Qualcosa di semplice – FanFic ispirata a Final Story VI capitolo

Capitoli precedenti

Qualcosa di semplice I capitolo
Qualcosa di semplice II capitolo
Qualcosa di semplice III capitolo
Qualcosa di semplice IV capitolo
Qualcosa di semplice V capitolo

Al mio adorato cucciolo.

唐揚げ Omoide – Ricordi 

versione di Masumi Ako

I tuoi respiri bianchi come la nebbia si spandono nell’aria
Sospinti lentamente dal vento ora
Dentro le nuvole nel cielo
Svaniscono gradualmente

Dall’alto del cielo
Le nuvole bianche si avvicinano a terra
Per inalare i tuoi respiri
Mentre continuano a fluttuare via

Sembra proprio come un lontano passato
Nuvole che passano sopra un fiume che scorre

Evitando il riflesso del sole
I cani dormono sotto la grondaia
Così anche i ricordi  nel cielo
A poco a poco, vanno a svanire

Dall’altra parte del cielo
Un altro cielo blu
Nel  vuoto del cielo
Nuvole alla deriva

A poco a poco, vanno a svanire

Qualcosa di semplice – VI capitolo

Poupe

***

Per il Signor William Albert Ardlay

Kenia 26 Dicembre 1919

Caro Signor Albert, come stai?

Mi scuso per non averti più scritto, ti avevo promesso una lettera per raccontarti di Poupe, visto che a mala pena ero riuscito ad inviarti un telegramma per avvisarti della sua morte.
Ma sono contento di aver atteso perché il caso ha voluto che nel frattempo ricevessi qualcosa di prezioso. Un turista inglese che era stato qui un anno fa mi ha inviato infatti delle foto. Hai già capito? Ora ti racconto: questo anziano signore amava molto fare fotografie e aveva sempre sulla spalla una macchinetta che non avevo mai visto, dal nome strano, Contessa Nettel! Aveva deciso di fermarsi “qualche giorno” qui nei pressi del villaggio e notai che osservava spesso Poupe e Sandy in spiaggia. Aveva capito che tra loro c’era un legame profondo e spesso lo trovavo accovacciato a fotografarli.
Ti ho mai raccontato di Sandy? Beh, negli ultimi tre anni è stato il più caro amico di Poupe.
Dopo che sei partito devo confessarti che Poupe era piuttosto triste, quasi depressa. Ero sinceramente preoccupato per lei. Quando spariva andavo sempre a cercarla in spiaggia e la trovavo accucciata sotto la palma dove tu ti sedevi a contemplare il mare con lei in braccio. Un giorno in cui non la vedevo da ore e stavo per andare a cercarla per darle da mangiare, all’improvviso è arrivata di corsa nell’ambulatorio, cercando in ogni modo di attirare la mia attenzione. All’inizio ho avuto paura che si sentisse male, poi ho capito che voleva la seguissi. E proprio lì sotto quella palma dove mi ha condotto, c’era un piccolo gatto della sabbia. Come aveva fatto ad arrivare sino a lì? Poupe era preoccupatissima, sentiva che quel gattino stava soffrendo. Aveva una ferita ad una zampa ed era ancora troppo piccolo per potersela cavare da solo in quel mondo selvatico. Soffiava e si lamentava, ma era impossibile avvicinarlo. Era purtroppo molto denutrito e l’unica a cui permetteva di avvicinarsi era Poupe. Volevo davvero aiutarlo perché avevo capito che anche Poupe così sarebbe stata felice. Era così sensibile quella piccola puzzola Signor Albert, che vederla così agitata mi faceva stare male, perché anche io oramai mi ero affezionato moltissimo a lei.
Dunque c’era un solo modo per salvare quel gattino, fare in modo che Poupe se ne prendesse cura. Così ho portato una ciotola d’acqua e Poupe ha subito capito: ha iniziato con la sua testolina a spingerla delicatamente verso il gattino, ma lui nulla, non sembrava interessato a bere. Ho fatto vedere a Poupe dei pezzettini di carne e lei subito ne ha preso uno e glielo ha portato. Ma nulla, il gatto, che intanto avevo ribattezzato Sandy, non era interessato a mangiare. Poupe allora si è avvicinata a lui e ha iniziato a leccarlo sulla testa. Sandy piano piano si è rassicurato e sentendosi protetto si è addormentato. Ho potuto così avvicinarmi un poco e vedere che la ferita alla zampa non era importante. Il problema ora era che iniziasse ad alimentarsi. Quella notte li ho lasciati così, accucciati insieme. La mattina dopo sono tornato alla spiaggia temendo di trovare Sandy ancora più indebolito, invece stava mangiando! Ecco, così è nata la loro grande amicizia, Poupe lo aveva adottato e Sandy, una volta che era perfettamente guarito, aveva scelto di rimanere. Un gatto diffidente per natura e totalmente selvatico, aveva trovato un luogo dove stare e una “mamma” adottiva. Si erano aiutati a vicenda ed erano diventati inseparabili. Giocavano molto insieme a rotolarsi nella sabbia. Sandy, che riusciva a mimetizzarsi tra le piccole dune, le faceva spesso degli agguati. Era divertente vedere come lei se la prendesse, che caratterino! Ma lo perdonava sempre.
Signor Albert, Poupe con lui ha superato la separazione da te.
Ti metto nella busta una delle foto di cui ti raccontavo all’inizio della lettera.

poupe_sandy

Hai visto? Non erano bellissimi insieme? Sembra quasi si siano messi in posa guardando dritto nell’obiettivo. Come puoi notare Poupe ha sempre portato il tuo regalo di addio, il collare che le avevi fatto con il caucciù e la sua conchiglia preferita.
Ma mentre Sandy cresceva e diventava adulto, Poupe invece invecchiava e diventava sempre più fragile.
Fino ad alcuni mesi fa, quando oramai faceva fatica a nutrirsi e a lasciare la sua cesta.
Sandy aveva capito che qualcosa non andava e si era avvicinato all’ambulatorio, cosa che in quegli anni non aveva mai fatto. Miagolava e Poupe alzava la testolina per cercarlo. Sandy rimaneva seduto a qualche metro di distanza dalla porta in attesa che Poupe uscisse. Ma la sua attesa era vana.
È rimasto così diversi giorni, ad aspettare. Quando Poupe si è aggravata e ha smesso di mangiare e bere, è saltato sul davanzale della finestra. Voleva assolutamente vederla e stare con lei, ma il suo istinto non gli permetteva di entrare. Così ho deciso di mettere Poupe con la sua cesta in un piccolo angolo riparato della veranda. È stata una buona idea perché i due amici finalmente si sono ritrovati. Sandy è rimasto accanto a Poupe senza mai lasciarla nei suoi ultimi giorni di vita. La teneva al caldo col suo corpo e al sicuro, attento a qualsiasi fruscio e rumore che proveniva dalla foresta di palme. Quella mattina Sandy gli leccava la testolina e faceva le fusa mentre i respiri di Poupe erano sempre più affaticati e lenti. Le pupille dilatate, ha steso l e zampine e si è lasciata andare nell’abbraccio di Sandy che le cingeva le spalle con le sue zampe. Sandy ha continuato a leccarla sino a quando Poupe ha smesso di respirare. A quel punto ha incrociato i miei occhi pieni di lacrime e mi ha permesso di avvicinarmi a loro e credimi, ho visto Sandy poggiare il suo muso su quello di Poupe e stringerla forte a sé. Ho accarezzato entrambi e ho percepito poggiando la mano sul fianco di Sandy dei singulti, come avesse il singhiozzo. Io credo fosse il suo pianto, il suo saluto per lei.
Signor Albert, amico mio, non rammaricarti, la tua graziosa Poupe ha trascorso i suoi ultimi anni in pace e serenità. Hai preso la decisione giusta a lasciarmela e ti sono grato per avermi concesso tanta fiducia. So quanto per te lei fosse importante e quanto ti è costato prendere quella decisione dopo aver trascorso tanti anni insieme. Lei ti è stata vicino nei momenti più difficili e nei momenti più gioiosi, riempiendoti la vita di affetto e tenerezza. Avete condiviso tante avventure insieme, era la tua casa.
Poupe ora riposa sotto la vostra palma e sono sicuro che Sandy tornerà a trovarla. L’ultima volta che l’ho visto era proprio lì, accanto a dove lei giace. Faceva le fusa ed era seduto con le zampe anteriori allungate in avanti, sembrava una sfinge; ho pensato che fosse un Re tanto il suo aspetto era regale e affascinante, il Re della Sabbia. Mi ha guardato fisso negli occhi continuando a fare le fusa, sembrava quasi potesse leggermi dentro. Forse era il suo modo di ringraziarmi e salutarmi. Una creatura emozionante e bellissima.
Signor Albert, spero tu stia bene e ricorda che qui nel villaggio ci sarà sempre un posto nell’ambulatorio per due volontari. In tanti ancora mi chiedono di te, di quel giovane e gentile occidentale. Sapevi che ti chiamano “Colui che ha gli occhi del mare”? Spero tornerai presto a trovarci e a trovare Poupe con la tua Candy, vorrei tanto conoscerla. Chissà, in quell’occasione Sandy potrebbe farsi rivedere.

Che Dio ti benedica.
Il tuo affezionato amico,

Cécil Otunga

Qualcosa di semplice VII capitolo

note: Ringrazio di cuore Cinziamask per il bellissimo disegno che ha creato per me e per questo capitolo. Hai colto in pieno la mia immagine mentale e hai reso questa coppia inedita una bellissima foto ricordo! Grazie inoltre di cuore a GiallodiMarte per il prezioso aiuto che mi ha offerto nel correggere con professionalità (e pazienza!) i miei testi. XOXO

唐揚げ Omoide 

*君が吐いた白い息が
Kimi ga haita shiroi iki ga
今ゆっくり風に乗って
Ima yukkuri kaze ni notte
空に浮かぶ雲の中に
Sora ni ukabu kumo no naka ni
少しずつ消えてゆく
Sukoshi zutsu kiete yuku

遠く高い空の中で
Toku takai sora no naka de
手を伸ばす白い雲
Te o nobasu shiroi kumo
君が吐いた息を吸って
Kimi ga haita iki o sutte
ぽっかりと浮かんでる
Pokkari to ukan deru

** ずっと昔のことのようだね
Zutto mukashi no koto no yoda ne
川面の上を雲が流れる
Kawamo no ue o kumoga nagareru

照り返す日差しを避けて
Terikaesu hizashi o sakete
軒下に眠る犬
Nokishita ni nemuru inu
思い出もあの 空の中に
Omoide mo ano sora no naka ni
少しづつ消えてゆく
Sukoshi zutsu kiete yuku

この空の向こう側には
Kono sora no muko gawa no wa
もうひとつの青い空
Mou hitotsu no aoi sora
誰もいない空の中に
Dare mo inai sora no naka ni
ぽっかりと浮かぶ雲
Pokkari to ukabu kumo

(repeat **, *)

少しずつ消えてゆく
Sukoshi zutsu kiete yuku

by https://earth-colors.dreamwidth.org/14442.html

2 pensieri su “Qualcosa di semplice – FanFic ispirata a Final Story VI capitolo

  1. I wonder if you are the only one who considered Poupée in fan fictions, to this level and sensitivity. You did a beautiful job. Poupée is a very important character in CC and CCFS— she was Albert’s best friend and his protector and greatest teacher. I believe if Nagita was able to write more chapters—as she stated in Paris— she would definitely write more of Poupée. In CCFS Albert realized with regret that that Poupée would have been happy to live out her life with him. This taught Albert a great lesson, the awareness of being with the one that you love ( as Candy stated in CCFS). Although Albert’s life and role was changing to be the head of the Ardleys, he realized he needed to be with Candy. To be in the presence of a loved one— was the most important to him. That is why he rushed back from Sao Paolo, to find out if Candy felt the same.
    This valuable lesson is all thanks to Poupée, who made Albert realize this as he wrote his last letter to Candy. I wish I could read your story in your voice and with the nuances but even with Google translate, I found this very moving.

    Also, what a gorgeous drawing by Cinziamask of Poupée and the cat! Beautiful!!
    I love her own style and interpretation of the CC characters.

    ( SweetPoupée)

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  2. Dear Sweetpoupée, your comment made me really happy, thank you ☺️! I believe Nagita wanted to turn out FS to be an accurate, truthful novel to readers. By leaving Poupe in Africa Albert did something very reasonable and adult, which made their relationship realistic and less fictionalized. I think this is why Nagita has also inserted for the first time the complexity of their relationship: on one hand an innocent and affectionate creature and on the other an equally affectionate human but aware of the dangers of the war. Their relationship in FS loses the simplification suitable for an infant audience. I agree with you, Nagita if she could have written more about Poupe. Albert through Poupe realized the most important thing: how is precious to be with the person we love. Then the choice of Nagita sensei to make Poupe die of old age, was a really loving choice for this delightful little character.
    A hug
    October

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