Candy Candy Final Story e Papà Gambalunga: analogie e confronti

Articolo di Stefania Incardona

Secondo le svariate interviste fatte nel corso di questi anni dall’uscita del manga prima e della messa in onda dell’anime della Toei Animation, la sceneggiatura di Candy Candy e quindi del romanzo Candy Candy Final Story, edita in Giappone nel 2010 e pubblicato in Italia nel 2015, è ispirata e plasmata su ispirazioni di tanti romanzi cari all’autrice, quali Anna dai capelli Rossi, Pollyanna, ma soprattutto da Papà Gambalunga.
Le analogie con questo ultimo romanzo sono tantissime. Non solo la scelta del genere epistolare, che in CCFS riguarda la seconda parte, ma soprattutto entrambi i romanzi raccontano di una agnizione. Al lettore fino all’ultimo è nascosto il mistero che avvolge la protagonista riguardo l’identità di una persona che in Papà Gambalunga è rappresentato dall’eccentrico e ricco Jervie Pendtlon e in CCFS del Principe della Collina e dal ricco zio William A. Ardlay, che in Candy sono poi la stessa persona: l’amico ineffabile Albert, cui Candy è legata dai fili misteriosi sin dall’inizio della sua storia. Tali misteri vengono svelati alla fine dei romanzi. In Papà Gambalunga sono rivelatrici le ultime tre lettere di cui l’ultima è una lettera d’amore e in CCFS tutto l’epilogo del romanzo. Quest’ultimo ripercorre, in maniera molto simile, le ultime lettere di Judy ed è rappresentato e racchiuso in uno scambio epistolare tra Albert e Candy formato da 10 lettere e svelano l’evoluzione del rapporto tra Candy e Albert che non è più di amicizia ma è appunto amoroso.
Le protagoniste sono entrambe orfane e sono caratterizzate da una indomita forza di volontà nel proseguire la loro vocazione, di scrittrice per Judy, di infermiera per Candy, e sono pronte a tutto anche di andare contro i loro tutori rispettivamente Jervie – William Albert Ardlay, nel caso di Candy anche di rinunciare al cognome Ardlay ereditato dalla condizione di tutore legale che ricopre lo zio misterioso; mentre in Papà Gambalunga Judy, desiderosa di indipendenza, rinuncia al denaro extra che il suo misterioso tutore John Smith (così si fa chiamare) le manda.
Anche i personaggi maschili, ossia i tutori legali Jervis – Albert , sono molto simili. Appartengono a due famiglie benestanti dell’alta società americana, sono entrambi eccentrici, non attaccati all’etichetta sociali e ai doveri che questa comporta, vestono in modo anticonformista, Jervis spesso in pantaloncini bianchi e maglietta o calzoni, Albert addirittura ha l’aria di un vagabondo, il loro andare controcorrente però non rispecchia i modi gentili e galanti che li caratterizzano e che affascinano il cuore di entrambe le protagoniste che rimangono colpite fino ad aprire i loro cuori e abbandonarsi alla loro fiducia.
Essendo entrambi i romanzi epistolari le vicende delle protagoniste sono raccontate in modo che il lettore abbia l’attenzione sulla vicende della vita della protagoniste, con le sue amicizie, amori equivoci e simpatie, separazioni e lutti (soprattutto in CCFS) e solo alla fine del romanzo si svela l’evoluzione dei sentimenti di amicizia tra protagonista e –co-protagonista ossia Judy-Jervis e Candy- Albert. Questo per stupire il lettore e mantenere il velo del mistero, mantenuto nel caso di CCFS fino alla fine dell’epilogo del romanzo per volere dell’autrice, che non nomina il nome del “Lui” di Candy fino alla fine. In realtà resta solo un piccolo dettaglio perché questo “mistero- non mistero” dalla lettura del romanzo è compreso dal lettore, il quale resta, per usare una espressione dell’autrice Nagita, immerso nel soffio di un vento leggero che accarezza il cuore e ti fa fluttuare nell’aria per l’emozione delicata che scaturisce dalla lettura. Stessa emozione ti resta alla lettura dell’ultima lettera d’amore di Judy che chiude il romanzo.

(Pubblicazione © Casa Editrice – Shodensha,  Toei animation)
© Kyoko Mizuki, Yumiko Igarashi. Testi di CCFS di Keiko Nagita. Traduzione italiana ad opera di Kappalab.

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