenza. Vuole tranquillizzarla e mostrarle che Terry sta bene e ha ritovato la sua vocazione, la sua strada. È nuovamente forte.
Candy infatti scrive ad Eleonor del loro incontro:
“ Avrei voluto chiedergli a cosa fosse servita quella notte in cui siamo stati strappati l’uno dll’altra. Ma non ne sono stata in grado.
Volevo tanto rivederlo… ma non in quel modo
Uscita dal teatro, mi sono ritrovata confusa, senza sapere più cosa fare. In quel momento lei è venuta a parlarmi.
Terence Graham è nato per fare l’attore! Non può accontentarsi di un palco e di uno spettacolo di quel livello!
Sapere che Terry ha una vera madre mi ha reso felice.
Non mi sono stupita quando ho saputo che Terry è riuscito a rientrare nella compagnia Stratford, ricoprendo addirittura il ruolo di Amleto.
Credo che Terry sia perfetto per interpretare Amleto.”
Candy è risoluta perché sa che è giusto non accettare l’invito.
Nella sua lettera mai spedita a Terry, non ci sono frasi fraintendibili oltre l’affetto che li legherà per sempre ed il ricordo del loro amore:

“Ricordo che mi hai detto “Voglio che tu sia felice, chiaro?”
Terry, io sono felice e voglio che anche tu lo sia sempre di più.
Terry…io ero innamorata di te.”

Candy leggendo del suo successo si è rasserenata definitivamente e ciò la rende sinceramente felice. E continua il suo percorso, a quel punto nel libro va letteralmente verso l’epilogo, verso il suo futuro e il terzo amore previsto per lei dalla Nagita…

Quel “da allora” nella lettera ha fatto pensare a tante che si riferisse alla separazione di New York, perché quelle parole specificano qualcosa che loro due possono capire senza bisogno di spiegare cosa e che ovviamente hanno condiviso (e che anche noi conosciamo), non hanno condiviso la morte di Susanna e Terence non scrive una lettera a se stesso, ma per le fan di Terry ovviamente stona perché hanno bisogno di spostare quegli eventi in un futuro molto più lontano affinché si possa immaginare che Terry e Candy tornino insieme.

Se diamo il significato alla frase“per me non è cambiato niente” che non possiamo certo considerare esplicita, come se i suoi sentimenti per lei non fossero cambiati, cioè che ancora è innamorato,  l’equivoco è servito.

La posizione della lettera di Terry dunque è corretta. Il contenuto della lettera di Terry è strettamente legato  alle due precendenti lettere a Eleonor e allo stesso Terry (cronologicamente scritte dopo), il cui tema è appunto la rinascita di Terry come attore dopo Rockstown, aver ripreso con coraggio la sua strada. È totalmente collegata poi alla lettera di Susanna nella pagina che la precede che parla proprio della loro separazione a New York, ricollegandosi a quel “da allora” che leggiamo nella lettera di lui per Candy.  La lettera di Susanna, che con il suo alone gelito la riporta al dolore della separazione in una città fredda e piena di neve, dove le scrive che l’anima di Terry se n’è andata via con lei quella notte, ma che lei si aggrappa alle parole di Terence: ”Ti rimarrò accanto…per sempre…”. Poi leggiamo la lettera di Terry e si ricollega al contenuto della lettera di Susanna, alla loro separazione, non alla sua morte.

La Nagita fa affrontare diversi lutti ai suoi personaggi e mai si accenna ad un tempo “adeguato socialmente” per il dolore, quindi non ha davvero senso credere che quei 18 mesi siano collegati ad un periodo volontario di lutto, Terry poi! Lo si crede per poter giustificare quel periodo di tempo che l’autrice specifica, se si considera la lettera inviata dopo la morte di Susanna. Ma anche quì, stiamo immaginando un sequel… Il necrologio di Susanna viene ricordato da Candy in quel momento, tra le ultime due lettere del romanzo prima dell’epilogo, non certo perché, durante il racconto nel suo presente, non sapesse che lei fosse morta, ma probabilmente (è anche ovviamente funzionale a dare ambiguità al tutto) perché vede qualcosa di fisico, di scritto da lei che le ricorda che non c’è più. Il necrologio conclude la pagina della lettera di Susanna, non precede la lettera di Terry. Il significato è che se la sua morte avesse dovuto anticipare la lettera di Terry, allora avrebbe dovuto far parte dell’apertura del paragrafo, essere un’anticipazione e poi leggere cos’era successo, o anche esser ricordata dopo aver letto la lettera di Terry.

Anche per questo che la frase di Terry sul fatto che non sa se lei la leggerà, non che le poste possano non consegnarla!, può confermare che Susanna in realtà è viva quando la scrive. Non ha alcun motivo di pensare, se Susanna fosse morta, che Candy possa non leggerla, per il discorso della promessa fatta, o peggio immaginare che Terence debba trovare il coraggio addirittura per contattarla! Ecco, questo NON è il Terry della Nagita…

La lettera di Susanna e poi quella di Terry sono uno stesso “blocco” che fa parte di ciò che è avvenuto dopo la separazione a New York, riguarda Susanna e Terry, non più Terry e Candy.

Ecco dunque che dopo NY, passa un anno e poi altri sei mesi e siamo nella primavera del 1918.
Terry le scrive, si è perso, è bloccato e per non pensare beve. Dopo un profondo conflitto, come accade ad Amleto, vorrebbe contattarla. La lettera rimane appesa, il tempo scorre… Ma poi la vede e vediamo cosa accade nel manga, poche righe:

Candy: “Prenditi cura di te stesso Terry, Hai già dimenticato quale è il tuo sogno?
Terry: Ricostruirò la mia reputazione
Candy: Torna a Broadway e da Susanna, se entrambi sarete felici io sarò felice”
Terry: “Candy mi guardava con occhi tristi. Vuoi incoraggiarmi nel tornare a casa. Candy volevi farmi uscire da questo “dilemma”. “Non sarò come mio padre.”

La Mizuki ha scritto questa scena nel manga con l’intenzione di esprimere che Terry è diventato un vero attore attraverso l’ esperienza del dolore e voleva  raccontarci la trasformazione di un eroe adolescente in un adulto. Continua a seguire la sua grande vocazione, la sua grande passione e il livello di maturità che raggiunge, così come in CCFS la Nagita ci racconta, lo renderà perfetto per essere addirittura Amleto! Non credo ci sia da fraintendere di fronte a questi sentimenti. Dopo rockstown, Terry conclude la lettera e la spedisce a Candy, 18 mesi dopo “da allora”, dopo la loro separazione.

Trovate delle assonanze tra le opere di Shakespeare citate dalla Nagita e lo sviluppo del personaggio di Terry? Un piccolo schema:

Re Lear: conflitto familiare, padre/figlio
Romeo e Giulietta: amore drammatico e impedito (ma rappresenta tutti e tre i personaggi Candy, Terry e Susanna, la più Giulietta per me resta proprio Susanna)
Amleto: il conflitto interiore, il dilemma appunto, essere o non essere, la delusione verso tutto e tutti.

Vi riporto stralci di una analisi per capire meglio l’Amleto:

“Prima di tutto occorre notare la natura conflittuale dell’uomo, perfettamente rappresentata in quest’opera.
Si vedrà il giovane Amleto intraprendere una profonda introspezione, tanto da farlo dubitare del mondo intero, di quanto pensava in passato e della presunta eccellenza della sua stessa natura. Di che genere di mondo è stato testimone per essere indotto a rendere tanto discordi i suoi pensieri dalle sue azioni? Amleto è stato forzato a “sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna”.
[…]
Infine, l’ultimo elemento responsabile dello sconvolgimento di Amleto, del suo cambiamento nel vedere il mondo, è la sua fedeltà nell’amore.
Questa completa perdita di fiducia nel mondo femminile, che sembra confermare quanto pensato in precedenza su Gertrude, è determinante; tanto determinante da spingere alcuni autori teatrali a rivisitare il personaggio di Amleto in chiave Freudiana, accentuando i rapporti con Ofelia e la madre Gertrude
Per concludere, quest’opera non offre verità etiche o morali, ma mostra la vita da una prospettiva molto più ampia di quanto sia mai stato fatto in precedenza; una prospettiva in cui l’uomo si interroga, analizza se stesso, ragiona e soffre sotto una continua pressione emotiva. Un uomo che si interroga, prima ancora che sugli avvenimenti correnti, sui misteri della sua stessa natura. Una simile visione della vita si allontana dal semplice concetto di tragedia, diventando prima ancora di un opera d’arte, uno schema sulla condizione dell’uomo.
NOTA: Le citazioni sono tratte dalla traduzione di Cesare Vico Lodovici, edizione Einaudi

Le parole di Terry nei dialoghi di anime e manga non  ricordano proprio quanto scritto nell’analisi?
Terence non sarebbe riuscito a fare l’Amleto e risplendere nuovamente senza questo suo percorso interiore,  riuscendo davvero a lasciarsi il passato dietro le spalle.
La sua storia si riflette sul palco attraverso la potenza delle sue emozioni ora comprese e maturate, di cui non è più succube.
E quella frase “ora, però, mi sono fatto coraggio” ci racconta la grande forza di Terence. Così come le intenzioni di trasmetterci questo personaggio che non sono cambiate da parte della Nagita. Questo è il vero Terence, emozionante, che va in scena con l’Amleto, un uomo ora, consapevole come tutti della realtà della vita, affronta i suoi demoni, le sue delusioni, si perde e si ritrova e potrà costruirsi la sua felicità.

E io me ne rinnamoro subito… E quando cala il sipario, sì un vuoto, tutto si conclude ancora. Però abbiamo assistito e potuto vivere qualcosa di straordinario che sarà anche un nostro prezioso ricordo.
La Nagita è una scrittrice professionista, non scrive “romanzetti da quattro soldi” per citarla. È colta, sensibile ed innamorata della sua novella, nonostante le abbia anche portato molto dolore (a causa dei problemi legali con la mangaka), ma indiscutibilmente anche il successo. E soprattutto conosce l’animo delle donne e per me con la lettera di Terence, era consapevole che la maggioranza assoluta delle fan, l’avrebbe facilmente equivocata. È riuscita ad essere coerente con se stessa riuscendo ad aprire ad una chance per un “diverso” finale, così ardentemente voluto dalle fan di Terry, non modificando il finale di sempre, del manga.

In conclusione, Terence resta per me un dono della Nagita alle fan. Può essere tutto, libero, di essere con Candy? La Nagita nasconde il nome di Anohito… appunto.
Di essere chiunque si voglia che sia, oltre Susanna e oltre Candy, ma soprattutto lei ce lo lascia come lo abbiamo conosciuto e al meglio di ciò che potrebbe essere.
Terence non ha bisogno di nessuno se non di essere se stesso, questo ci spiega per me l’autrice. Terence è un personaggio costruito sulle opere citate di Shakespeare, non sono un caso, in questo senso è una parte della storia e non il protagonista come invece è il Principe della Collina.

In CCFS quindi la lettera di Terry al contrario del sentire “comune”, può considerarsi l’addio definitivo. Un terzo addio che però porterà serenità proprio perché esprime il coraggio di procedere per la propria strada. Così come ci racconta l’autrice con le parole di Miss Pony anche nella postfazione non possiamo sapere cosa ci aspetta dietro l’angolo. Se procediamo sulla nostra strada con coraggio e senza paura, può attenderci una gioia immensa.” Questo concetto vale per tutti i suoi personaggi, può essere il successo, un nuovo amore, o ritrovare il proprio amato Principe della Collina…

La Nagita ha vinto la sua sfida? Ha espresso tutto il suo universo di sentimenti? Non lascia nessuno dei suoi personaggi indietro e a nessuno che è in “questo mondo” viene negata, nonostante le avversità e i dolori incontrati, di poter essere felici. Basta andare avanti, avere speranza verso ciò che ci sarà dietro l’angolo nel nostro cammino.
CCFS resta il “capitolo finale” di questa novella, non è un sequel e mantiene la linea degli eventi di sempre. Ecco perché la lettera non è stata inserita nell’epilogo, perché non può farne parte e perché la morte di Susanna, non cambierà il corso delle cose.

Source:
© Kyoko Mizuki, Yumiko Igarashi. Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

5 pensieri su “La lettera di Terence, un grande equivoco?

  1. Strano mi era sembrato di averla già lasciata la risposta…ma forse non ho inviato! Comunque la risposta è sì, Terence per sempre!!!! Si meritavano, dopo tante peripezie di ritrovarsi e finalmente amarsi senza altri ostacoli. Quello era il vero sogno che mi aspettavo! Ma nel mio cuore Trence e Candy sono e saranno sempre insieme!!! ❤

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    1. Io penso che Terence non abbia alcun problema ad amare, anzi mi piace l’idea di una storia nuova! Credo sinceramente che Candy si sia innamorata in modo totalizzante di Albert, per Terry i suoi sentimenti sono intensi ma non del tutto lineari, lei ha dubbi se pensa al vero amore ad esempio, in CCFS ci sono delle frasi da parte di Candy che sono importanti. Prima di FS li vedevo insieme inevitabilmente Terence e Candy, sposati, con figli… dopo averlo letto il romanzo invece devo dire che ho scoperto un Albert meraviglioso e molto più intrigante di quanto mi sarei aspettata!

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  2. Certamente è così. Io non ho letto i libri, ho solo seguito quello che trasmetteva la tv. E posso assicurarti che era un momento magico per me! Non c’ero per nessuno…. esisteva solo Candy in quel momento!!! Sono trascorsi tanti anni…. da bambina sono diventata donna. Ma non ho dimenticato quella dolce storia e fra gli amore di Candy, quello che mi ha fatto più sognare e sperare che arrivasse a buon fine è quello con Terence!!!

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